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Archivio mensile:novembre 2012

IL ROSARIO IN SUFFRAGIO DELLE ANIME DEL PURGATORIO

di don Marcello Stanzione

Un episodio straordinario, fra i molti che capitavano con san Pio da Pietralcina. Muore il papà di una signora, che era fervente figlia spirituale di Padre Pio. La signora abitava nel nord Italia. Dopo la morte del papà, la signora si mette in viaggio e arriva a San Giovanni Rotondo. Incontra Padre Pio e lo prega, in lagrime, di dirle che cosa fare per suffragare l’anima del papà morto piamente alcuni giorni prima. Padre Pio le risponde con serenità: “Recita duecento Rosari perché l’anima di tuo papà lasci il Purgatorio ed entri nel Regno dei cieli”. La pia signora, confortata, si rimette in viaggio verso il nord Italia e inizia subito la recita di duecento Rosari. In questo episodio leggiamo la potenza del Rosario nel sollevare e liberare le anime purganti dalle loro terribili pene, perché entrino nella Patria dei cieli. Anche in altre occasioni san Pio da Pietralcina, donando la corona del Rosario a qualcuno, diceva: “Facciamo tesoro del Rosario. Vuotiamo il Purgatorio!”

Sarebbe davvero salutare tener presente questa esortazione di san Pio da Pietralcina, soprattutto in occasione della morte dei nostri parenti, per i quali, di solito, siamo pronti a versare lagrime e a spendere soldi in corone di fiori, mentre potremmo donare a loro le corone ben più preziose e sante dei Rosari recitati senza stancarci. E’ antico nella Chiesa l’insegnamento sull’efficacia del Rosario nell’alleviare le anime purganti dalle loro sofferenze e liberarle, dal Purgatorio. Anche la grande santa Teresa d’Avila ammaestrava e raccomandava alle sue monache di suffragare generosamente le anime purganti con la recita dei Rosari, perché ogni Ave Maria è un sollievo, è un ristoro per quelle penanti nel fuoco dell’espiazione e della separazione da Dio Amore. Per questo sant’Alfonso de’ Liguori, ammaestrato da santa Teresa d’Avila, raccomandava: “Se vogliamo aiutare le anime del Purgatorio, recitiamo per loro il Rosario che arreca grande sollievo”. E sant’Annibale di Francia affermava anch’egli che “quando noi recitiamo la corona di Maria Santissima per qualche anima, quell’anima sente quasi smorzare le ardenti fiamme che lo circondano e prova un refrigerio di Paradiso”. Un santo che fu straordinario nell’apostolato del Rosario per le anime purganti fu senza dubbio san Pompilio Pirrotti, sacerdote piissimo e grande apostolo, vissuto nel secolo XVIII. Certamente la pratica di pietà mariana da lui preferita fu il Rosario, ed egli stesso si preoccupava di costruire molte corone del Rosario anche per distribuirle agli altri, incitando a recitare il Rosario per suffragare le anime purganti. La sua specialità in questa pratica mariana consisteva nel fatto che egli recitava il Rosario non soltanto dovunque e con chiunque, ma anche con le stesse anime purganti. Parrebbe incredibile, eppure le testimonianze a riguardo non ammettono dubbio o incertezza. Nella Chiesa del Purgatorio, infatti, dove il Santo officiava, non raramente avveniva che recitando egli il Rosario si udivano con chiarezza le voci delle anime defunte che rispondevano la seconda parte dell’Ave Maria. Stupore e meraviglia colpivano tutti i presenti, ma anche una grande commozione spingeva ad un impegno generoso nella recita dei Rosari per suffragare quelle anime penanti in attesa del sollievo che arrecano a loro i nostri Rosari. Un altro grande apostolo del Rosario per le anime purganti fu san Giovanni Massias, padre domenicano, il quale recitò tanti Rosari per le anime del Purgatorio e ricevette la rivelazione che con i Rosari aveva liberato dal Purgatorio un milione e quattrocentomila anime. Il papa Gregorio XVI volle che questo fatto così straordinario e così edificante venisse inserito nella stessa Bolla di Beatificazione, a insegnamento per tutti. Un particolare interessante leggiamo nella vita di Maria Cicerchia: questa umile Serva del Signore si recava di frequente in visita al cimitero; lungo il tragitto recitava Rosari senza interruzione per le anime purganti, e al cimitero amava recitare in modo speciale i misteri gloriosi del Santo Rosario. Perché i misteri gloriosi? Perché sperava che per la mediazione materna di Maria Santissima, Regina del paradiso, quelle anime rinchiuse nel Purgatorio potessero lasciare al più presto quel luogo di sofferenza ed entrare nella gloria senza fine del santo Paradiso di Dio. Animiamoci anche noi a questa carità verso le anime purganti recitando il Rosario per alleviare le loro sofferenze, per ottenere a loro la liberazione da quel luogo di pene, con l’entrata nel Regno dei cieli, dove gioire eternamente beate. Suffragare le anime purganti, del resto, è una carità che non resterà senza ricompensa sulla terra e nei cieli. Gli esempi e gli ammaestramenti dei Santi ci illumino e ci spronino alla generosità nella recita di molti Rosari per le anime purganti.

