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Archivio mensile:novembre 2009

LA GOCCIA PIÙ PREZIOSA

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La nuvola avanzava lentamente: era piccola, poco più grande di un batuffolo di cotone. All’interno, due gocce di pioggia stavano litigando furiosamente. "Ti dico che dovevamo scendere su quel prato!", urlò l’una. "E così saremmo finite in mezzo al fango!", ribatte l’altra. "Sua maestà ha paura di sporcarsi? Preferirebbe forse cadere in una boccetta di profumo?!", insistette la prima. "Sei sciocca e ignorante!", concluse la seconda. E rivolgendosi all’altra compagna che se ne stava pacifica e silenziosa ad osservare il paesaggio chiese: "E tu, cosa ne pensi?". Costei rispose: "Credo che ognuna di noi debba seguire le proprie aspirazioni, ricordandoci che il mondo ha bisogno di noi". "Giusto!", intervenne la prima, "Ognuna pensi a se stessa!", travisando così le parole della compagna saggia. La prima a lasciarsi scivolare dalla nuvola fu proprio lei. Vide uno scoglio e decise di andare a crogiolarsi al sole. Fatto sta che, poco dopo, cominciò a sudare e all’improvviso scomparve. Di lei non restò più nulla, neppure il segno sulla roccia. La seconda, vedendo l’oceano, pensò: "Qui non mi mancherà la compagnia!" e si lasciò scivolare. Per qualche tempo passò le sue giornate ridendo, scherzando, ballando insieme alle compagne. Ma un giorno un’onda l’afferrò con decisione e la mandò a ruzzolare sulla spiaggia. La sabbia assorbì la goccia e di lei non restò più nulla, nemmeno un’impronta. Sulla nuvola,intanto, la goccia rimasta aspettava il momento opportuno per scendere sulla terra. Aveva deciso: "Mi spingerò più a Nord, il vento freddo mi trasformerà in un fiocco di neve e contribuirò a far felici i bambini". All’improvviso vide, in un campo arso dal sole, una pianticella quasi appassita. Questo la rattristò e la commosse. E cosi decise:si lasciò scivolare dalla nuvoletta e cadde addosso alla piantina. Costei si ridestò dicendo: "Che fresca carezza! Chi sei?". "Sono una piccola goccia e sono scesa dal cielo per aiutarti" rispose. Poi scomparve nel terreno, fino alle radici. Subito un fremito percorse l’intera pianticella ed un fiorellino sbocciò, profumando l’aria.

La storia di ogni persona è allo stesso tempo effimera e importante. Perciò ci conviene vivere in maniera intensa, al di là del nostro piccolo "io", contribuendo ad arricchire la vita degli altri e lasciandoci impreziosire dalle loro sorprese.

(Don Ezio Del Favero)

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Pubblicato da su 30 novembre 2009 in Uncategorized

 

"Sostare in silenzio per capire una Presenza"

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INIZIA L’AVVENTO
 
Il Papa: «Sostare in silenzio
per capire una Presenza»
 
 
"Dio è qui, non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli" ma per sentire la sua presenza occorre "sostare in silenzio" e non farsi travolgere dal "fare": è questa l’esortazione espressa da papa Benedetto XVI che questa sera, nella Basilica di San Pietro, ha celebrato i Vespri della prima domenica di Avvento.

"Tutti facciamo esperienza, nell’esistenza quotidiana, di avere poco tempo per il Signore e poco tempo pure per noi. Si finisce per essere assorbiti dal ‘farè. Non è forse vero che spesso è proprio l’attività a possederci – chiede il pontefice – la società con i suoi molteplici interessi a monopolizzare la nostra attenzione? Non è forse vero che si dedica molto tempo al divertimento e a svaghi di vario genere? A volte – aggiunge – le cose ci ‘travolgono".
   
Il senso dell’Avvento, liturgia che conduce al Natale, può aiutare, invece, "a sostare in silenzio per capire una Presenza". Così, "i singoli eventi della giornata" diventano "cenni che Dio ci rivolge, segni dell’attenzione che ha per ognuno di noi". 

AVVENIRE: 28 Novembre 2009

 
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Pubblicato da su 29 novembre 2009 in Uncategorized

 

Madre io vorrei…

 
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Pubblicato da su 27 novembre 2009 in Uncategorized

 

Messaggio della Madonna a Mdejugorje – 25 novembre 2009

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Pubblicato da su 26 novembre 2009 in Uncategorized

 

25 Novembre, “Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne”

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Pubblicato da su 25 novembre 2009 in Uncategorized

 

Festa di CRISTO RE'

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 Gesù Cristo Re

O Signore Nostro Gesù Cristo, io Ti riconosco per Re universale. Tutto ciò che  è stato creato, è stato fatto per Te. Esercita pure sopra di me tutti i Tuoi diritti. 

Io rinnovo le mie promesse battesimali rinunciando a Satana, alle sue opere e prometto di vivere da buon cristiano. 

