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Archivi giornalieri: 5 febbraio 2010

La bestemmia – conseguenze e la sua sottovalutazione.

non-bestemmiare

La bestemmia è contro la legge naturale, insita nella natura stessa dell’uomo, valida per tutti gli esseri umani in tutti i tempi e in tutte le circostanze; e contro la legge positiva, dettata e fatta scrivere con parole da Dio, a conferma e a sviluppo della legge naturale.

Sfida Dio, in quanto lo tratta per nemico, lo provoca a reagire, lo considera impotente a controbattere, lo oltraggia solo per il maledetto piacere di oltraggiarlo.

È il linguaggio del diavolo, che disse: “Salirà in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono.., salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farà uguale all’Altissimo” (Is. 14, 13-14).

Offende gli altri nella loro coscienza religiosa che sente sacro il sentimento verso Dio e verso quanto è a Lui intimamente unito, e li offende anche nella loro dignità di persone.

Contagia tutti, perché l’uomo ripete quello che sente, vive di imitazione, opera secondo l’ambiente, diventa prigioniero delle abitudini comuni, ripensa alle cose udite anche quando non è pienamente cosciente di sé.

Attenta alla società, perché, essendo di solito pubblica, è facile a dilagare, arriva anche alle orecchie di chi non vuol sentirla, rende peggiori i cattivi, indigna i buoni, diminuisce il rispetto per l’uomo, abbassa il comune sentire religioso.

È esattamente il contrario dell’adorazione, della lode e della preghiera dovute al Creatore; lo sputo della malvagità più ripugnante di quello della bocca; il peggior segno dell’empietà umana.

Procede più da scelleratezza che da fragilità o da ignoranza si beve essa stessa la maggior parte del suo veleno, è peccato. Ma oltre che malizia, la bestemmia contiene stoltezza.

È irragionevole. Se il bestemmiatore crede nell’esistenza di Dio e quindi sa che Egli è infinitamente potente e può colpirlo sull’istante, perché lo offende invece di invocarlo per le proprie necessità?

Questi sono alcuni concetti della bestemmia, vorrei ora affrontare in base alla mia esperienza un argomento poco trattato ma molto importante da conoscere :  “Le conseguenze della Bestemmia”

Don Enzo Boninsegna  nei suoi scritti  definisce  la bestemmia “Urlo dell’ inferno”,

E’ proprio così. Infatti come testimoniano le tante persone, che vengono da me per una speciale benedizione o una preghiere di liberazione e guarigione, ho potuto verificare che il crollo della loro vita è dovuto proprio a una maledizione, che ha le sue radici nella bestemmia. Questa maledizione ricade sia sulla persona stessa sia su tutta  la famiglia scatenando un vero e proprio inferno. In breve, l’allontanamento dalla grazia di Dio, conseguenza della bestemmia, attira su di sé quella maledizione della vita terrena, cioè quel malessere interiore, che è già esperienza della rovina eterna.

 

Le principali conseguenze di questa maledizione sono:

          La salute –  un susseguirsi di malattie a volte inspiegabili scientificamente e senza guarigione, con la conseguenza spesso di una grave spesa monetaria.

          Litigi in famiglia –  incomprensione, incapacità di dialogo, urli d’imprecazione, urli di maledizione, disperazione, sfiducia totale, diffidenza nei rapporti con se e con gli altri, manifestazione di odio e di ira  l’uno contro l’altro ,   mancanza di lavoro o grossi problemi lavorativi sia con le altre persone sia a livello pratico spesso causa di ulteriori preoccupazioni e depressioni, inoltre  portatori di abitudini nefaste e distruttive (droghe , alcol e così via), crisi economica.  La situazione familiare peggiora giorno dopo giorno senza via di uscita andando incontro  alla desolazione del deserto ,all’agonia e alla morte di ogni virtù.

 

A volte si può avere l’impressione, dall’esterno, che chi bestemmia, abbia una vita decorosa e dignitosa sia dal punto di vista economico che umano, ma ad un occhio spiritualmente e virtuosamente attento risulta evidente quanto tutto questo sia effimero e vano. Infatti, se si avesse la possibilità di vedere queste persone in ogni istante della loro vita si vedrebbe il loro malessere e la loro disperazione e desolazione interiore, questo è visibile ad un occhio attento magari nel momento in cui questa persona lo mostra in modo evidente con un atteggiamento di collera improvvisa o di odio o di invidia, mostrandosi in tutta la sua disumanità.

