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Archivio mensile:dicembre 2011

LETTERA DA GESU’ BAMBINO!

Cari uomini… lettera da Gesù Bambino!
(fonte non specificata) Cari uomini, beh! Non state a sgranare gli occhi.
Sono io, e non è proprio il caso di fare tante storie.
Siete cosi abituati a tenermi imprigionato nei vostri schemi e, fra poco, nei vostri presepi, che non vi rendete conto che sono diverso dai vostri schemi, che non sono un bambino di gesso, innocuo, ma sono in carne ed ossa, capace di parlare, o addirittura, come in questo caso, di strillare.
Ho deciso di invertire le parti.
Siete sempre voi a domandarmi qualcosa, e visto che si avvicina il Natale, sarete voi a scrivermi delle lettere. La lettera questa volta, se non vi dispiace, la scrivo io. E, a scanso di equivoci, vi anticipo che non sarà affatto una letterina gentile.
Ho ascoltato milioni e milioni di vostre richieste, ho letto milioni e milioni di vostre lettere. Per una volta, almeno, voglio essere io a dirvi qualcosa, a esprimere desideri, a formulare precise richieste.

E pretendo naturalmente la vostra attenzione.

Pochi di voi, a quanto mi risulta, e credo di essere ben informato, si sono preoccupati di sapere quali sono i miei progetti su di loro, se lo hanno fatto, lo hanno fatto un po’ per retorica; pochi si sono preoccupati di sapere quale speranza ho nutrito e nutro, facendomi uomo, venendo ad abitare in mezzo a voi; pochi si sono preoccupati di sapere se il mio “sogno” realizzabile; sì confessatelo, piuttosto avete pensato che sono sogni, che sono “cose” campate in aria.
Vi devo dire che siete molto abili a “trasformare”, ma con quella trasformazione che mi esclude. Volete un esempio?!
lo sono nato per portare la salvezza, sono nato per portare la speranza, sono nato in povertà. E voi la salvezza, la speranza, la povertà le avete “trasformate” in una faccenda dove io sono stato messo da parte, in feste dove io non c’entro e con me non entra la speranza, la salvezza, la povertà, il “sogno” che Dio mio Padre ha per voi uomini.

Non è attraverso l’uso del mio nome che si realizza il “sogno” di Dio per voi, non attraverso i bei canti, i “formalismi”, i “bei discorsi” attraverso le cose sporadiche, che la speranza del Dio-con-noi si vive e si realizza.

E cosi, cari uomini, la storia si ripete. Ed è sempre la triste storia che mi fa trovare porte chiuse. Quando sono venuto in mezzo a voi per condividere la vostra situazione, per partecipare alle vostre vicende, per essere insomma uno di voi, per me non c’era posto nelle vostre abitazioni, perché erano già piene.
Allora come oggi, dopo duemila anni, devo constatare che non c’è posto per me nel vostro cuore: è già pieno di altri affetti, è occupato da molti idoli, è distratto dai molteplici impegni; e ciò che più mi dispiace è che non c’è posto nemmeno là dove si pronuncia con frequenza e disinvoltura il mio nome.
La mia presenza è gradita, a patto che venga circoscritta, limitata nel tempo e nello spazio, relegata ad alcuni istanti, soprattutto neutralizzata nei suoi elementi più impegnativi.
Non sono venuto sulla terra come occasione per la vostra vanità, superficialità, gusto del chiasso; o soprattutto, visto che si avvicina il Natale, perché vi poteste “abbuffare”, oppure vi sentite, almeno una volta l’anno, buoni e generosi, non era proprio il caso che mi scomodassi per così poco, non vi pare?…

Sia ben chiaro: O mi accettate come Protagonista e quindi subordinate tutto il resto al mio “sogno”, oppure vi diffido formalmente dall’usare ancora il mio nome. Sulla terra ci sono venuto e ci vengo, ci rimango volentieri. In mezzo a voi mi ci trovo benissimo, sono uno dei vostri ormai. Desidero camminare con voi, condividere pene e gioie, portare pesi, successi e fallimenti. L’unica cosa che non ammetto è di diventare pretesto per un gioco di vanità che finirebbe per lasciarvi ancora più soli, più poveri, più insoddisfatti, più disperati.

Quindi d’ora innanzi sapete a quali condizioni potete contare su di me. Vi ho parlato con chiarezza, forse vi ho ferito. Ma dopo, ne sono sicuro, le cose andranno molto meglio, con comune soddisfazione. E non si ripeteranno certi equivoci…

Comunque statene certi: per un “sogno” vero e autentico, per un “sogno” di porte e cuori spalancati, per un “sogno” di pace, per un “sogno” che frantumi le barriere, per un “sogno” di gioia, desiderato e costruito da tutti gli uomini di buona volontà, per un “sogno” di perdono per individui che si riconoscono peccatori, per un “sogno” di salvezza, per un “sogno” di speranza,
è sempre disponibile il vostro

Gesù Bambino

 
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Pubblicato da su 24 dicembre 2011 in Uncategorized

 

AVE MARIA…..

“Ave Maria,

nuova Eva

te saluto implorando la misericordia del Signore;

ai tuoi piedi contemplo le Grazie Divine umilmente ricevute, che

come tesoro più prezioso hai castamente custodito;

pura sei più di un giglio e tale hai desiderato rimanere;

beata sei sposa di Dio, madre e figlia, come posso scordare

la poesia del tuo “Si” di sempre, dolce legame tra cielo e terra?

Ma non termina qui la dolcezza sublime e continua nel connubio

Santo d’Amore che ti fa tabernacolo dell’Amore Amante;

Oh! Tu sei la letizia d’Israele,

sei la Donna,

sei rugiada

dell’anima nostra,

tu ci fai vicino il Salvatore!

Sostieni Madre la fede nostra vacillante,

la speranza che muore,

la carità che si spegne!

Chi può descrivere l’altezza celeste della tua fede?

Chi può descrivere il dolore del tuo cuore alla passione del Divin Figlio?

Chi può capire il tuo gaudio verginale al Risorto?

Oh, Madre Benedetta, come te, fammi soffrire per Lui,

come te fammi amare il Cristo tuo Figlio e mio unico Signore,

come te fammi essere gioia della Trinità Beata,

come te voglio essere amante dell’Amore, e non solo amato!

Ma cenere nella vanità sono . . . che non mi perda Celeste fanciulla,

segnami il cuore col crisma della croce,

fammi obbediente servo nella prova d’ogni giorno,

che abbia a donare ciò che mi vien donato,

che abbia a consumarmi in questo dono!,

che non finisca d’imitarti o amata, e, insieme al cielo,

in eterno canteremo

le lodi alla Carità Beata!”

 
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Pubblicato da su 8 dicembre 2011 in MARIA

 

Messaggio della Madonna di medjugorje del 2 Dicembre 2011


“Cari figli, come Madre sono con voi per aiutarvi con il mio amore, preghiera ed esempio a diventare seme di ciò che avverrà, un seme che si svilupperà in un forte albero ed estenderà i suoi rami nel mondo intero. Per divenire seme di ciò che avverrà, seme dell’amore, pregate il Padre che vi perdoni le omissioni finora compiute. Figli miei, solo un cuore puro, non appesantito dal peccato può aprirsi e solo occhi sinceri possono vedere la via per la quale desidero condurvi. Quando comprenderete questo, comprenderete l’amore di Dio ed esso vi verrà donato. Allora voi lo donerete agli altri come seme d’amore. Vi ringrazio.”

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Pubblicato da su 2 dicembre 2011 in Messaggio della Madonna di medjugorje