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Archivio mensile:marzo 2013

PREGHIERA PER LA PASQUA

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Signore Gesù, risorgendo da morte hai vinto il peccato:

fa che la nostra Pasqua segni una vittoria completa sul nostro peccato.

  Signore Gesù, risorgendo da morte hai dato al tuo corpo

un vigore immortale: fa che il nostro corpo riveli la grazia che lo vivifica.

 Signore Gesù, risorgendo da morte hai portato la tua umanità in cielo:

fa che anch’io mi incammini verso il Cielo,

con una vera vita cristiana.

 Signore Gesù, risorgendo da morte e salendo al Cielo,

hai promesso il tuo ritorno:

fa che la nostra famiglia sia pronta per

ricomporsi nella gioia eterna.

 Così sia.

 
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Pubblicato da su 31 marzo 2013 in Uncategorized

 

SIMONE DI CIRENE

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  Mi stavo incamminando verso i campi, quando lo vidi portare la Sua croce; e lo seguiva una gran folla.

Allora anch’io camminai al suo fianco.
Quel pesante fardello lo costrinse a fermarsi più di una volta, perché il suo corpo era stremato.
Allora mi si avvicinò un soldato romano, e disse: “Tu, che sei saldo e robusto, porta la croce di quest’uomo”.
A quelle parole il cuore mi si gonfiò nel petto e provai gratitudine.
E portai la Sua croce.
Era pesante, fatta di pioppo impregnato di piogge invernali.
E Gesù mi guardò. E il sudore della fronte gli scorreva sulla barba. Ancora mi guardò, e disse: “Bevi anche tu questo calice? Vi accosterai le labbra insieme a me fino alla fine dei tempi”. Così dicendo pose la mano sulla mia spalla libera. E procedemmo insieme verso la Collina del Cranio.
Ma io non sentivo più il peso della croce. Sentivo solo la sua mano. Come ala di uccello sulla mia spalla.


E arrivammo in cima alla collina, e là dovevano crocifiggerlo. Fu allora che avvertii il peso della croce. Non disse parola mentre gli conficcavano i chiodi nelle mani e nei piedi, e dalle sue labbra non uscì lamento.

E non tremarono le Sue membra sotto il martello.
Sembrava quasi che le Sue mani e i Suoi piedi fossero morti, per rivivere solo nel bagno di sangue. E Lui sembrava desiderare quei chiodi, come un principe desidera lo scettro, e sembrava implorare che lo innalzassero alle vette. E il mio cuore non lo compiangeva: ero troppo preso da meraviglia.
Ora, l’uomo al quale ho portato la croce è divenuto la mia croce.
Se mi dicessero ancora: “Porta la croce di quest’uomo”, io la porterei fino a quando la mia strada si chiudesse nel sepolcro.
Ma gli chiederei di tenermi la mano sulla spalla.


Accadde molti anni fa; e ancora oggi, seguendo i solchi del campo, e in quel sopore che precede il sonno, rivolgo spesso il pensiero a quell’uomo che amo. E sento la sua mano alata, qui, sulla spalla sinistra.”

(da “Jesus the Son of Man” di Khalil Gibran – Knopf)

 
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Pubblicato da su 30 marzo 2013 in Uncategorized

 

Sul legno della Croce

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Dio Redentore,
eccoci alle porte della fede,
eccoci alle porte della morte,
eccoci di fronte all’albero della croce.

Solo Maria
resta in piedi nell’ora voluta dal Padre,
nell’ora della fede.
Tutto è compiuto,
ma, allo sguardo umano,
la sconfitta sembra completa.

Sul ruvido legno della croce,
tu fondi la chiesa:
affidi Giovanni come figlio a tua madre, e tua madre,
da questo momento entra nella casa di Giovanni.

Tutto è compiuto.
Tu hai dato la vita, apri il nostro cuore a questo dono totale.
Sul legno hai elevato tutto a te.

O Signore,
disceso dalla croce raggiungi l’uomo in lacrime,
per dirgli che l’hai amato fino in fondo.

(Pierre Griolet)

 
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Pubblicato da su 29 marzo 2013 in Uncategorized

 

ALL’ANGELO CONSOLATORE DI GESÙ NELL’ORTO

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Io vi saluto, o Santo Angelo Consola­tore del mio Gesù agonizzante, e lodo con voi la Ss.ma Trinità per avervi scelto, fra tutti, a consolare e fortificare Colui che è la consolazione e la forza di tutti gli afflitti. Vi supplico per questo onore che avete avuto e per l’obbedienza, l’umiltà e l’affetto con cui avete soccorso la Santa Umanità del mio Salvatore Gesù, che soccombeva per il dolore alla vista dei peccati del mondo, e in special modo dei miei: ottenetemi il perfetto dolore delle mie colpe; degnatevi di consolarmi nel­l’afflizione che ora mi opprime, e in tutte le altre che potranno sopravvenirmi in seguito, e particolarmente quando mi troverò nell’agonia. Amen. (Indulgenza parziale. S. Penit., 5 agosto1921).

