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Archivio mensile:maggio 2009

Fuoco Santo a Gerusalemme

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Uno dei più eccezionali miracoli che continuano ripetendosi fino al nostro tempo è la discesa del Fuoco Santo sulla Tomba del Signore a Gerusalemme nel corso del Vespro che il Grande Sabato apre la Domenica della Resurrezione. Questo miracolo è conosciuto in corso dei molti secoli dall’antichità.
A proposito del miracolo parlano già San Gregorio di Nissa (+394), San Giovanni di Damasco (+780) e lo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea (secolo IV).
Nella vigilia di Pasqua, durante il Vespro della sera del Grande e Santo Sabato, il Patriarca Ortodosso di Gerusalemme, o in sua impossibilità un altro Vescovo Ortodosso, entra nel Sepolcro con le candele spente, dopo aver tolto tutti i paramenti eccetto lo sticario ed essere stato accuratamente perquisito dalle autorità civili, prima turche ora israeliane, senza mitra e prega davanti alla Tomba. Anche l’edicola del Sepolcro è stata perquisita e fermata con sigilli su cui tutte le Comunità comproprietarie della basilica, nonché le autorità civili appongono l’impronta del loro timbro. Subito o dopo qualche ora di preghiera, sul marmo che ora ricopre la lastra del Sepolcro Glorioso appaiono scintille come perline o gocce luminose.

Il patriarca raccoglie queste gocce di Fuoco con l’ovatta e accende le candele. In un istante il Fuoco s’è propagato nella chiesa.  Meraviglioso è che il Fuoco non brucia per circa 33 minuti, né abiti, né capelli. Molti pellegrini raccontano che hanno provato ad infuocare la propria barba senza riuscirci. Alcuni dicono che si può anche respirare questo Fuoco.
Il Fuoco appare soltanto al patriarca Ortodosso o ad un Vescovo delegato. Una volta gli  Armeni misero fuori della chiesa del Sepolcro gli Ortodossi per ricevere il Fuoco da soli e furono disonorati da Dio. Un certo Huri Fosi, arabo, scrisse nel 1910: "Invano gli Armeni invocavano Dio, il Fuoco non voleva discendere. All’improvviso s’udì un rimbombo del tuono e dalla colonna di marmo, presso la quale era il patriarca Ortodosso, apparve il Fuoco."  Questo fuoco, come un fulmine fendette la colonna come ancor oggi si può vedere.
Ci sono testimonianze antiche anche dei cattolici; ad esempio del monaco Bernardo (secolo IX) e papa Urbano II (secolo XI).
Bisogna dire che Cattolici e Ortodossi celebrano la Pasqua secondo stili diversi e quindi a date diverse. La Chiesa Ortodossa vive secondo il calendario vecchio (Giuliano), mentre il Cattolicesimo usa lo stile nuovo (calendario Gregoriano) dal 1582. Ora, il Fuoco Santo appare soltanto alla Pasqua secondo lo stile vecchio, cioè Ortodosso.
Come dice la Tradizione, la discesa del Fuoco Santo avrà fine prima dell’Apocalisse.
Questo miracolo rappresenta una sfida alla scienza ed anche all’incredulità del nostro secolo, perché chiunque può andare a Gerusalemme e constatare di persona.
Ma si preferisce non farlo. Domandiamoci il perché

Fonte:wwwcristianiortodossi.it  

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2009 in Uncategorized

 

I nuovi proprietari dell'Africa sono indiani, cinesi, arabi, sudcoreani.

 

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clicca sul link sotto:

http://www.youtube.com/watch?v=3PEh2FwTDZg

 


Vendesi terra africana ricca, fertile, scontata e poco sfruttata, completa di manodopera a basso costo. Ideale per garantire la sicurezza alimentare in caso di nuove crisi mondiali. In cambio cercasi prospettive di sviluppo anche pallide e senza garanzie. Offerta rivolta soprattutto a governi orientali senza scrupoli.

