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Archivio mensile:marzo 2012

LA SEGNALETICA DEL CALVARIO

 

Rifressioni di Don Tonino Bello  

Cari fratelli,
sulle grandi arterie, oltre alle frecce giganti collocate agli incroci, ce ne sono ogni tanto delle altre, di piccole dimensioni, che indicano snodi secondari. Ora, per noi che corriamo distratti sulle corsie preferenziali di un cristianesimo fin troppo accomodante e troppo poco coerente, quali sono le frecce stradali che invitano a rallentare la corsa per imboccare l’unica carreggiata credibile, quella che conduce sulla vetta del Golgota? Ve ne dico tre.
Ma bisogna fare attenzione, perché si vedono appena.

La freccia dell’accoglienza.
É una deviazione difficile, che richiede abilità di manovra, ma che porta dritto al cuore del Crocifisso. Accogliere il fratello come un dono. Non come un rivale. Un pretenzioso che vuole scavalcarmi. Un possibile concorrente da tenere sotto controllo perché non mi faccia le scarpe. Accogliere il fratello con tutti i suoi bagagli, compreso il bagaglio più difficile da far passare alla dogana del nostro egoismo: la sua carta d’identità! Si, perché non ci vuole molto ad accettare il prossimo senza nome, o senza contorni, o senza fisionomia. Ma occorre una gran fatica per accettare quello che è iscritto all’anagrafe del mio quartiere o che abita di fronte a casa mia. Coraggio! Il Cristianesimo è la religione dei nomi propri, non delle essenze. Dei volti concreti, non degli ectoplasmi. Del prossimo in carne ed ossa con cui confrontarsi, e non delle astrazioni volontaristiche con cui crogiolarsi.

La freccia della riconciliazione.
Ci indica il cavalcavia sul quale sono fermi, a fare autostop, i nostri nemici. E noi dobbiamo assolutamente frenare. Per dare un passaggio al fratello che abbiamo ostracizzato dai nostri affetti. Per stringere la mano alla gente con cui abbiamo rotto il dialogo. Per porgere aiuto al prossimo col quale abbiamo categoricamente deciso di archiviare ogni tipo di rapporto. E’ sulla rampa del perdono che vengono collaudati il motore e la carrozzeria della nostra esistenza cristiana. E’ su questa scarpata che siamo chiamati a vincere la pendenza del nostro egoismo ed a misurare la nostra fedeltà al mistero della croce.

La freccia della comunione. Al Golgota si va in corteo, come ci andò Gesù. Non da soli. Pregando, lottando, soffrendo con gli altri. Non con arrampicate solitarie, ma solidarizzando con gli altri che, proprio per avanzare insieme, si danno delle norme, dei progetti, delle regole precise, a cui bisogna sottostare da parte di tutti. Se no, si rompe qualcosa. Non il cristallo di una virtù che, al limite, con una confessione si può anche ricomporre. Ma il tessuto di una comunione che, una volta lacerata, richiederà tempi lunghi per pazienti ricuciture. Il Signore ci conceda la grazia di discernere, al momento giusto, sulla circonvallazione del Calvario, le frecce che segnalano il percorso della Via Crucis. Che è l’unico percorso di salvezza.

 

 
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Pubblicato da su 31 marzo 2012 in Uncategorized

 

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Saluto alle virtù

Saluto alle virtù

Ave, regina sapienza,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa, pura semplicità.
Signora santa povertà,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa umiltà.
Signora santa carità,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa obbedienza.
Santissime virtù,
voi tutte salvi il Signore
dal quale venite e procedete.
Non c’è proprio nessuno in tutto il mondo,
che possa avere una sola di voi,
se prima non muore [a se stesso].
Chi ne possiede una e le altre non offende,
le possiede tutte,
e chi anche una sola ne offende
non ne possiede alcuna e le offende tutte.
E ciascuna confonde i vizi e i peccati.
La santa sapienza
confonde Satana e tutte le sue malizie.
La pura santa semplicità
confonde ogni sapienza di questo mondo,
e la sapienza della carne.
La santa povertà
confonde la cupidigia e l’avarizia
e le preoccupazioni del secolo presente.
La santa umiltà
confonde la superbia
e tutti gli uomini che sono nel mondo,
e similmente tutte le cose che sono nel mondo.
La santa carità
confonde tutte le tentazioni diaboliche e carnali
e tutti i timori della carne.
La santa obbedienza
confonde ogni volontà propria
corporale e carnale,
e tiene il corpo di ciascuno
mortificato per l’obbedienza allo spirito
e per l’obbedienza al proprio fratello;
e allora l’uomo è suddito e sottomesso
a tutti gli uomini che sono nel mondo,
e non soltanto ai soli uomini,
ma anche a tutte le bestie e alle fiere,
così che possano fare di lui quello che vogliono,
per quanto sarà loro concesso dall’alto dal Signore.

(Preghiere Francescana)

 
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Pubblicato da su 28 marzo 2012 in Uncategorized

 

Messaggio della Madonna di Medjugorje del 25 Marzo 2012

 

“Cari figli! Anche oggi con  gioia desidero darvi la mia benedizione materna e invitarvi alla preghiera. Che la preghiera diventi per voi  bisogno affinché ogni giorno cresciate di più nella santità. Lavorate di più sulla vostra conversione perché siete lontani figlioli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2012 in Uncategorized

 

SIGNORE..SE TU FOSSI STATO QUI….