Questa preghiera fu composta dal Servo di Dio p. Bernardino di Porto­gruaro O.F.M. Il venerando Padre, ag­giungeva: “Questa devozione è molto utile nelle pene che il buon Dio ci man­da. Chi ebbe la missione di consolare il Capo nella sua agonia, ha ricevuto pure il potere e la missione di consolare anche le membra nelle loro pene, ma soprattut­to nell’agonia. Fatene la prova e vedrete che la devozione verso l’Angelo Con­solatore di Gesù vi riuscirà immensa­mente vantaggiosa in tutta la vostra vita e nell’ora della vostra morte”.

Si aggiungano tre Gloria Patri, per onorare le agonie di nostro Signore Gesù Cristo nell’orto e sulla Croce

 
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Pubblicato da su 28 marzo 2013 in Uncategorized

 

Il digiuno del cuore.

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Signore, fa’ digiunare il nostro cuore:

che sappia rinunciare a tutto quello che l’allontana dal tuo amore, Signore, e che si unisca a Te più esclusivamente e più sinceramente.

Fa’ digiunare il nostro orgoglio, tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni, rendendoci più umili e infondendo in noi, come unica ambizione, quella di servirTi.

Fa’ digiunare le nostre passioni, la nostra fame di piacere, la nostra sete di ricchezza, il possesso avido e l’azione violenta; che nostro solo desiderio sia di piacere a Te in tutto.

Fa’ digiunare il nostro “io”, troppo centrato su se stesso, egoista indurito, che vuole trarre solo il suo vantaggio: che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Fa’ digiunare la nostra lingua, spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche, severa nei giudizi, offensiva o sprezzante: fa’ che esprima solo stima e bontà.

Che il digiuno dell’anima, con tutti i nostri sforzi per migliorarci, possa salire verso di Te come offerta gradita, meritarci una gioia più pura, più profonda.

Amen

(Padre Jean Galot)

 
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Pubblicato da su 27 marzo 2013 in Uncategorized

 

Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro.

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Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro.

Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono “perduto”, lì egli dice “salvato”. Dove gli uomini distolgono con indifferenza il loro sguardo, lì egli posa il suo sguardo  pieno di amore. Dove gli uomini dicono “spregevole”, lì Dio esclama “beato”. Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi stessi e davanti a Dio,  dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, proprio lì Dio ci è vicino come mai lo era stato prima, lì egli vuole irrompere nella nostra vita, lì ci fa sentire il suo approssimarsi, affinché comprendiamo il miracolo del suo amore, della sua vicinanza e della sua grazia.  (Bonhoeffer)

 
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Pubblicato da su 26 marzo 2013 in Uncategorized

 

Un fuoco acceso…

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Un giorno, un tale si avvicinò a Gesù e gli disse:

« Maestro, tutti noi sappiamo che tu vieni da Dio e insegni la via della verità. Ma devo proprio dirti che i tuoi seguaci, quelli che chiami i tuoi “Apostoli” o la tua comunità, non mi piacciono per niente. 

Ho notato che non si distinguono molto dagli altri uomini.
Ultimamente, ho fatto una solenne litigata con uno di essi. E poi, lo sanno tutti che i tuoi discepoli non vanno sempre d’amore e d’ accordo.

Ne conosco uno che fa certi ” traffici ” poco puliti…
Voglio perciò farti una domanda molto franca: è possibile essere dei tuoi, senza avere niente a che fare con i tuoi cosiddetti “Apostoli” ?
Io vorrei seguirti ed essere “cristiano” (se mi passi la parola!), ma senza la comunità, senza la “Chiesa”, senza tutti questi “Apostoli” ! »
Gesù lo guardò con dolcezza ed attenzione, e gli disse :

«Ascolta , ti racconterò una storia…
C’erano una volta alcuni uomini, che si erano seduti a chiacchierare insieme.Quando la notte li coprì con il suo nero manto, fecero una bella catasta di legna ed accesero il fuoco.
Se ne stavano seduti ben stretti, mentre il fuoco li scaldava e il bagliore della fiamma illuminava i loro volti.
Ma uno di loro, ad un certo punto, non volle più rimanere con gli altri e se ne andò per conto suo, tutto solo.
Si prese un tizzone ardente dal falò e andò a sedersi lontano dagli altri.
Il suo pezzo di legno in principio brillava e scaldava.
Ma non ci volle molto a illanguidire e spegnersi.
L’uomo, che sedeva da solo, fu inghiottito dall’oscurità e dal gelo della notte.
Ci pensò un momento, poi si alzò, prese il suo pezzo di legno e lo riportò nella catasta dei suoi compagni.
Il pezzo di legno si riaccese immediatamente e divampò di fuoco nuovo. L’uomo si sedette nuovamente nel cerchio degli altri.
Si scaldò, e il bagliore della fiamma illuminava il suo volto »

Sorridendo, Gesù aggiunse: «Chi mi appartiene sta vicino al fuoco, insieme ai miei amici.

Perché io sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e ciò che desidero di più è vederlo divampare ! »

È proprio questo, la “Chiesa”: la garanzia di stare vicino al “fuoco” !
Il rischio è che spesso le persone vengano  inghiottite  dall’oscurità e dal gelo di questo mondo.

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2013 in Uncategorized