di don Marcello Stanzione

 
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Pubblicato da su 30 novembre 2012 in Uncategorized

 

E LE ANIME DEL PURGATORIO e SAN CHARBEL

 San Charbel pregava in particolare per gli ammalati, per la conversione dei peccatori e per le anime del purgatorio, soprattutto per quelle più abbandonate. Chiedeva suffragi per loro anche ad altri, affermando: «Se l’uomo facesse abitualmente il segno della croce e invocasse più spesso la Madonna, diminuirebbero le sue tentazioni, perché il segno della croce è un mezzo per scacciare il diavolo, e il nome della Madre di Dio lo sottomette e lo respinge nell’abisso ! ». E consigliava: « Pratica sempre qualche devozione per aiutare le anime del purgatorio, perché in questo modo tu presti a Dio, e la Sacra Scrittura dice: “chi dona al povero presta a Dio”. Se Dio non fa mancare la sua ricompensa per un bicchiere d’acqua fresca offerto nel suo Nome, quanto maggiore sarà la ricompensa per il benefattore di un’anima del purgatorio che gli è cara e che soffre !».

 
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Pubblicato da su 29 novembre 2012 in Uncategorized

 

Il MURO

In un deserto aspro e roccioso vivevano due eremiti. Avevano trovato due grotte che si spalancavano vicine, una di fronte all’altra. Dopo anni di preghiere e feroci mortificazioni, uno dei due eremiti era convinto di essere arrivato alla perfezione. L’altro era un uomo altrettanto pio, ma anche buono e indulgente. Si fermava a conversare con i rari pellegrini, confortava e ospitava coloro che si erano persi e coloro che fuggivano. “Tutto tempo sottratto alla meditazione e alla preghiera” pensava il primo eremita. Che disapprovava le frequenti, anche se minuscole, mancanze dell’altro. Per fargli capire in modo visibile quanto fosse ancora lontano dalla santità, decise di posare una pietra all’imboccatura della propria grotta ogni volta che l’altro commetteva una colpa.
Dopo qualche mese davanti alla grotta c’era un muro di pietre grigio e soffocante. E lui era murato dentro.

Talvolta intorno al cuore costruiamo dei muri, con le piccole pietre quotidiane dei risentimenti, le ripicche, i silenzi, le questioni irrisolte, le imbronciature. Il nostro compito più importante è impedire che si formino muri intorno al nostro cuore. E soprattutto cercare di non diventare “una pietra in più nei muri degli altri”.

 
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Pubblicato da su 28 novembre 2012 in Uncategorized

 

PREGHIERA DETTATA DA GESU’ A M. VALTORTA PER I DEFUNTI

Recitiamo con fede ed amore questa preghiera per nove giorni consecutivi, grande aiuto riceveranno i nostri cari defunti in Purgatorio.