I nuovi proprietari dell’Africa sono indiani, cinesi, arabi, sudcoreani. I governi africani stanno vendendo loro la terra migliore, quella coltivabile. Il vertiginoso aumento dei prezzi degli alimentari prima, e la crisi economica poi hanno fatto tremare le vene dei polsi a Dehli, Rihyad, Pechino, Seul: il cibo non sarà "a buon prezzo" per sempre. La necessità di intensificare la produzione agricola ha spinto questi paesi, accomunati dalla voglia di crescere e dalla fame di materie prime, a cercare nuovi spazi, non ancora sfruttati a dovere, per assicurarsi un rifornimento di riso, mais, palme da olio.

L’Africa sembra proprio la risposta alle loro esigenze: ricca, fertile, non sfruttata per mancanza di mezzi, e soprattutto, a prezzi stracciati. Un granaio a cielo aperto. Tanto che le vendite e le concessione dei governi africani agli investitori stranieri sono in aumento. Un fenomeno che non è passato certo inosservato: due agenzie Onu per l’agricoltura, FAO e IFAD, con l’Istituto internazionale per l’ambiente e lo sviluppo (IIED), ci hanno dedicato uno studio focalizzando la situazione in 5 paesi africani: Sudan, Etiopia, Madagascar, Ghana, Mali.

Il rapporto, intitolato ‘Land Grab or development opportunity?’ ( "Incetta di terre o opportunità di sviluppo?") è stato presentato lunedì 25 maggio, e lancia moniti preoccupanti: 2,41 milioni di ettari di terreno venduti negli ultimi 5 anni, nei soli paesi in esame. Un vero e proprio "neocolonialismo", soprattutto perché nella maggior parte dei casi i contratti sono svantaggiosi per i cittadini africani.

Khartoum, Addis Abeba, Accra, Bamako, Antananarivo hanno svenduto, in omaggio con l’acquisto della terra, anche la manodopera per coltivarla, cioè i contadini, in cambio di vaghe promesse della creazione di nuovi posti di lavoro e di infrastrutture: nei testi dei contratti non ci sono clausole vincolanti o precise, secondo lo studio, che prevedano iniziative concrete da parte degli investitori, neppure che riguardino il controllo o la verifica degli impegni sottoscritti. La durata delle concessioni è di 30, 40, anche 90 anni, ma gli accordi prevedono affitti ridicoli: dai 2 ai 10 dollari per ettaro, in Sudan o in Etiopia. Non tengono conto della complessità economica e sociale delle realtà africane, sono appiattiti sulle esigenze spicce degli investitori; nessun riferimento nemmeno alla sicurezza alimentare delle popolazioni locali, alle quali viene destinata solo una minima parte dei raccolti. Le prospettive non promettono niente di buono, anche se le agenzie delle Nazioni Unite sottolineano come in questo modo molti dei terreni non sfruttati diventeranno produttivi. Il che significa anche impianti di irrigazione e allacciamenti di energia elettrica, e posti di lavoro, ma solo come bassa manovalanza: la gestione è affidata a tecnici e amministratori che vengono dall’estero.

Gli africani stanno velocemente perdendo il loro bene più prezioso: la terra. Che potranno lavorare e non possedere, e di cui mangeranno i frutti solo in parte. E con la terra rischiano di perdere anche altre risorse, a partire dall’acqua. Senza contare le consuetudini legate alla pastorizia, all’allevamento, alle attività di raccolta tradizionali. E infatti lo studio avverte: le popolazioni non devono esser tagliate fuori dalle decisioni, devono essere coinvolte negli accordi. FAO, IFAD e IIED lanciano inoltre un appello agli investitori locali, che devono essere più presenti in queste operazioni. Il fenomeno è massiccio, non riguarda solo l’Africa, e non si può fermare, anche perché rientra nella logica globale di prevenzione delle crisi alimentari con l’aumento della produzione. Ma va controllato, e regolato, soprattutto per tutelare le comunità locali e l’ambiente.

