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Archivio mensile:novembre 2008

CHE TU SIA CREDENTE O NO E' UNA BELLA RIFLESSIONE.

In un’intervista della TV americana, Jane Clayson ha chiesto ad una ragazza orfana a causa della tragedia delle Twin Towers: “Dio come ha potuto permettere che avvenisse una sciagura del genere?”.
La risposta che ha ricevuto è interessante: Io credo che Dio sia profondamente rattristato da questo, proprio come lo siamo noi, ma per anni noi gli abbiamo detto di andarsene dalle nostre scuole, di andarsene dal nostro governo, di andarsene dalle nostre vite.
Essendo Lui quel gentiluomo che è, io credo che con calma Egli si sia fatto da parte.
Come possiamo sperare di notare che Dio ci dona ogni giorno la Sua benedizione e la Sua protezione se Gli diciamo: ”Lasciaci soli”?.
Considerando i recenti avvenimenti… attacchi terroristici, nelle scuole… ecc… penso che tutto sia cominciato quando 15 anni fa Madeline Murray O’Hare ha ottenuto che non fosse più consentita alcuna preghiera nelle nostre scuole americane e le abbiamo detto OK.
Poi qualcuno ha detto:”… è meglio non leggere la Bibbia nelle scuole”… (la stessa Bibbia che dice Tu non ucciderai, Tu non ruberai, ama il tuo prossimo come te stesso) e noi gli abbiamo detto OK.
Poi, il dottor Benjamin Spock ha detto che noi non dovremmo sculacciare i nostri figli se si comportano male perché la loro personalità viene deviata e potremmo arrecare danno alla loro autostima, e noi abbiamo detto “ un esperto sa di cosa sta parlando” e così abbiamo detto OK.
Poi, qualcuno ha detto che sarebbe opportuno che gli insegnanti e i presidi non punissero i nostri figli quando si comportano male, e noi abbiamo detto OK.
Poi alcuni politici hanno detto: “Non è importante ciò che facciamo in privato purché facciamo il nostro lavoro” e d’accordo con loro, noi abbiamo detto OK.
Poi qualcuno ha detto: “Il presepe non deve offendere le minoranze”, così nel famoso museo Madame Tussaud di Londra al posto di Maria e Giuseppe hanno messo la Spice girl Victoria e Backam e noi abbiamo detto OK.
E poi qualcuno ha detto: “Stampiamo riviste con fotografie di donne nude e chiamiamo tutto ciò salutare apprezzamento per la bellezza del corpo femminile”. E noi abbiamo detto OK.
Ora ci chiediamo come mai i nostri figli non hanno coscienza e non sanno distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
Probabilmente, se ci pensiamo bene noi raccogliamo ciò che abbiamo seminato.



Buffo come sia semplice, per la gente, gettare Dio nell’immondizia e meravigliarsi perché il mondo sta andando all’inferno.
Buffo come crediamo a quello che dicono i giornali, ma contestiamo ciò che dice la Bibbia.
Buffo come tutti vogliono andare in Paradiso, ma al tempo stesso non vogliono credere, pensare né fare nulla di ciò che dice la Bibbia.
Buffo come mandiamo migliaia di barzellette via e-mail che si propagano come un incendio, ma quando si incomincia a mandare messaggi che riguardano il Signore, le persone ci pensano due volte a scambiarseli.
Buffo come tutto ciò che è indecente, scabroso, volgare ed osceno circoli liberamente nel cyberspazio, mentre le discussioni pubblicate su Dio siano state soppresse a scuola o sul posto di lavoro.
Buffo come a Natale nelle scuole la recita per i genitori non possa più essere sulla natività ed al suo posto venga proposta una favola di Walt Disney.
Buffo come si stia a casa dal lavoro per una festività religiosa… ma non si conosca nemmeno quale sia la ricorrenza.
Buffo come qualcuno possa infervorarsi tanto per Cristo la domenica, mentre è di fatto un cristiano invisibile durante il resto della settimana.
Buffo che quando inoltri questo messaggio tu non ne dia una copia a molti di quelli che sono nella tua lista degli indirizzi perché non sei sicuro del loro credo o di cosa penseranno di te per il fatto di averglielo mandato.
Buffo come posso essere più preoccupato di ciò che pensa la gente di me piuttosto che di ciò che Dio pensa di me.
Stai pensando?
Se dai questa pagina (per e-mail o per fotocopia) a qualcun altro forse riuscirai a far riflettere anche lei/lui!
Decidi tu se merita di essere passata al altri!
Spetta a te scegliere…..
Oppure… semplicemente… buttala: nessuno saprà mai che lo hai fatto, o forse… Qualcuno si.

