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Archivio mensile:dicembre 2008

NOVENA DI NATALE 9° giorno

IX Giorno – IL FAZZOLETTINO

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Completerò il corredo di Gesù con un fazzolettino ben ricamato che servirà ad asciugare le Sue prime lagrime. Gesù piange perchè non è amato: avrò quindi premura di fare ogni azione per puro amore, non per calcoli umani o per vantaggio personale, ma solo per consolarLo e dare gioia al Suo Cuore. Imparerò a soffrire interiormente in silenzio senza cessare di sorridere.

Giaculatoria

Il mondo intero a Te condur vorrei
O sole splendido degli occhi miei,
Vorrei che tutti quanti in Paradiso
Gustassero un bel dì del tuo sorriso

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Offerta del Corredino a Gesù attraverso le mani di Maria

Santissima Vergine, il piccolo fardello che desidero presentare al Pargoletto Gesù è compiuto nella povera cella del mio cuore, ma è tanto imperfetto che non ho coraggio di offrirglielo. Tu che con le tue delicatissime mani materne preparasti a Gesù un candido corredino fragrante di Paradiso, piegati sul mio povero lavoro, purificalo col tuo sguardo, infiammalo coi palpiti del tuo cuore immacolato, affinche possa essere accetto al piccolo Gesù ed Egli venga a nascere nel mio cuore, ove propongo di custodirlo ed amarlo come unico tesoro.

Per le tue mani, dolcissima Maria,
Avrò Gesù delizia e vita mia

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Cinque baci d’amore al Santo Bambino da farsi alla mezzanotte del s. Natale e nei momenti difficili della vita

Baciando la manina destra:
O mio Gesù, quel che vuoi tu voglio pur io, voglio perchè lo vuoi, o Gesù mio.

Baciando la manina sinistra:
Gesù, quel che vuoi tu voglio pure io, lo voglio come lo vuoi, o Gesù mio.

Baciando il piedino destro:
Gesù quel che vuoi tu, voglio pur io, lo voglio quando lo vuoi, o Gesù mio

Baciando il piedino sinistro:
Gesù quel che vuoi tu, voglio pur io, lo voglio finchè lo vuoi, o Gesù mio

Baciando il cuore del S. Bambino:
Gesù quel che vuoi tu, lo voglio pure io, lo voglio perchè tutto da te viene
e tutto è per tua gloria e per mio bene
Sia pur qualunque cosa, Gesù mio.

O mio Gesù, o dolce mio Signore,
Dammi quello che vedo nel tuo cuore,
Dolore perchè non manchi in me l’amore
Amor perchè non manchi nel dolore
Dolore a sostenere ogni dolore,
Amore a disprezzar ogni altro amore.

gb

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Pubblicato da su 24 dicembre 2008 in Uncategorized

 

NOVENA DI NATALE 8° giorno

VIII Giorno – IL COLTRONCINO

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Generosa mortificazione della mente, del cuore e del corpo trapunterà la copertina al Pargoletto Gesù: il ricordo di Lui innocente ed immolato alla giustizia divina per i miei peccati, mi renderà vigile e disinvolto nel sacrificare la natura alle esigenze della riparazione; dirò sempre "si" a Gesù e "no" a me stesso e trasformerò ogni spina della vita in una rosa d’amore, che sfoglierò ai piedi della santa collina per far sorridere Gesù

Giaculatoria

Quaggiù son spine tutte le cose
Solo con Dio spuntano le rose!

 
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Pubblicato da su 23 dicembre 2008 in Uncategorized

 

NOVENA DI NATALE 7° giorno

VII Giorno . LE LENZUOLA

 

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Coprirò affettuosamente il Santo Bambino con le morbide lenzuola della devozione; guarderò sempre a Lui, studierò, lavorerò, mi divertirò sotto lo sguardo di Gesù, mi mortificherò per Gesù, a Lui innalzerò perennemente il cantico della pietà, con frequenti giaculatorie e comunioni spirituali. Ad ogni ora il mio pensiero andrà da Gesù a Maria e viceversa, affinchè tutta la mia vita si conformi alle loro virtù

Giaculatoria

Co’ i miei fioretti e le mie erboline
Vo’ profumarti le fredde lenzuoline
O caro Bambinel dell’alma mia,
Suprema mia dolcezza e poesia!

 
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Pubblicato da su 22 dicembre 2008 in Uncategorized

 

NOVENA DI NATALE 6° giorno

VI Giorno – LE FASCE

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Per preparare all’Infante Divino belle fasce, farò un continuo sforzo per vigilare la mia lingua, evitando parole oziose, motti acerbi e profani e quella frivola loquacità che è la tomba della vita interiore; tacerò soprattutto nei momenti difficili, nei rimproveri non meritati, immolando le mie ragioni all’amabile mio Gesù, fattosi silenzioso per amore.

Giaculatoria

Il caro, santo silenzio d’oro
voglio serbare come tesoro

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Pubblicato da su 21 dicembre 2008 in Uncategorized

 

NOVENA DI NATALE 5° giorno

V Giorno – IL GUANCIALINO DI PIUMA

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Oggi volerò leggero come piuma al primo cenno dell’obbedienza e compirò con accurata precisione i miei doveri, fossero pure ripugnanti alle mie tendenze ed ai miei desideri; nessuna esitazione o discussione sui comandi: sorriderò generosamente al sacrificio, perchè il santo Bambino dorma sonni indisturbati e placidi sulla soffice piuma del mio dono d’amore.