 

La bestemmia , in varie regioni, è diventata  una cultura del linguaggio popolare  generando sempre meno disagio ,ed è diventata normalità con la inconsapevolezza delle sue conseguenze malefiche.

Anche le bestemmie pronunciate  per abitudine  o in un atto di rabbia senza la cattiva  intenzione  possono verificarsi fatali.

“Urlo dell’inferno” proprio così, la bestemmia produce l’inferno, come ne fanno esperienza coloro che le pronunciano, essendo una condanna in se stessa.

Quando infatti si pronuncia una bestemmia si scatenano le potenze infernali, in un urlo di gioia, e la persona che bestemmia viene afferrata dalle zanne del demonio che difficilmente se la lascerà strappare, anzi quest’anima sarà trascinata sempre più verso una collaborazione  sia in atti che in parole all’offesa dell’Onnipotente Dio creatore del cielo e la terra e di tutta la sua corte celeste. Nonostante questa persona possa ricevere, attraverso eventi o contatti con altre anime il messaggio salvifico di amore e accoglienza di Dio creatore, ne rimarrà diffidente  poiché trascinato dall’inganno del demonio che egli stesso ha attirato, questo è il motivo per cui risulta difficile un’inversione di rotta.

 La superbia ,la disobbedienza dell’uomo verso Dio conseguenza del peccato producono tante tragedie all’umanità, Dio nella sua infinita misericordia  permette ciò  affinché l’uomo si ravveda e possa ritornare al suo creatore, ma spesso in queste situazioni l’uomo bestemmia Dio ancora di più.

Nell’Apocalisse, parola di Dio, per ben tre volte ci conferma questi avvenimenti apocalittici; è la situazione dell’uomo contro Dio (Ap. 16,9) “E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tale flagelli, invece di ravvedersi per rendergli omaggio; (Ap. 16, 9b-10) “Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni; (Ap. 16,21) “ E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello”. Ecco la condizione dell’uomo quando bestemmia.

     Quale potrebbe essere la salvezza della sua anima? Non basta una semplice confessione, anche se al  bestemmiatore si rende difficile  confessarsi poiché è già qualcosa lontano da lui, ma quando vi riesce ed ha l’occasione di pentirsi, perché è vero che Dio perdona tutti i nostri peccati, rimangono comunque le conseguenze che sono radicate nell’anima e che portano tanta rovina. Prima di tutto c’è bisogno di tanta riparazione, assiduità nel partecipare alla santa messa, preghiere del Sangue preziosissimo del nostro Signore Gesù Cristo in croce, offerta di atti di carità e penitenza per i bestemmiatori, la confessione almeno una volta alla settimana per un periodo di tempo, e una continua preghiera per chiedere la conversione di cuore e l’umiltà di ogni giorno, ed ogni volta che sente bestemmiare gli altri, pregare il sangue di Cristo di bagnare questa anima perché abbia la possibilità di salvezza e possa arrivare a lui l’annuncio del vangelo affinché si possa redimere.

 

Fratelli e figli miei non sapete il dolore che mi causa quando una persona confessa il peccato della bestemmia,  basta una volta per travolgere tutto. Il dolore è più forte di  quando una donna  confessa il peccato dell’aborto, nonostante abbia una scomunica (latae sententiae), viene reintegrata nel seno della chiesa con molta misericordia , ed è una gioia che  abbia chiesto perdono e possa amare il suo figlio non nato, pregando per lui affinché questo figlio sia avvolto della luce dell’amore di Dio.

Il bestemmiatore, invece, mi fa piangere perché è un godimento del demonio e la persona appartiene ad esso con le sue conseguenze. Purtroppo oggi il tutto viene preso con leggerezza come fosse un peccato qualsiasi.

Con questa mia pubblicazione, delle conseguenze della bestemmia, voglio far prendere coscienza della gravità che essa comporta e dare degli strumenti perché questa anima abbia la possibilità di liberarsi di questa tragedia che sta devastando l’umanità.

