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Archivio mensile:giugno 2009

La gioia e il dolore…

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Allora una donna disse:


"Parlaci della Gioia e del Dolore".
E lui rispose:
"La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso,
è stato sovente colmo di lacrime.
E come può essere altrimenti ?
Quanto più a fondo vi scava il dolore,
tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino
non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio ?
E il liuto che rasserena il vostro spirito
non è forse lo stesso legno scavato dal coltello ?
Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore
e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore
e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore",
e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme,
e se l’una siede con voi alla vostra mensa,
ricordate che l’altro è addormentato nel vostro letto.
In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento,
così la vostra gioia e il vostro dolore
dovranno sollevarsi oppure ricadere".

(Gibran)

È bello scoprire che per ogni cosa c’è da ringraziare,
in ogni situazione c’è motivo per gioire,
per ogni vita c’è da sperare…

 
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Pubblicato da su 30 giugno 2009 in Uncategorized

 

Non andare via Signore…


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Quando trovi chiusa
la porta del mio cuore,
abbattila ed entra:
non andare via, Signore.

Quando le corde della mia chitarra
dimenticano il tuo nome,
ti prego, aspetta:
non andare via, Signore.

Quando il tuo richiamo
non rompe il mio torpore,
folgorami con il tuo dolore:
non andare via, Signore.

Quando faccio sedere altri
sul tuo trono,
o re della mia vita:
non andare via, Signore
. 

 ( Rabindranath Tagore )

 
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Pubblicato da su 29 giugno 2009 in Uncategorized

 

Nelle tenebre della notte

Bellissima preghiera di don Tonino Bello alla Vergine della Notte

 
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Pubblicato da su 23 giugno 2009 in Uncategorized

 

Camminando…

su un molo del baltico__
 
Si possono percorrere milioni
di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superficie dei luoghi
nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare
chiunque abbia una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le cose,
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso.
 
                                         R.Blades.
 
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Pubblicato da su 21 giugno 2009 in Uncategorized

 

O Signore… illumina la notte!

 

 

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O Signore, vieni presto
e illumina la notte!
A te anelo come i moribondi anelano a te.
Di’ all’anima mia, che niente succeda senza che tu lo permetta
e che nulla di quello che tu permetti sia senza conforto.

O Gesù, Figlio di Dio,
tu che tacevi
in presenza di tuoi accusatori,
frena la mia lingua
finché avrò trovato quello che dovrò dire
e come dirlo.

Mostrami la via e disponimi a seguirla.
Pericoloso è indugiare
e rischioso proseguire.
Rispondi alla mia supplica
e mostrami la via.
Vengo a te come il ferito va dal medico
in cerca di aiuto.
Dona, o Signore, pace al mio cuore!
Amen.

PREGHIERA
di S. BRIGIDA

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2009 in Uncategorized

 

La strategia dell’Amore…

 

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Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:
«Sono cieco, aiutatemi per favore».
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un’altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose: "Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo".
Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:
«Oggi è primavera e io non posso vederla».

Cambia la tua strategia quando le cose
non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio…

Ecco un modo per vivere “l’attesa”:
perseverare nell’amore con amore…
Diventare amabili:
ecco la strategia dell’amore

 
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Pubblicato da su 15 giugno 2009 in Uncategorized

 

festa del Corpus Domini

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Giovanni 6:1,15

Dopo questi fatti, Gesù andò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E quando furono saziati, disse ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo.

Commento:

Il questo brano di Vangelo tratto dal capitolo 6 di San Giovanni, troviamo i grandi discorsi di Gesù sul Pane di Vita. Noi siamo abituati a leggere questi testi alla luce della nostra pratica eucaristica; ed è certo legittimo farlo, poiché già Giovanni, quando mette per iscritto questi discorsi circa 35 anni dopo i fatti, li interpreta anche lui alla luce della pratica sacramentale della Chiesa primitiva.

Per andare più in profondità nella comprensione di questi discorsi, dobbiamo considerare l’Eucaristia non come un rito isolato, ma vedendola nella sua relazione con tutta la nostra vita cristiana, che è una vita di fede. E’ opportuno anche considerare il testo stesso di Giovanni nel suo contesto letterario più generale.

Quando, dopo la moltiplicazione dei pani, la folla seguiva Gesù per avere ancora pane, Gesù dice loro, con un po’ di amarezza e di disillusione: "Non avete capito nulla. Non è questo pane materiale che voi dovete cercare. Il vero pane è quello disceso dal cielo. E’ il figlio dell’uomo, che dà la vita al mondo." Essi allora gli dicono: "Ebbene, allora dacci sempre di questo pane". Di nuovo non hanno capito niente. Allora Gesù dice loro chiaramente, in buon aramaico: "Io sono il pane di vita… E’ la volontà del Padre mio che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna, ed io lo risusciterò l’ultimo giorno…". Ma loro mormorano… e Gesù insiste: " Sono io il pane vivo…il pane che darò è la mia carne". La parola "carne", che è più forte di "corpo", colloca il suo insegnamento nel contesto globale dell’Incarnazione, per la quale la carne del Figlio dell’Uomo è diventata la realtà del Figlio di Dio.