La resurrezione di Lazzaro mette in moto il processo che condurrà Gesù alla croce e rende evidente che Gesù dona la vita a prezzo della sua stessa vita e tenta di dare una risposta al mistero della morte.

Gesù ama Lazzaro eppure lascia passare due giorni prima di mettersi in viaggio …..si limita a dire che la sua malattia è “per la gloria di Dio”.

Sa di esporsi così a un pericolo mortale, come fanno osservare i discepoli, ma spiega che il suo amico si è solo addormentato e lui deve svegliarlo.

I discepoli confondono la morte con il sonno ma poi si rendono disponibili provocati dalle parole di Gesù…”Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinchè voi crediate”…. Come se volesse dare prova che non solo può guarire d malattie come aveva già fatto ma che può fare di più….guarire dalla morte.

Tommaso forse è l’unico a capire…e risponde :”Andiamo anche noi a morire con Lui”..perchè quel gesto è l’inizio della condanna a morte di Gesù ormai imminente.

Ciascuno di noi davanti alla morte ha provato l’assenza di Dio come Marta….”Signore se tu fossi stato qui!!!”……

Ma Marta sapeva che Lazzaro sarebbe risorto all’ultimo giorno ma quel suo “io so” diventa “io credo” e ha compreso che Gesù non elimina la morte, la vince mediante il dono della vita eterna che non viene meno persino davanti alla morte.

Il pianto di Maria commuove Gesù e a sua volta piange profondamente turbato…..l’ordine di togliere la pietra è seguito dalla preghiera di Gesù,….solo qui Gesù prega prima di compiere uno dei segni.

La scena culmina con il grido di Gesù e  Lazzaro che esce dal sepolcro e torna a vivere: il suo silenzio però perdura e pone il risalto solo Gesù, la sua vittoria sulla “morte” dell’amico “segno” della vittoria sulla propria morte e su quella di chi crede in lui.

Il “mistero della morte “ prende per mano ciascuno di noi …..Dio con questo mistero che è quello che ci angoscia di più ha scelto di riconciliarsi con l’uomo mediante la morte e resurrezione di suo Figlio.

Ognuno di noi di fronte alla morte di un suo caro o di un amico è tentato a rinnegare Dio…..”dove sei?“….”proprio adesso che avevo bisogno di te!!”…ci sentiamo abbandonati……

Ecco che la morte rimane per noi un “avvertimento” ma anche il “mezzo decisivo” per diventare degni, di comparire davanti al suo volto, attraverso  la purificazione scelta da Dio a cui non ha sottratto nemmeno suo Figlio.

L.d.P.

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2012 in Uncategorized

 

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Fa’ digiunare il mio cuore:

Fa’ digiunare il mio cuore:
che sappia rinunciare a tutto quello che l’allontana
dal tuo amore, Signore, e che si unisca a te
più esclusivamente e più sinceramente.

Fa’ digiunare il mio orgoglio,
tutte le mie pretese, le mie  rivendicazioni,
rendendomi più umile e infondendo in me
come  unica ambizione, quella di servirTi.

Fa’ digiunare le mie passioni,
la mia fame di piacere,
la mia  sete di ricchezza,
il possesso avido e l’azione violenta;
che il mio  solo desiderio sia di piacere a Te in tutto.

Fa’ digiunare il mio  “io”,
troppo centrato su se stesso, egoista indurito,
che vuol trarre solo il suo vantaggio:
che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Fa’ digiunare la mia  lingua,
spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche,
severa nei giudizi, offensiva o sprezzante:
fa’ che esprima solo stima e bontà.

Che il digiuno dell’anima,
con tutti i miei  sforzi per migliorarmi,
possa salire verso di Te come offerta gradita,
meritarmi  una gioia più pura, più profonda. Amen

(Ritorno alla sorgente – Jean Galot)

 
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Pubblicato da su 23 marzo 2012 in Uncategorized

 

IL VOLTO DI GIUDA

Un pittore aveva bisogno di un modello per disegnare la figura del Cristo nell’Ultima Cena. Gira e rigira, lo trovò in un contadino povero, con uno sguardo mansueto e luminoso. Lo pregò di posare per lui, e quello accettò. Ne venne un Cristo meraviglioso. Il pittore era molto contento. Disegnò anche gli apostoli, tutti tranne Giuda; anche per Giuda ci voleva un modello, perché era troppo importante per quella scena. Gira e rigira, questo modello non lo trovava, finché capita un giorno in un paese di campagna e vede un contadino torvo, bieco, violento, che stava bestemmiando in un casolare e litigando con i familiari. Lo guardò bene e gli parve adatto. Lo pregò di posare per lui, convincendolo con l’impegno che lo avrebbe pagato, e cominciò il ritratto di Giuda. A un certo punto si accorse che l’uomo piangeva. Pieno di stupore, gli chiese: “Perché piangi?”. “Perché”, rispose l’altro, “quel Cristo che avete dipinto la volta scorsa, sono io”. “E cos’hai fatto, dunque, per essere ora così diverso?”.
E l’uomo rispose: “Ho peccato”.

 
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Pubblicato da su 22 marzo 2012 in Uncategorized

 

Quando Cristo entra nel cuore..

 

Quando Cristo entra nel cuore umano, vi   porta con sé una duplice luce: la luce
della coscienza che rivela i peccati del  passato, e poi la luce della pace, la  speranza
della salvezza. La lanterna che Cristo porta nella mano sinistra è la luce della coscienza.”
John Ruskin

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2012 in Uncategorized