Di sicuro non tutti sono disposti a vedersi rubare la terra da sotto i piedi: in Madagascar il contratto stipulato tra la sudcoreana Daewoo e il governo dell’ex presidente Marc Ravalomanana ha subito suscitato enormi polemiche tra i contadini, tanto da diventare la miccia di una crisi istituzionale. La Daewoo aveva ottenuto la concessione di 1,3 milione di ettari per 99 anni; prevedeva la coltivazione intensiva di palme da olio e di mais. Il malcontento popolare è stato sapientemente cavalcato dall’opposizione, che è riuscita a costringere Ravalomanana alle dimissioni, e ha imposto il leader del fronte opposto, Andry Rajoelina, alla guida del paese. La situazione è ancora instabile e una soluzione sembra lontana, ma almeno per ora la Daewoo ha sospeso i suoi progetti. In attesa probabilmente di tempi migliori.

FONTE: http://www.nigrizia.com

 
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Pubblicato da su 30 maggio 2009 in Uncategorized

 

Parla Padre Amorth, l'anti-satana


L’intervista con Padre Gabriele Amorth, l’esorcista più conosciuto al mondo: "Vescovi e preti ignoranti s’affidano agli psichiatri".

 

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Nel 1972 Paolo VI affermò che «attraverso qualche fessura il fumo di satana è entrato nella Chiesa». Il 15 novembre dello stesso anno dedicò al demonio un intero discorso. L’intervento del Papa fece scalpore.

Quel fumo è stato allontanato o ha invaso altre stanze?
«Ha invaso altre stanze»

A che cosa si riferisce?
«Alla ignoranza assoluta dei preti e dei vescovi su queste tematiche per cui capita che, quando una persona si rivolge al suo vescovo per chiedere aiuto, viene sbattuto fuori dalla porta. Ci sono diversi esorcisti in crisi di identità che mandano tutti dagli psichiatri».

I casi di possessioni però aumentano e il clero sembra sempre meno attrezzato?
«È così. Quando una persona viene da me ed esprime i suoi disturbi chiedo subito se va a messa, se prega. Di solito le risposte sono negative. Niente messa, niente sacramenti, posizioni matrimoniali sballate».

E lei come reagisce?
«Di solito dico: "Figliolo caro, la prima condizione per guarire è quella di vivere in grazia di Dio. Un esorcismo non serve a niente se si vive in stato di peccato».

Parla con foga padre Gabriele Amorth, principe degli esorcisti, mentre affronta uno dei fenomeni più inquietanti della nostra epoca. Malefici, possessioni diaboliche, fatture, sedute spiritiche, occultismo, rock satanico, scritture automatiche, invocazioni ai morti, magia nera o bianca. Insomma, lo "spiritismo fai da te". Padre Amorth non è affatto triste come si suppone. Al contrario. È persona gaia e dolce, serena e persino spiritosa. Scherza con chi scrive e con Mariarita Viaggi, l’ex-annunciatrice della Rai, oggi in forza a RaiUno, cantautrice e "scugnizza di Dio" come lo stesso Amorth la definisce. È grazie alla Viaggi, nata sensitiva che riesce a sintonizzarsi anche senza parole col famoso esorcista, che abbiamo ottenuto questa intervista. Padre Amorth, nato a Modena il 1 maggio 1925, ci riceve in una grande sede della società San Paolo a Roma. Un ufficio che assomiglia a una infermeria. Sulle pareti foto di san Padre Pio, del beato Alberione, una statuina della Madonna di Fatima e una effigie della Madonna di Medjugorje. «Io sono cotto di Medjugorje. Su questa apparizione ho scritto molto ed è il posto del mondo dove ci si confessa di più e avviene il maggior numero di conversioni». Mi dà un numero di "Tutto Maria" e un foglietto con i "Comandamenti di Dio". «Basta seguirli per salvarsi. Qui c’è la medicina per ogni male dell’anima».

Senta, padre Amorth, lei è sempre stato critico nei confronti del nuovo Rituale degli esorcismi. Lo è ancora?
«Lo sono ancora perché nessun cambiamento è stato fatto. Tranne una modifica: nel nuovo Rituale si proibiva di fare gli esorcismi nei casi di malefici che sono il novanta per cento. Il che significava impedire agli esorcisti di fare il loro mestiere».