In ultimo affinché queste persone si redimano, innalzo una preghiera alla potente intercessione della nostra mamma celeste, affinché lei possa in comunione con tutti i santi del paradiso schiacciare la testa del maligno che ci soccombe giorno e notte. Stenda il suo manto materno a noi figli facendo scendere su di noi lo Spirito Santo per essere abbracciati dalla bontà di Dio nel cuore misericordioso del suo Figlio Gesù Cristo.

 

Don Alberto Abreu.

 

Di seguito inserisco il libretto di Don Enzo Boninsegna che ben illustra la sottovalutaizone dell’estendersi della piaga della bestemmia.

 

porcellini

 

Questa immagine che vedi può sembrare brutale e fuori posto per un libro che vuole trattare un tema serio e tragico qual’è quello della bestemmia. Io sono invece convinto che sia l’immagine più azzeccata per dare un’idea della bassezza a cui si degrada l’uomo che offende il suo Signore con la bestemmia.

            Il bestemmiare ostinato, che non tollera richiami e giustifica le sue bestemmie, reclamando per sé il dirittio di fare ciò che vuole, sempre, comunque e dovunque, è un “serpente insidioso”, che semina scandalo e corruzione; è un “cane ringhioso”, avvelenato dalla stoltezza e dalla rabbia; è un “somaro testardo”, incapace di parlare e capace solo di ringhiare; è una “puzzola fetente” che appesta l’aria con la sua presenza. Soprattutto è un “porco di razza” che mostra, con i suoi grugniti, quanto è grande la sua stupidità. E mi perdoni il porco se ho usato la sua immagine per dare un’idea del bestemmiatore incallito. Il porco infatti non offende il suo creatore, il bestemmiatore si!. A chi pensa che io, fin da queste prime battute, stia esagerando nel tono, ricordo che prima di me e più di me anche Gesù, San Giovanni Battista e gli Apostoli hanno paragonato certi uomini ostinatamente malvagi alle vipere, ai cani, ai porci, alle scrofe, ai somari … e ad altri personaggi dello zoo. La bibbia ce ne dà ampia conferma; cito solo alcuni passi: Mt 7,6 *Fil 3,2 * Pt 2,16.

 

            Dunque .. non facciamo tanto i raffinati! Se qualche cosa c’è da scandalizzarsi è del dilagare della bestemmia e del “non far niente” dei cristiani, non certo di alcune mie espressioni verbali.

 

            Grazie fin d’ora del vostro buon cuore e della vostra comprensione!

                                              

                           Don Enzo Boninsegna

 

Una parola ai preti…

 

Se per non aver fastidi dalla gente abbimo preso il vizietto di non dar fastidio a nessuno, e quindi neanche ai bestemmiatori (chi infatti sente ancora parlare contro la bestemmia?), ricordiamoci che più che “pastori del gregge” siamo diventati … “mandriani di porci”.

 

***

“A voi questo monito, o sacerdoti. Se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al mio Nome, dice il Signore degli eserciti, manderò su di voi la maledizione e cambierò in maledizione le vostre benedizioni”. (Ml 2, 1-2).

Queste parole del profeta Malachia la dicono lunga sulla sterilità della nostra pastolrale.

 

***

 

Come è saggezza di un medico curare prima le ferite più gravi e poi le meno gravi, cosi è dovere della Chesa combattere prima di tutto e soprattutto la bestemmia, che tra tutti ipeccati è sena dubbio il più grave.

 

Che cosa è la bestemmia.

 

A- Ritratto della bestemmia.

            Dire che la bestemmia è una gravissima offesa al Nome santo di Dio è una definizione esatta, ma un po’ fredda, arida, scheletrica, che non riesce a esprimere a sufficienza la drammaticità e la gravità mostruosa di questo fenomeno diabolico.

            Come non ci sono parole che possano esprimere fino in fondo la grandezza e la maestà infinita di Dio, così non ci sono parole che possano esprimere fino in fondo l’abisso di malizia e di miseria morale che è racchiuso nella bestemmia.