In un modo tutto particolare m’impegno a far trionfare, secondo i  miei poveri mezzi, i diritti di Dio e della Santa Chiesa.

Divin Cuore di Gesù, Ti offro le mie povere azioni per ottenere che tutti i cuori riconoscano la Tua sacra Sovranità e affinchè il Regno della Tua Pace si stabilisca nel mondo intero. 

Amen


SPUNTI DI RIFLESSIONI PER LA FESTA DI CRISTO RE

  Anche per la riflessione che ci accingiamo a fare ora è importante che teniamo presente quanto abbiamo detto lo scorso anno in questa occasione e che non stiamo a ripetere. La regalità cui fa riferimento Pilato nel domandare a Gesù di Nazaret se sia effettivamente il re dei Giudei si colloca in un contesto che non ha niente a che vedere con l’Evangelo, con quello che Gesù è. In quei tempi essere re significava  occupare il gradino più alto della scala sociale ed era la realizzazione del sogno di tanta parte degli uomini. Il re era il simbolo più alto del potere e di potere sono in tanti ad essere “assetati” o “drogati”. Succede spesso, infatti, che  alcune persone, presidenti di più associazioni  o che ricoprono in esse incarichi di responsabilità, non si preoccupano nemmeno di presenziare alle riunioni né di dare le dimissioni quando le loro assenze risultino ingiustificate. Pensiamo anche alle numerose assenze dei nostri parlamentari, alle tristi immagini che molto spesso abbiamo sotto i nostri occhi di ministri che relazionano ad una camera dei deputati quasi vuota o a un senato quasi deserto. Nel nostro piccolo, pensiamo, per esempio, al potere di chi ha in mano una chiave che nessun altro possiede, che gli dà la facoltà di decidere se una festa “s’ha da fare o no” nel luogo da lui gelosamente custodito, o alla smania di ricoprire in esclusiva determinati ruoli che danno potere, magari piccolo, senza mai volerli cedere ad altri. Dobbiamo con coraggio riconoscere che ogni “potere” è sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Gesù di Nazaret è stato, per questo, un uomo senza potere. La sua forza era quella della verità, quella della coerenza di vita che lo rendeva autorevole per quello che affermava e, nello stesso, tempo inquietante, perché non era possibile rinfacciargli alcunché. Ne consegue che ogni potere che ha bisogno della forza delle armi per affermarsi è fondato sull’ingiustizia. Non c’è mai stato movimento rivoluzionario che, nel realizzare i suoi intenti, non abbia usato e giustificato la violenza e non abbia creato altra ingiustizia al posto di quella che voleva sradicare. Purtroppo, per noi è difficile credere nella forza dell’amore, nella non violenza. Bisogna riflettere, però, che la violenza, più che esprimere forza, manifesta una grande debolezza: il violento, il prepotente, in fondo è un debole. Il racconto evangelico ci ricorda da vicino la crocifissione di Gesù: dobbiamo essere tutti consapevoli che, quando qualcuno viene crocifisso, quando qualcuno subisce violenza, è perché viene lasciato solo, perché siamo in tanti a lavarcene le mani, pronti a passare, per interesse o per codardia, dalla parte del prepotente di turno. Proviamo a chiederci tutti da che parte saremmo stati nella situazione descritta dall’’Evangelo: avremmo forse chiesto anche noi la condanna di Gesù? Non è forse vero che capita anche a noi di consigliare a qualche nostro amico di non mettersi nei guai, magari per difendere qualche giusta causa, perché non vogliamo rischiare la pelle o altro per tirarlo giù dalla croce? Pietro che nega di conoscere Gesù, di essere galileo, nonostante la sua parlata, ci rappresenta molto bene. In conclusione, possiamo ritenere che, se nel “crocefisso” fossimo capaci di vedere rappresentati con Gesù di Nazaret i vari crocefissi della storia, cioè tutti coloro che hanno lottato, pagando di persona, per la giustizia, per la difesa dei deboli, a nessuno verrebbe in mente di chiedere che questo simbolo venga tolto dalle pareti degli edifici pubblici e tutti, indipendentemente dalle religioni di appartenenza, ci riconosceremmo facilmente in esso. (Dn 7,13-14; Sal 92,1-2. 5; Ap 1,5-8; Gv 18,33-37)

 
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Pubblicato da su 22 novembre 2009 in Uncategorized

 

L'ATTO DI ABBANDONO A GESU’

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(contro le ansie e le afflizioni)


«Perchè vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me, produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose. Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi e cambiare così l’agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero della tribolazione, e rimettersi a me perché io solo vi faccia trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, all’altra riva.

Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo e il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.