– O Gesù,che con la tua gloriosa Risurrezione ci hai mostrato quali saranno in eterno i “figli di Dio”, concedi la santa risurrezione ai nostri cari, morti nella tua Grazia, e a noi, nella nostra ora.
    Per il Sacrificio del tuo Sangue, per le lacrime di Maria, per i meriti di tutti i santi, apri il tuo Regno ai loro spiriti.
    O Madre, il cui strazio ebbe termine nell’alba pasquale davanti al Risorto e la cui attesa di riunirti al tuo Figlio  cessò nel gaudio della tua gloriosa Assunzione, consola il nostro dolore liberando dalle pene coloro che amiamo anche oltre la morte, e prega per noi che attendiamo l’ora di ritrovare l’abbraccio di quelli che perdemmo.
    Martiri e Santi che giubilate in Cielo, volgete uno sguardo supplice a Dio, uno fraterno ai defunti che espiano, per pregare l’ Eterno per loro e per dire a loro: ‘ Ecco, la pace si apre per voi.’
    Diletti a noi cari, non perduti ma separati, le vostre preghiere siano per noi il bacio che rimpiangiamo, e quando per i nostri suffragi sarete liberi nel beato Paradiso coi santi, proteggeteci amandoci nella Perfezione, a noi uniti per la invisibile, attiva, amorosa Comunione dei Santi, anticipo di quella Perfetta riunione dei ‘benedetti’ che ci concederà, oltre che di bearci della vista di Dio, di ritrovare voi quali vi avemmo, ma fatti sublimi dalla gloria del Cielo”.

 
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Pubblicato da su 27 novembre 2012 in Uncategorized

 

MESSAGGIO da MEDJUGORJE DEL 25 NOVEMBRE 2012

originale[1]

“Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti a rinnovare la preghiera.

Apritevi alla Santa confessione perchè ognuno di voi accetti col cuore la mia chiamata.

Io sono con voi e vi proteggo dall’ abisso del peccato e voi dovete aprirvi alla via della conversione e della santità perchè il vostro cuore arda d’amore per Dio.

DateGli il tempo e Lui si donerà a voi,

e così nella volontà di Dio

scoprirete l’amore e la gioia della vita.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 
 
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Pubblicato da su 26 novembre 2012 in Uncategorized

 

Devozione per liberare 15 anime del purgatorio ogni giorno..

SENTIMENTI DI MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA

quando ricevette nelle braccia il Suo diletto Figlio.

O fonte inesausta di verità, come Ti sei disseccato! 

O saggio dottor degli uomini, come t’e ne stai taciturno! 

O splendore di eterna luce, come Ti estinto! 

O verace amore, come mai la tua bella faccia è divenuta deforme! 

O altissima divinità, come Ti fai vedere a me in tanta po­vertà. 

O amore del mio cuore, quanto è grande la Tua bontà! 

O delizia eterna del mio cuo­re, quanto eccessivi e moltepli­ci sono stati i Tuoi dolori! 

Signor mio Gesù Cristo, che hai comune col Padre e con lo Spinto Santo una sola e mede­sima natura, 

abbi pietà di ogni creatura e principalmente del­le anime del Purgatorio! Così sia.

Cinque Credo, una S alve Regi­ na ed un Pater Ave e Gloria secondo la intenzione del Som­mo Pontefice ed un Eterno riposo .

Questa devozione, che si trovò in una cappella di Polonia sopra tabella è stata approvata da Innocenzio XI, il quale concesse la liberazione di quindici anime del Purgatorio ogni volta che si reciterà. Lo stesso fu confermata da Clemente III. La stessa liberazione (di quindici anime del Purgatorio) ogni volta che si reciterà questa orazione, fu confermata da benedetto XIV con indulgenza plenaria. La stessa concessione fu confermata da Pio IX con l’aggiunta di altri 100 giorni d’indulgenza.

 
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Pubblicato da su 26 novembre 2012 in Uncategorized

 

SECONDA DOMENICA D’AVVENTO

L’Avvento ritorna! In realtà è sempre Avvento perché Egli, il Signore,

viene sempre; ma la Chiesa ci fa vivere quattro settimane in maniera tipica, tale

da farci imparare in quale spirito vivere sempre, come coloro che sono di

passaggio e provvisori in questo mondo: gente che attende una venuta e una

Presenza indefettibili, in attesa dell’ingresso nella patria o Terra Promessa,

conquista e dono, che è per noi il luogo dove ci conduce il nostro Condottiero,

Gesù, Capo e Pastore, nel cuore del Padre!