 La modifica l’avete ottenuta per un intervento dell’allora cardinale Joseph Ratzinger.
«Ratzinger per tre volte mi ha consultato. Da parte mia uso il vecchio Rituale e mi sento in perfetta regola».

Quanti sono gli esorcisti in Italia?
«Calcolo che siano circa trecento. Poi altri, ma temo abbiano scarsa preparazione».

Sappiamo che Giovanni Paolo II è intervenuto qualche volta per liberare dei fedeli dal demonio. Con Benedetto XVI la battaglia del principe delle tenebre si è fatta ancora più dura?
«Sì, Benedetto XVI è un Papa sensibilissimo su questa problematica, cosa rara e da ammirare perché i tedeschi, come i francesi, i portoghesi e gli spagnoli, ad esempio, non hanno esorcisti. Non ci credono i vescovi e i preti. E in quelle Chiese questa figura è scomparsa».

La più grande vittoria del demonio non è forse quella di far credere che non esiste?
«È una frase attribuita a Baudelaire. Fa credere di non esistere per agire con piena libertà, per tormentare e, a volte, distruggere una vita. Il calo vertiginoso della pratica religiosa ne è un sintomo. Si frequenta la Chiesa fino all’adolescenza poi si sparisce. Si azzera Dio nella propria vita».

 Eppure la vita terrena e pubblica di Gesù è stata una ininterrotta battaglia contro il male. Scacciare il demonio è stata une delle sue occupazioni principali.
«Nel Vangelo tante volte Gesù caccia i demoni e dà il potere di vincerli. Prima agli Apostoli, poi ai settantadue discepoli e poi a tutti. Anche lei, con una preghiera privata, può scacciare i demoni. La preghiera pubblica è quella di un esorcista che agisce in nome della Chiesa. È un sacerdote nominato da un vescovo, non è detto però che sia più efficace. Ci sono tanti santi che, pur non essendo preti, erano esorcisti. San Benedetto da Norcia, santa Caterina da Siena, qui a Roma san Vincenzo Pallotti, san Padre Pio. Io sono amico del Rinnovamento Carismatico Cattolico e lo sono perché il cuore di questo movimento è Gesù Cristo e lo Spirito Santo, gli unici che hanno il potere di liberarci dal male».

Il filone della magia nera, la presenza di satana hanno invaso gli schermi cinematografici e i concerti di massa. C’è un appeal oscuro, anche se fa cassetta. Fra l’altro, dietro tanti delitti abbiamo scoperto che c’è il dito del demonio.
«Pensi alla suora uccisa a Chiavenna o a Erika e Omar, i due ragazzi di Novi Ligure. Le indagini hanno scoperto che questi ragazzi avevano libri satanici. E satana si trova benissimo con queste persone, perché fanno quello che lui vuole».

Impressiona che siano soprattutto giovani.
«Non si meravigli. Una volta mentre esorcizzavo una persona, invocavo l’intercessione di Giovanni Paolo II. Il demonio era furioso. Perché ce l’hai tanto con questo Papa? gli ho chiesto…».

E la risposta quale è stata?
«Perché mi ha strappato tanti giovani, perché ha rotto i miei piani.. Io credo si riferisse al crollo del comunismo».

Può essere. Anche se oggi la società globale dei consumi quanto a "morte di Dio" non è da meno del socialismo reale.
«Ha ragione. Il demonio usa ogni mezzo per strappare la gente da Dio. Leggi sul divorzio e leggi sull’aborto che – non dimentichiamo – è un omicidio legalizzato. Gioventù demotivata e senza ideali che, andando in discoteca, si lascia irretire dalle droghe leggere o pesanti. Giovani che incontrano una setta satanica e ci si infilano dentro».

Cosa promette satana?
«Basta leggere le tentazioni di Cristo. Promette tutti i beni terreni. Nella mia vita ho bruciato tante "consacrazioni" a satana scritte col sangue: "Tu sei il mio dio, io appartengo a te"».