Giaculatoria

O dolce Pargolo, mia speranza,
Dal cuore scacciami la noncuranza.

 
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Pubblicato da su 20 dicembre 2008 in Uncategorized

 

NOVENA DI NATALE 4° giorno

IV Giorno – LA CUFFIETTA

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Per coprire la testina adorata di Gesù Bambino non serberò nella mia mente che pensieri celesti, allontanerò prontamente ogni inutile fantasma e vigilerò la purezza d’ogni intenzione, sforzandomi di dare ad ogni atto, anche il più piccolo, un fine soprannaturale e santo. Nel coprire il capo a Gesù gli chiederò uno sguardo di misericordia per i poveri peccatori e gli regalerò tutto il mio cuore

Giaculatoria

Dammi, o Maria, nell’Ostia dell’amore
Il Divin Pargoletto del mio cuore

 
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Pubblicato da su 19 dicembre 2008 in Uncategorized

 

NOVENA DI NATALE 3° giorno

III Giorno – IL MATERASSINO

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L’amabilità del volto, della parola, dello sguardo e del sorriso, la calma serena negli incontri e scontri della vita, la cura di vedere in tutto il lato bello e buono e d’infondere in ogni cuore gioia e pace, formeranno al Pargoletto di Betlemme un serico materassino di celeste morbidezza; oggi sopporterò in pace ogni aspra e dura vicenda

Giaculatoria

Quest’oggi voglio proprio stare attento
Per far la Madre Tua di me contento
Ed allora son certo che anche Tu
mi vorrai bene, o piccolo Gesù

 
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Pubblicato da su 18 dicembre 2008 in Uncategorized

 

NOVENA DI NATALE 2° giorno

II giorno – LA CAMICINA

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Il candore della mente, la purezza del cuore, la modestia degli atti esteriori intesseranno al Bambino Gesù una morbida, candidissima camicina; a tal fine eviterò oggi ogni peccato veniale avvertito.

Giaculatoria

Brutto peccato, non ti voglio più
Perchè fai piangere il mio Gesù!

 
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Pubblicato da su 17 dicembre 2008 in Uncategorized

 

NOVENA A GESU' BAMBINO

 

Novena a Gesù Bambino

Arriva, come ogni anno, magico, il Natale, tra uno sfavillio di luci e di comete, di grappoli di palline colorate e di ghirlande, di figurine del Presepe, di Babbi Natale di ogni foggia e di ogni materiale, con le renne, con slitte, con regali. Gli occhi dei bimbi si perdono dietro queste fantasmagoriche immagini di Natali opulenti e carichi di doni, ognuno portando in sè la speranza di ricevere il regalo desiderato. Ma l’unica, vera speranza è che ogni anno nasce per noi il Salvatore, quel piccolo Gesù Bambino che ci arricchirà interiormente la vita, se seguiremo i suoi passi, se non ci lasceremo distogliere da Lui, se non ci dedicheremo solo alle cose materiali dell’esistenza.

Accogliamolo, dunque, nel nostro cuore e nella nostra vita, pregando:

 

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IL CORREDINO DI GESU’ BAMBINO

ATTI DI DEVOZIONE PER LA NOVENA DEL SANTO NATALE

 

I giorno – LA CULLA

Preparerò una comoda culla al Dio Bambino con atti di profonda umiltà: mai una parola in mia lode, mai un pensiero assecondato di superbo compiacimento, non mi scuserò, non mi ostinerò nel mio parere, non inventerò pretesti per salvare il mio amor proprio; ripeterò spesso quella frase che ha formato i santi: "Dallo zero in su, tutto è di Dio – dallo zero in giù son proprio io". Il mio cuore diventerà così, soffice culla in cui il Santo Bambino si adagerà felice.

Giaculatoria

Come sei vago, dolce Bambinello
Pure giacente tra il bue e l’asinello!
Ma farti io vo’ più bello e più grazioso
Se in me verrai a prenderti riposo.

 
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Pubblicato da su 16 dicembre 2008 in Uncategorized

 

La leggenda del dischio

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LA  LEGGENDA  DEL VISCHIO

Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Gli affari, quel giorno, erano andati benissimo: comprando a dieci, vendendo a venti, moneta su moneta, aveva fatto un bel mucchietto di denari.
Si levò. Li volle contare. Erano monete passate chissà in quante mani, guadagnate chissà con quanta fatica. Ma quelle mani e quella fatica a lui non dicevano niente.
Il mercante non poteva dormire. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Preva che tutti si fossero passati la parola per partecipare a una festa.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò: – Fratello, – gli gridarono – non vieni?
Fratello, a lui fratello? Ma che erano questi matti? Lui non aveva fratelli. Era un mercante; e per lui non c’erano che clienti: chi comprava e chi vendeva.
Ma dove andavano?
Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli.
Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma lui cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Comprava a dieci e rivendeva a venti. E rubava sul peso. E piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare.
No, lui non poteva essere fratello a quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita.
Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote; anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Entrò nella grotta insieme con gli altri; s’inginocchio insieme agli altri.
– Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E proruppe in pianto.
Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò.
Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline.
Era nato il vischio.

 
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Pubblicato da su 15 dicembre 2008 in Uncategorized