postato da: Laura.  "grazie Laura larosadigerico"

 
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Pubblicato da su 23 novembre 2008 in Uncategorized

 

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SALMO DI RINGRAZIAMENTO n.116

Amo il Signore perchè ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi.
Mi opprimevano tristezza ed angoscia
e ho invocato il Nome del Signore:
"Ti prego, Signore, salvami".
Buono e giusto è il Signore
il nostro Dio è Misericordioso.
Il Signore protegge gli umili:
ero misero ed Egli mi ha salvato.

Ritorna,anima mia, alla tua pace,
poichè il Signore ti ha beneficato;
egli mi ha sottratto dalla morte,
ha liberato i miei occhi dalle lacrime,
ha preservato i miei piedi dalla caduta.
Camminerò alla presenza del Signore
sulla terra dei viventi.

 
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Pubblicato da su 20 novembre 2008 in Uncategorized

 

LA LEGGENDA DEI TRE CEDRI

I TRE CEDRI

 

cedri_del_libano

In una vecchia leggenda, si racconta che, nelle belle foreste del Libano, nacquero tre bellissimi e imponenti cedri.

Come certamente sapete, i cedri impiegano molto tempo a crescere e questi tre alberi secolari non fecero eccezione neppure loro e, nel trascorrere anni dopo anni e stagioni dopo stagioni, riflettevano spesso sulla vita, sulla morte, sulla natura e anche sugli uomini, che di frequente sentivano e vedevano passare nei loro paraggi.
Assistettero all’arrivo di una spedizione da Israele, inviata da Salomone e, più tardi, videro anche la terra ricoprirsi di sangue, durante la guerra con gli Assiri.
Conobbero Gezabele e il Profeta Elia, mortali nemici fra loro.
Assistettero all’invenzione dell’alfabeto e s’incantarono a guardare le sempre più numerose carovane che passavano, piene di tante stoffe colorate.

Un bel giorno, si misero a conversare sul futuro.

“Dopo tutto quello che ho visto – disse il primo cedro– vorrei essere trasformato nel Trono del Re più potente della Terra”.

“A me piacerebbe far parte di qualcosa che trasformasse per sempre il Male in Bene” – spiegò il secondo cedro.

“Da parte mia, vorrei che gli uomini, tutte le volte che mi guarderanno, pensassero a Dio” – fu la risposta del terzo cedro.

Ma, dopo un po’ di tempo, apparvero dei boscaioli e i tre cedri furono abbattuti, spogliati dei rami, e caricati, dopo un lungo tragitto, su una nave, per essere trasportati in luoghi lontani e diversi.

Ciascuno di quegli alberi aveva manifestato un proprio desiderio, ma la realtà, il più delle volte, non si chiede mai di cosa farsene dei sogni altrui.

Infatti, il tronco del primo cedro servì per costruire un ricovero per gli animali e il legno avanzato fu usato per comporre un ripostiglio che contenesse il fieno per essi.

Il tronco del secondo cedro, invece, dopo essere stato trasformato in diverse tavole, diventò un tavolo molto lungo e semplice, che fu venduto ad un commerciante di mobili.

E, poiché il legno del terzo cedro non trovò, purtroppo, nessun acquirente, fu tagliato, squadrato e depositato in un magazzino di una grande città.

Infelici, gli alberi si lamentarono, dispiaciuti e delusi:
“Il nostro legno era buono e pregiato, ma nessuno ha trovato il modo di usarlo per costruire qualcosa di veramente bello ed utile!”.

Passò il tempo e, in una notte, con un cielo ricolmo di stelle, una “coppia di sposi”, che non riuscì a trovare un rifugio, dovette passare la notte in una stalla, costruita, guarda caso, con il legname del primo albero.
La “moglie”, nella stalla, che fungeva da rifugio d’emergenza, gemeva in preda ai dolori del parto e finì per dare alla luce, lì stesso, “suo figlio”, che adagiò sul fieno, nella mangiatoia costruita con il legno del primo cedro.
In quel momento, il primo albero capì che il suo sogno, finalmente, era stato esaudito:
il “Bambino”, che era nato in quel rifugio, era “il più Grande di tutti i Re” mai apparsi sulla Terra.