Gloria, potenza, denaro, successo, sesso facile. Forse la tentazione più subdola è la visibilità a ogni costo.
«Se ti prostri ad adorarmi, tutti i regni della terra saranno tuoi, dice il demonio a Gesù portato su un alto monte. "Sta scritto: adorerai solo il Signore Dio tuo", risponde Gesù. Vede, persino Gesù è stato messo alla prova. E quale prova! Dio ci ha dato il libero arbitrio e lo rispetta fino al punto di permetterci di fare il male».

Quale è l’identikit di un posseduto?
«Di essere completamente lontano da Dio. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori affermava che chi prega si salva, chi non prega si danna. Poi il "posseduto" fa dei piaceri e delle ricchezze un idolo, un vitello d’oro da adorare. Noi non abbiamo scampo. Fra cent’anni saremo o all’inferno o in paradiso. Ecco perché io faccio come Gesù. "Cosa devo fare per avere la vita eterna?" Gesù è diretto: "Osserva i dieci comandamenti"».

Il demonio, Belzebù non le ha mai fatto del male?
«A me no. La Madonna mi protegge col suo manto. Ho l’arcangelo Gabriele, come il mio nome, che mi protegge. Ho il mio angelo custode che mi fa da cane da guardia e non lascia passare niente».

 Padre Amorth, è sempre riuscito a sconfiggere il demonio?
«Si fa una fatica immensa. Si può alleviare la sofferenza di una persona, ridurre al minimo una possessione diabolica, permettere alla vittima di tornare a una vita normale. Scacciare via il demonio non sempre riesce».

C’è una preghiera che ci può mettere al riparo?
«Tutte le preghiere sono buone. Io raccomando la messa, i sacramenti, la confessione settimanale per coloro che sono colpiti, quella mensile per tutti gli altri. Raccomando la preghiera mariana del rosario, la lettura quotidiana della Sacra Scrittura. Tutte le cose stanno in piedi se vengono alimentate. Lo stesso per l’amore. Se due si sposano e se alimentano il loro amore il matrimonio regge. Così è per la fede. E non si può credere a fasi alterne o costruirsi una propria religione. "Credo, ma non sono praticante" che vuol dire? Io non ho mai incontrato un diavolo ateo, tutti i diavoli credono e non sono praticanti, perché hanno disubbidito a Dio».

Vuol dire che credere in Dio non serve a niente se….
«Se non si è coerenti e praticanti. "Non chi dice: Signore, Signore, entra nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio"».

Fonte: Il Tempo- Articolo del 26/5/09 di Giuseppe De Carli

 
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Pubblicato da su 28 maggio 2009 in Uncategorized

 