            Ogni definizione, per quanto precisa, dirà sempre troppo poco: la realtà dell’offesa a Dio è sempre molto più grande di quanto si possa esprimere. Si può e si deve comunque cercar di dare della bestemmia un’idea che sia il più vicina possibile alla realtà.

            Tentiamo allora, con poche pennellate, di tratteggiarne il ritratto.

            La bestemmia è l’urlo rabbioso di satana che esce dalla bocca di un uomo per cercar di sporcare la gloria di Dio. Non è a caso  che S. Caterina da Siena ha definito il bestemmiatore un “demonio incarnato”.

            La bestemmia è il frutto più velenoso che può scaturire da un lampo di follia. C’è una forma di pazzzia stabilizzata e cronica e c’è una forma di follia che va a sprazzi e rende l’uomo capace di manifestare in un attimo abissi di stoltezza.

            La bestemmia è il segno più palese dell’odio e de disprezzo verso Dio, e questo al di là delle intenzioni di chi vomita quell’espressione blasfema.

            La bestemmia è il supremo atto di superbia che un uomopossa compiere, perchè lui, così piccolo, sporco e impotente, tenta di mettersi sotto i piedi il Signore Dio, infinitamente grande, infinitamente santo e onnipotente, quel dio che, se solo lo volesse, potrebbe stritolarlo in un attimo e con ottime ragioni.

            La bestemmia è il più grande atto di stupidità, perchè fa dell’uomo un nemico di Colui che vorrebbe essergli amico, padre, benefattore e salvatore.

            La bestemmia è anche il segno rivelatore di un animo bovino, è manifestazione di volgarità, di grossolanità e di poca intelligenza, perchè una persona fine, intelligente e perciò non volgare, sa trovare altri modi leciti per far sbollire un momento di tensione.

La bestemmia è una barriera innalzata tra il bestemmiatore e tutti quelli che si sentono offesi dal linguaggio blasfemo, vedendo colpito quel Dio in cui credono e che amano come  Padre.

            “La bestemmia” – ha detto qualcuno – è il cancro dell’anima”. Come il cancro infatti invade tutto l’organismo fino a portare alla morte, così la bestemmia quanto meno annebbia, ma quasi sempre paralizza tutte le facoltà dell’anima e uccide in essa il gusto delle cose di Dio.

            La bestemmia è anche, quasi sempre, una malattia contagiosa che infetta altri. Nessuno mai infatti ha cominciato a bestemmiare per il gusto di bestemmiare, ma tutti i bestemmiatori sono diventati tali sotto la spinta del cattivo esempio ricevuto, e cioè perchè infettati da collaudati bestemmiatori che sono stati i loro maestri di vizio e di imbecillità.

            La bestemmia è un’offesa diretta a Dio, offesa che sarebbe qualcosa di inconcepibile se nono fosse una tristissima realtà”.

(+ Costantino Caminada).

 

B – Il Contrario del nostro dovere.

            Dopo aver creato l’uomo, Dio non lo ha condannato all’isolamento, prigioniero della terra, ma lo ha invitato al dialogo, a liberarsi verso il Cielo, a ricambiare il suo amore, a vivere nel conforto di un pieno abbandono e di una piena fiducia in Lui.

            In questo dialogo, in questo rapporto d’amore a cui Dio ci chiama, dobbiamo prima di tutto lodare il Signore: Benedetto se tu, Signore … Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli” (Dn 3, 52-53). Per migliaia di volte Dio ci invita nella Bibbia a lodare il Suo nome: in particolare i Salmi straripano di lodi al Signore. E tutta la vita di Gesù, di sua madre Maria e dei Santi è stata un cantico di lode al nostro Creatore e Padre.

            Se Dio è cosi grande da meritare ogni lode possibile, tanto che gli stessi angeli lo adorano (cfr.: Eb 1,6), e noi cosi piccoli, ne deriva come logica conseguenza e come segno di umiltà, il dovere che abbiamo di coltivare un profondo spirito di adorazione. “Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto” (Mt 4 ,10).

            Poi il Signore ci esorta alla riconciliazione per i molti, moltissimi beni che ci ha offerto in dono: “In ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio” (1 Ts 5, 18).