Anni più tardi, in una “stanza” di una casa molto modesta, “alcuni uomini” si sedettero attorno ad un tavolo, costruito, e chi l’avrebbe mai immaginato, con il legno del secondo cedro.
“Uno di loro”, prima che tutti incominciassero a mangiare, disse alcune parole riguardanti “il pane e e il vino” che aveva davanti a sé.
E così, anche il secondo albero comprese che, in quell’occasione, “quel grande Personaggio” non sosteneva solo un calice e un pezzo di pane, ma “ l’Alleanza tra l’Uomo e Dio” .

Il giorno seguente, alcuni uomini prelevarono dal magazzino della città, dove era stato deposto a suo tempo, due pezzi squadrati del legno del terzo cedro: unirono i due pezzi di legno e ne fecero una grande croce, che lasciarono, momentaneamente, in un angolo del magazzino.
Alcune ore più tardi, gli stessi uomini presero la croce di legno dal magazzino e la misero sulle spalle di un “uomo”, barbaramente ferito, che se la portò, con fatica straziante, fino sopra ad un colle.
Giunto in cima, il “povero uomo” venne svestito, adagiato sulla croce di legno e inchiodato ad esso.
Preso dall’orrore, il terzo cedro pianse per la barbara eredità che la vita gli aveva riservato.
Prima che fossero trascorsi “tre giorni”, tuttavia, il terzo albero capì, con suo grande stupore, il suo vero destino: “l’Uomo”, che era stato inchiodato al suo legno, era ora “la Luce che illuminava ogni cosa”.
La croce, che era stata costruita con il suo legno, non era più simbolo di tortura, ma si era trasformata in un “Simbolo di Vittoria”.

I Tre Cedri del Libano, quindi, avevano visto compiersi le sorti in cui speravano, anche se in modo diverso da come avevano immaginato

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Anche per noi è la stessa cosa:

Spesso desideriamo che i nostri sogni si avverino subito e come vogliamo noi, ma la Volontà di Dio è diversa dalla nostra.
Magari il fine lo raggiungiamo, ma con tempi e modalità diverse dalla nostra volontà.

 
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Pubblicato da su 17 novembre 2008 in Uncategorized

 

L'anima

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Pubblicato da su 14 novembre 2008 in Uncategorized

 

 

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Passato e futuro

"… Se vuoi conoscere
il tuo passato,
sapere che cosa
ti ha causato,
allora osservati
nel presente,
perché il presente
è l’effetto
del tuo passato.

Se vuoi conoscere
il tuo futuro,
sapere che cosa
ti porterà ,
allora osservati
nel presente,
perché il presente
è la causa
del tuo futuro …"

(Siddharta)

 

 
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Pubblicato da su 13 novembre 2008 in Uncategorized

 

La vita

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Pubblicato da su 12 novembre 2008 in Uncategorized

 

LA VERA AMICIZIA

chiodi 

C’era una volta… un ragazzo con un carattere non facile.
Suo padre, un giorno, gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del loro giardino, ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.

Il primo giorno, il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.
Nelle settimane successive, imparò a controllarsi e il numero di chiodi conficcati nella recinzione diminuì di giorno in giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi, che piantare i chiodi.

Finalmente… arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella staccionata.
Allora… andò dal padre e gli disse che, in quel giorno, era riuscito a controllarsi a tal punto che non aveva messo nessun chiodo nel legno del recinto.
Il padre, allora, gli chiese di levare un chiodo dallo steccato, per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza o litigato con qualcuno.

I giorni passarono e, finalmente, il ragazzo, con compiacenza, poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata.

Trascorso un po’ di tempo, il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse:
“Figlio mio, sai, ti sei comportato nel migliore dei modi, però, guarda quanti buchi ci sono nello steccato, non sarà mai più come prima!
Vedi, quando litighi con qualcuno e gli procuri qualcosa di non piacevole… gli lasci una ferita come queste.
Puoi conficcare il coltello in un uomo e poi toglierlo, ma la ferita rimarrà”.

Una ferita verbale fa male quanto quella fisica.

I veri amici sono “gioielli” rari: ti fanno sorridere e ti incoraggiano, sono pronti ad ascoltarti quando ne hai bisogno, ti sostengono e ti aprono il loro cuore.

 

Questa bella ed edificante storia sia di sprono a tutti noi, che cerchiamo di coltivare buone e sante amicizie.

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2008 in Uncategorized