Visita speciale

Questo strano episodio è accaduto realmente a mio padre. Premetto che lui è sempre stato una persona appassionata di scienze, matematica, fisica, arte ma assolutamente indifferente e anzi diffidente nei confronti di pseudo-scienze quali l’ astrologia, la parapsicologia, la cartomanzia, lo spiritismo, ecc delle quali non voleva neppure sentire parlare.
Una mattina di qualche anno fa, mio padre mi ha raccontato la strana esperienza che aveva vissuto durante la notte, perplesso e divertito per l’intensità e la vivezza con cui aveva vissuto l’esperienza. “Stanotte ho fatto un sogno assai strano, ma la mia impressione è stata così intensa che, se non fosse assurdo, direi che questo è avvenuto realmente! Stavo dunque dormendo profondamente, quando ho sentito suonare insistentemente alla porta. Stupito e preoccupato mi sono affrettato ad infilarmi la vestaglia, anche per evitare che con questi fastidiosi scampanellii, venisse svegliata pure vostra madre, che riposava tranquilla. Affrettatomi dunque ad aprire la porta, mi sono trovato di fronte una mia antica compagna di giochi, Greta, con la quale, insieme a un numeroso gruppo di altri bimbi, ho passato tante ore divertenti nel parco di fronte a casa. Non è che fossi particolarmente affezionato a lei o provassi una simpatia particolare, ma era pur sempre una cara compagna degli anni spensierati che a volte riappariva nei miei ricordi, insieme agli altri visi fanciulleschi e mai più incontrati.
Appariva, come ovvio, adulta e invecchiata, ma non particolarmente sciupata tanto da risultarmi subito riconoscibile. Meravigliato e stupito le domando: “Ciao, come stai ? Come mai compari qui, alla mia porta, a quest’ora di notte, dopo tanti anni?” “Eh sì, è un poco strano, ma sai sto partendo per un lungo viaggio e veramente ci tenevo a fartelo sapere e a salutarti” Io sempre più stupefatto e imbarazzato le domando “Un lungo viaggio? E per dove?” “Eh sai, molto molto lungo” Io, anche per porre termine a quel colloquio che mi metteva a disagio, in quell’orario assurdo, le dico “Beh! Mandami una cartolina. Magari ripassa al ritorno. Di giorno possiamo anche farci una bella chiacchierata e mi racconti tutto” “No, no, non ripasserò più” risponde lei “Il viaggio è troppo lungo,non è possibile, ma ci tenevo molto a farti sapere che me ne vado e ti chiedo di ricordarti di me” Poi, con un’espressione pensosa e seria, voltandosi velocemente, si è allontanata con passo rapido, senza aggiungere altro.
A quel punto ho chiuso la porta e sono tornato a letto, ma non riuscivo più a riaddormentarmi, frastornato dal realismo dell’episodio ! Che stranezza, una compagna di giochi della quale non mi ricordavo quasi più. Forse mi sto rimbambendo !”
Dopo qualche giorno mio padre mi dice:”Ti ricordi quel sogno che ti ho narrato qualche giorno fa ? Ebbene, mi è capitato di parlare con un antico compagno d’infanzia, che non sentivo da molto tempo. Mi ha detto che Greta è morta, proprio nella notte in cui io l’ho sognata !”
Queste esperienze non devono essere ricercate in nessun modo. La Chiesa condanna gravemente lo spiritismo, che può danneggiare seriamente una persona, ma se questi fatti avvengono spontaneamente, come nel caso di mio padre, si possono interpretare come segni permessi da Dio a conferma dell’esistenza della vita ultraterrena e della necessità di pregare sempre per le anime dei morti.

 

Ringrazio Lara per questo post…

 
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Pubblicato da su 27 maggio 2009 in Uncategorized

 

Messaggio della Madonna di Medjugorie del 25 maggio 2009

 

 

cielo_Maria

 

 

Messaggio del 25 maggio 2009
Cari figli, in questo tempo vi invito tutti a pregare per la venuta dello Spirito Santo su ogni creatura battezzata, cosicchè lo Spirito Santo vi rinnovi tutti e conduca sulla via della testimonianza della vostra fede voi e tutti coloro che sono lontani da Dio e dal suo amore. Io sono con voi e intercedo per voi presso l’Altissimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.Messaggio del 25 maggio 2009
Cari figli, in questo tempo vi invito tutti a pregare per la venuta dello Spirito Santo su ogni creatura battezzata, cosicchè lo Spirito Santo vi rinnovi tutti e conduca sulla via della testimonianza della vostra fede voi e tutti coloro che sono lontani da Dio e dal suo amore. Io sono con voi e intercedo per voi presso l’Altissimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

 
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Pubblicato da su 25 maggio 2009 in Uncategorized

 

Messaggio della Madonna di Medjugorie del 25 maggio 2009

 

 

cielo_Maria

 

 

Messaggio del 25 maggio 2009
Cari figli, in questo tempo vi invito tutti a pregare per la venuta dello Spirito Santo su ogni creatura battezzata, cosicchè lo Spirito Santo vi rinnovi tutti e conduca sulla via della testimonianza della vostra fede voi e tutti coloro che sono lontani da Dio e dal suo amore. Io sono con voi e intercedo per voi presso l’Altissimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.Messaggio del 25 maggio 2009
Cari figli, in questo tempo vi invito tutti a pregare per la venuta dello Spirito Santo su ogni creatura battezzata, cosicchè lo Spirito Santo vi rinnovi tutti e conduca sulla via della testimonianza della vostra fede voi e tutti coloro che sono lontani da Dio e dal suo amore. Io sono con voi e intercedo per voi presso l’Altissimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

 
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Pubblicato da su 25 maggio 2009 in Uncategorized

 

Ieri si è svolta la : Giornata Comunicazioni Sociali.