Quante cose io opero quando l’anima, nelle sue necessità spirituali e in quelle materiali si volge a me, mi guarda, e dicendomi “PENSACI TU” chiude gli occhi e riposa! Avete poche grazie quando vi assillate per produrle; ne avete moltissime quando in preghiera è un affidamento pieno a me. Voi nel dolore pregate perché lo tolga, ma perché lo tolga come voi credete… Vi rivolgete a me, ma volete che io mi adatti alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura, ma che gliela suggeriscono. Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: “SIA SANTIFICATO IL TUO NOME”, cioè sii glorificato in questa mia necessità – “VENGA IL TUO REGNO”, cioè tutto concorra al Tuo regno in noi e nel mondo: “SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ”, ossia pensaci Tu. Io intervengo con tutta la mia onnipotenza, e risolvo le situazioni più chiuse. Ecco, tu vedi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: "Sia fatta la Tua Volontà, pensaci Tu". Ti dico che io ci penso, e che intervengo come medico, e compio anche un miracolo quando occorre. Tu vedi che l’infermo peggiora? Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e dì: “PENSACI TU”. Ti dico che io ci penso. É contro l’abbandono la preoccupazione, l’agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto. E’ come la confusione dei fanciulli quando pretendono che la mamma pensi alle loro necessità, e vogliono pensarci loro, intralciando con le loro idee e i loro capricci infantili il suo lavoro. Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia, chiudete gli occhi e lasciatemi lavorare, chiudete gli occhi e non pensate al momento presente, stornate il pensiero dal futuro come da una tentazione. Riposate in me credendo alla mia bontà, e vi giuro per il mio amore che, dicendomi con queste disposizioni: “PENSACI TU”, io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero vi conduco. E quando debbo portarvi in una via diversa da quella che vedete voi, io vi addestro, vi porto nelle mie braccia, poiché non c’è medicina più potente di un mio intervento di amore. Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane, o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute. Oh, come io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi e come mi accoro nel vedervi agitati! Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda delle iniziative umane. Confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me, e del nessun affidamento in voi: io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà! Se avete vostre risorse, anche in poco, o se le cercate, siete nel campo naturale, seguite quindi il percorso naturale delle cose che è spesso intralciato da Satana. Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi. Opera divinamente chi si abbandona a Dio. Quando vedi che le cose si complicano, dì con gli occhi dell’anima chiusi: “GESÙ PENSACI TU”. E distraiti, perché la tua mente è acuta… per te è difficile vedere il male. Confidare in me spesso, distraendoti da te stesso. Fa così per tutte le tue necessità. Fate così tutti, e vedrete grandi, continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio Amore. Io ci penserò, ve lo assicuro. Pregate sempre con questa disposizione di abbandono, e ne avrete grande pace e grande frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell’immolazione di riparazione e di amore che impone la sofferenza. Ti sembra impossibile? Chiudi gli occhi e dì con tutta l’anima “GESÙ PENSACI TU”. Non temere ci penso io. E tu benedirai il tuo nome umiliando te stesso. Le tue preghiere non valgono un patto di fiducioso abbandono; ricordatelo bene. Non c’è novena più efficace di questa: “O GESÙ, MI ABBANDONO IN TE, PENSACI TU” “ABBANDONATI AL MIO CUORE… E VEDRAI” Voglio che tu creda nella mia onnipotenza, e non nella tua azione: che tu cerchi di mettere in azione Me, non te negli altri. Tu cerca la mia intimità, esaudisci il mio desiderio di averti, di arricchirti, di amarti come voglio. Lasciati andare, lasciami riposare in te, lasciami sfogare su di te continuamente la mia onnipotenza. Se tu rimarrai vicino a me e non ti preoccuperai di fare per conto tuo, di correre per uscire, per dire di avere fatto, mi dimostrerai che credi nella mia onnipotenza e io lavorerò intensamente con te quando parlerai, andrai, lavorerai, starai in preghiera o dormirai perché “ai miei diletti dò il necessario anche nel sonno” (salmo 126). Se starai con Me senza voler correre, nè preoccuparti di cosa alcuna per te, ma la rimetterai con totale fiducia a Me, Io ti darò tutto quello che ti necessita, secondo il mio disegno eterno. Ti darò i sentimenti che voglio da te, ti darò una grande compassione verso il tuo prossimo e ti farò dire e fare quello che Io vorrò. Allora la tua azione verrà dal mio Amore. Io solo, non tu con tutta la tua attività, potrò fare dei figli nuovi, che nascono da Me. Io ne farò tanti di più quanto più tu vorrai essere un vero figlio quanto il mio Unigenito, perché lo sai che "se farai la Mia Volontà mi sarai fratello, sorella e madre" per generarmi negli altri, perché Io produrrò nuovi figli, servendomi di veri figli. Quello che tu farai per riuscire è tutto fumo in confronto a quello che faccio Io nel segreto dei cuori per quelli che amano. “Rimanete nel Mio Amore.. se rimarrete in Me e rimangono in voi le mie parole, chiedete quello che volete e vi sarà dato” (Gv 15)».

 
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Pubblicato da su 20 novembre 2009 in Uncategorized