Tutto il contesto di questi discorsi si riferisce alla fede. Il senso primitivo di questo testo si riferiva evidentemente alla ricezione del messaggio di Gesù nella fede. Poi, nella predicazione primitiva, lo si collegò al fatto di ricevere il pane eucaristico, espressione di fede.

Noi non possiamo comprendere l’Eucaristia come un rito isolato. Non veniamo all’Eucaristia come si va ad un distributore di benzina per fare il pieno. Non è semplicemente un rito con cui intendiamo ripristinare le nostre forze, acquistare energia, coraggio, per fare un altro pezzo di strada… Se questo è il nostro atteggiamento nei confronti dell’Eucaristia, non dobbiamo stupirci che dopo anni di pratica sacramentale, siamo sempre all’incirca allo stesso punto nel nostro cammino spirituale
Se invece noi facciamo tutto il possibile per incontrare il Cristo ogni giorno in una relazione di fede, di preghiera contemplativa, di amore concreto delle nostre sorelle e dei nostri fratelli, allora l’Eucaristia diventa una espressione di questa fede, e nello stesso tempo la nutre.

Non si tratta per noi semplicemente di avere "fede nell’Eucaristia", cioè fede in un segno. Gli Ebrei l’avevano questa fede nei segni! Si tratta piuttosto di una fede globale nella Persona del Cristo, che si esprime nell’Eucaristia.

TESTIMONIANZA
15 marzo 2007

 

Scrivo per raccontare brevemente un  fenomeno che mi accade da quando sono bambino, e cioè da quando ho fatto la prima comunione. Fui subito sensibile a quella sostanza, che mi toccava il cuore e mi faceva subito capire che era una sostanza meravigliosa. Quel giorno, da bambino, compresi che stavo gustando qualcosa che veniva da un altro mondo.  E così negli anni questa meravigliosa sostanza, che scende nel cuore e lo inonda di beatitudine e di  pace, mi ha sempre raggiunto. Io non faccio assolutamente nulla: è questa bellezza che, appena fatta la comunione, scende nel cuore, come se lo toccasse, e subito sento come se una fontana sgorgasse dal profondo. E sento salire una sostanza di indicibile dolcezza, che risale come un fiume e mi rende felice. Come un secondo respiro, che parte dal cuore e risale, e mi riempie di luce. Così negli anni ho capito che ho avuto la fortuna di essere sensibile all’eucarestia. Ho la piena consapevolezza, per esperienza diretta, che nell’eucarestia si nasconde il Cristo. A volte, dopo la comunione, sento come se il suo tocco prendesse il mio cuore tra le mani, e allora entro in uno stato di beatitudine che non si può raccontare, e si apre come un varco, e intuisco che davanti a me e dentro di me esiste un Regno di indescrivibile bellezza. Vedo il Suo Infinito. E scopro che non abbiamo neanche idea dell’Infinita Bellezza che ci attende. Il Paradiso è la realtà più presente che esiste, ed è già qui. E  l’eucarestia mi permette di gustare questa bellezza, di  pre-gustare l’Eterno. Io amo Cristo sopra ogni cosa.  Sono felicemente sposato, e tra pochi giorni nascerà il mio primo figlio. E la cosa più bella, è che l’amore per Cristo e questi incontri con Lui si intrecciano meravigliosamente con la vita di tutti i giorni.
Vorrei dire a tutti che non esiste bellezza più  profonda di Cristo, e di andare, se potete, ogni tanto davanti al Tabernacolo, e di non fare nulla: non parlare, non pregare, non fare sforzi. Ma aspettare che lui ci tocchi il cuore, perchè Gesù è come il sole. E l’eucarestia è acqua, sorgente, fuoco, pace, beatitudine, silenzio, Voce.  E’ lo stesso Paradiso, che silenziosamente respira sulla terra.

Arnoldo

Fonte: WWW.TUTELAEUCARESTIA.ORG

"Che la celebrazione della festa del Corpus Domini sia un’azione di grazie a Gesù per averci dato questo banchetto eucaristico come un mezzo per esprimere, in comunione con tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle, la nostra fede in Lui, ed esprimendola, per riceverla confermata, fortificata e purificata."

 

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2009 in Uncategorized