            Amandoci come Padre, e come il migliore dei padri, il Signore, ci invita inoltre a chiedergli tutto ciò di cui abbimo bisogno: “In ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste” (Fil. 4,6).

            E infine, essendo peccatori, il Signore ci insegna a chiedere perdono, con umiltà e con fiducia, per il cattivo uso che abbiamo fatto dei suoi doni: “Rimetti a noi i nostri debiti” (Mt 6,12).

            Ebbene, se a tutto questo siamo invitati da Dio, con la bestemmia si fa l’esatto contrario.

            Dio ci invia alla preghiera di lode, ma con la bestemmia lo si disprezza e si cerca di sprofondarlo nella fogna del disonore.

            Dio ci invita alla preghiera di adorazione, ma con la bestemmia, invece di riconoscere la sua infinita grandezza e la sua superiorità nei nostri confronti, si tenta di abbassarlo sotto il levello delle bestie.

            Dio ci invita alla preghiera di ringraziamento, ma con la bestemmia ci si mette in condizione di  non poter ricevere i suoi doni.

            Dio ci invita alla preghiera per avere il perdono, ma con la bestemmia si pongono le basi per attirare su di sé e sul mondo intero non il perdono, ma i più tremendi castighi.

            Che cosa resta di cristiano in un cristiano che bestemmia? Più nulla! E cosa resta di umano in un uomo che offende chi l’ha creato? Solo una pallida ombra di umanità, un rottame di umanità e nulla più!

            Immagina che un grande pittore porti un amico in visita a un museo in cui sono esposte le sue opere perchè veda i suoi capolavori e quell’amico, invece di ammirare quelle opere e lodare chi le ha fatte, cominci a dire parole di disprezzo verso l’artista. Un comportamento assurdo! Una delusione completa!

            Ancora più grave è la responsabilità e la colpa di chi offende il migliore artista, il Signore Dio, il Creatore di ogni cosa, la fonte di ogni bellezza, il datore di ogni dono. Non è esagerato dire che il bestemmiatore ha fatto di se stesso un mostro!.

C – Vari tipi di bestemmia.

            La più grave forma di bestemmia è quella che unisce al Nome santo di Dio (o Gesù, o dell’Ostia Santa, o del SS.mo Sacramento) parole cariche di disprezzo. Non è il caso di fare esempi, anche perchè purtroppo ne abbiamo fatto più volte amara esperienza sentendo alcune di queste mostruosità sulla bocca di qualche persona.

            E’ bestemmia anche dire contro Dio parole che non portano il marchio del disprezzo, ma che comunque il Signore non merita. Quante volte mi è capitato di sentire qualcuno che nel momento del dolore manifesta la sua delusione o la sua rabbia dicendo “Dio è crudele”, o “Dio è ingiusto”! Espressioni come queste, o altre simili, che negano delle verità di fede riguardo Dio, sono dette bestemmie eretiche.

            E quante volte capita di sentire il nome “Cristo” senza alcun titolo, ma pronunciato con una tale carica di rabbia che, per la violenza del tono, rasenta la bestemmia.

            Vera e propria bestemmia è anche l’offesa che colpisce i Santi, e in particolare la Madonna, o persone (ad es.:il Papa) che per loro sacralità sono un riflesso di Dio nel mondo. Pur non essendo Dio il bersaglio diretto, colpendo la santità o la sacralità si colpisce Dio, che è fonte tanto dell’una quanto dell’altra.

            Giovanni Paolo II, parlando del disprezzo rivolto contro il Nome di Dio, elenca, dopo la bestemmia, gli “spettacoli dissacranti”, e le “pubblicamente altamente offensive del sentimento religioso” (21 marzo 1993).

            Potremmo definirle bestemmia a mezzo stampa, bestemmie cinematografiche, bestemmie teatrali. Basti qui citare il “gran maestro” della dissacrazione, Dario Fo che, nel suo “Mistero Buffo”, ha deriso Gesù, la Madonna e altri personaggi del Vangelo.