Giornata Comunicazioni Sociali. Il Papa ai giovani: portate Gesù nel web

Giornata Comunicazioni

(24/05/09)

Si celebra oggi la 43.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Il Papa nel suo Messaggio, dedicato alle nuove tecnologie, si rivolge in particolare ai giovani, alla cosiddetta “generazione digitale”, invitando a promuovere una cultura di rispetto, di dialogo e di amicizia. E ai giovani cattolici chiede di “portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede”. Quale il ruolo della Chiesa? Ascoltiamo padre Fabio Pasqualetti, docente di teorie e tecniche del linguaggio radiofonico presso la Pontificia Università salesiana. L’intervista è di Fabio Colagrande:

R. – I mezzi e le tecnologie fanno parte di quella realtà che non solo cambia il modo con cui ci relazioniamo ma addirittura ridefinisce le nostre identità. Credo che in questo processo complesso, in cui noi addirittura ridefiniamo la cultura e la realtà, la Chiesa si debba preoccupare di essere presente cercando non solo di dare senso a queste tecnologie ma soprattutto cercando di comprendere e di saper agire all’interno di questi nuovi linguaggi, di questi nuovi spazi, per potere portare avanti sempre il piano di evangelizzazione e creare il regno di Dio.

D. – Recentemente al convegno alla Lateranense, dedicato a questi temi, lei ha detto che le nuove tecnologie ingigantiscono gli aspetti positivi ma anche quelli negativi della nostra umanità. In che senso?

R. – Credo che questo sia un po’ vero per tutta la storia dell’umanità, soprattutto a livello tecnologico. Internet, che ormai è un po’ in tutte le case, dà la possibilità effettivamente di condividere il meglio di noi stessi ma – come sappiamo – purtroppo in internet fra le voci che hanno maggior reddito e profitto ci sono dimensioni come la pornografia, la prostituzione, il gioco di azzardo e, quindi, anche i lati negativi della nostra umanità. D’altra parte credo sia uno spazio che la nostra umanità abita proprio con tutto il bene e il male che facciamo nella vita reale e per questo è molto importante mettere in discussione i nostri stili di vita, la nostra cultura per capire come poi poter essere presente in queste dimensioni virtuali.

D. – Quindi, invece di condannare in maniera un po’ superficiale questi strumenti di comunicazione è più importante cercare di trovare una coerenza esistenziale tra le scelte tecnologiche e i valori culturali. A questo proposito lei ha detto che “i cristiani vivono in un modo schizofrenico oggi”…

R. – Direi di sì perché da una parte il Vangelo propone tutta una serie di valori – non solo la centralità della persona, ma la collaborazione, una vita fatta di essenzialità – mentre invece dall’altra, la nostra cultura è una cultura di consumo, della sovrabbondanza, del superfluo. Quello che succede spesso è che noi, magari in un’ora di catechismo e un incontro domenicale, viviamo o entriamo in contatto con una certa visione di vita, per il resto della settimana la viviamo, invece, con valori contrari; con l’ansia di non avere l’ultimo oggetto informatico, di non avere l’ultimo vestito alla modo, di non avere l’ultimo videogioco… Questa schizofrenia poi si riflette anche nei nostri comportamenti. Credo che sia necessario ricominciare a ricostruire anzitutto il tessuto sociale, le persone, la cultura e, allora, anche questi nuovi spazi, come possono essere queste nuove tecnologie, saranno abitati da gente che ha qualcosa da dire. (Montaggio a cura di Maria Brigini)

 
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Pubblicato da su 25 maggio 2009 in Uncategorized