            Queste bestemmie, a differenza della bestemmia comunemente intesa, che può avere l’attenuante di sfuggire in un attimo, in un lampo, quasi senza accorgersene, sono bestemmie ragionate, meditate, volute, infiocchettate col fascino dell’arte e quindi con un potere devastante per il linguaggio suggestivo con cui sono confezionate e per l’altissimo numero di lettori o di spettatori che raggingono.

            Non si può parlare invece di bestemmia quando il Nome di Dio viene nominato invano, senza un serio e ragionevole motivo, ma anche senza alcun titolo offensivo.

            Non è raro, infine, sentire qualcuno che pronuncia il nome “zio”, o qualcosa di simile, e subito vi aggiunge una parolaccia, come quelle che altri affibiano al nome di Dio. L’espressione che ne risulta non è una bestemmia, ma è molto facile che come tale venga avvertita da chi la sente. Perciò, anche se non c’è la bestemmia, può esserci lo scandalo. In ogni caso, chi parla in questo modo, oltre ad essere ambiguo e ipocrita (un ipocrisia alla rovescia!), perchè vuol apparire bestemmiatore seza esserlo, contribuisce a diffondere un tipo di linguaggio che favorisce l’espandersi della bestemmia.

            Quando ero bambino sentivo spesso parlare dai pulpiti contro la bestemmia. I sacerdoti di quel tempo avevano una lucida percezione della gravità del fenomeno e una chiara coscienza del loro dovere di scagliarsi spesso e in tono forte contro il piùinfame dei peccati.

            Ricordo anche che si veniva educati a salutare i sacerdoti e le suore con parole che lodavano il Signore: “Sia lodato Gesu Cristo”. E come un eco, la risposta: “Sempre sia lodato”. E’ lo stesso saluto a Gesù con cui Giovanni Paolo II ha iniziato il suo pontificato.

            Erano tempi in cui la lode e la difesa del Nome santo di Dio erano al centro della religiosità della nostra gente e della sollecitudine pastorale dei nostri sacerdoti.

            Confesso che ho profonda nostalgia di quei tempi che sembrano ormai sprofondati nelle nebbie della preistoria.

            Oggi,dopo quasi trent’anni di postconcilio, raccogliamoi frutti di ciò che abbiamo seminato: ci ritroviamo tra le mani una religiosità e una pastolrale quasi del tutto indifferente verso il Nome di Dio. L’attenzione si è spostata altrove e ciò che era e deve restare il valore primario è diventato secondario, o è finito in cantina, quasi del tutto dimenticato.

            In questi trent0anni non è affatto sparita la bestemmia, si è fatta invece più subdola, più estesa, più raffinata e più aggressiva. Ciò che è quasi del tutto sparito è la battaglia contro la bestemmia e l’educazione all’amore per i nomi santi di Dio, Gesù e della sua SS.ma Madre.

            E’ da questa amara constatazione che è nata l’idea di rispolverare una battaglia antica, ma oggi più che mai estremamente urgente e necessaria.

            Quando Dio non è rispettato, nessun’altro è più al sicuro e ogni valore è compromesso o già corroso, al di là delle apparenze.

            Quando Dio è offeso, chi e a quale titolo può ancora reclamare il rispetto di sé e dei propri diritti?

            Quando Dio è maledetto dai suoi nemici e non difeso dai suoi figli … peggioancora: quando Dio è maledetto dai suoi stessi figli e non abbastanza difeso dai suoi ministri, ogni altra battaglia è perduta, ogni iniziativa è condannata al fallimento.

            Se siamo figli di Dio non possiamo continuare a tacere, fingendo di non vedere e non sentire, paralizzati da un’assurda indifferenza, o rassegnazione alla sconfitta. E’ nostro dovere parlare! E’ nostro dovere agire! E’ nostro dovere organizzarci e non lasciare nulla di intentato perchè Dio sia finalmente rispettato, amato e obbedito.

            O si ricomincia da qui, o tutto il resto non avràsenso e non avrà successo!

            Non saranno certo queste poche pagine a risolvere il problema, ma se riusciranno a risvegliare la coscienza di qualcuno sulla tragica realtà della bestemmia avranno già raggiunto il loro scopo. E questo mi basta.

Don Enzo Boninsegna

 

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Pubblicato da su 5 febbraio 2010 in Uncategorized