– Noi crediamo e possediamo ciò che celebriamo. Noi celebriamo il Mistero

rivelato in Gesù, che è la volontà del Padre e, cioè, che il Figlio non perda nulla

di quanto gli ha dato, sino a che Dio sia tutto in tutti. La Liturgia celebrata nella

Domenica, o ogni giorno, che ci avvolge sino a divenire il nostro vivere, ci induce

a scrutare al di là del rito, il senso di gesti e parole rituali. Forse penetrando

dentro la Liturgia impareremo ad esserne gelosi, appassionati custodi e a compierla

bene, che sia bella, gioiosa e festiva, comunitaria, gratuita, capace di

proiettarci fuori, oltre, in cielo! Dopo la Liturgia, in cui il Cielo si congiunge con la

terra, c’è solo la realtà celeste dove possederemo ciò che abbiamo celebrato e

gustato, come anticipo e caparra, nel segno. Gusteremo Dio, amato, cercato e

bramato tutta una vita. Perché il fine dell’uomo sulla terra è “conoscere” ovvero

“sperimentare” Dio, per grazia, e possederne la vita; il resto, tutte le cose create

sono per aiutarlo a realizzare questa chiamata e l’uomo se ne serve tanto

quanto lo aiutano e non gli sono di ostacolo. Bisognerebbe non perdere tanto

tempo a capire questo segreto dato che la vita è fragile e comunque tanto

breve.

 
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Pubblicato da su 25 novembre 2012 in Uncategorized

 

PER COLORO CHE MUOIONO OGNI GIORNO

Si potrebbero salvare dall’inferno molte anime se mattino e sera si recitasse questa preghiera indulgenziale con tre Ave Maria per coloro che muoiono il giorno stesso.

“O Misericordiosissimo Gesù, che bruciate di un sì ardente amore per le anime, Vi scongiuro, per l’agonia del Vostro Santissimo Cuore e per i dolori della Vostra Madre Immacolata, di purificare con il Vostro Sangue tutti i peccatori della terra che sono in agonia e che devono morire oggi stesso, Cuore agonizzante di Cristo, abbiate pietà dei morenti”

Tre Ave Maria

 
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Pubblicato da su 24 novembre 2012 in Uncategorized

 

ESPERIENZA DI SANTA FAUSTINA KOWALSKA

in dialogo con GESU`

 29 aprile 1926

 Una volta venni citata al giudizio di Dio. Stetti davanti al Signore faccia a faccia. Gesù era tale e quale è durante la Passione. Dopo un momento scomparvero le 7 Piaghe e ne rimasero solo cinque: alle mani, ai piedi ed al costato. Vidi immediatamente tutto lo stato della mia anima, cosi come la vede Iddio. Vidi chiaramente tutto quello che a Dio non piace. Non sapevo che bisogna rendere conto al Signore anche di ombre tanto piccole. Che momento! Chi potrà descriverlo? Trovassi di fronte altre volte Santo! Gesù mi domandò: «Chi sei? ». Risposi: « Io sono una tua serva, Signore ». « Devi scontare un giorno di fuoco nel purgatorio ». Avrei voluto gettarmi immediatamente fra le fiamme del purgatorio, ma Gesù mi trattenne e disse: « Che cosa preferisci: soffrire adesso per un giorno oppure per un breve tempo sulla terra? ». Risposi: « Gesù, voglio soffrire in purgatorio e voglio soffrire sulla terra sia pure i più grandi tormenti fino alla fine del mondo ». Gesù disse: « E sufficiente una cosa sola. Scenderai in terra e soffrirai molto, ma non per molto tempo ed eseguirai la Mia volontà ed i Miei desideri ed un Mio servo fedele ti aiuterà ad eseguirla. Ora posa il capo sul Mio petto, sul Mio Cuore ed attingivi forza e vigore per tutte le sofferenze, dato che altrove non troverai sollievo, né aiuto, né conforto. Sappi che avrai molto, molto da soffrire, ma questo non ti spaventi. Io sono con te ». Poco dopo mi ammalai. I disturbi fisici furono una scuola di pazienza per me. Solo Gesù sa quanti sforzi di volontà dovetti fare per adempiere i miei doveri. Gesù quando intende purificare un`anima, usa gli strumenti che vuole. La mia anima si sente completamente abbandonata dalle creature. Talvolta l`intenzione più retta viene interpretata male dalle suore. Questa è una sofferenza molto dolorosa, ma il Signore la permette e bisogna accettarla, perché questo ci fa assomigliare maggiormente a Gesù. Una cosa non sono riuscita a comprendere per molto tempo, cioè che Gesù mi ordinava di dire tutto ai superiori, mentre i superiori non credevano alle mie parole e mi commiseravano come fossi stata una povera illusa o una vittima della mia fantasticheria. Per questo motivo, temendo di essere un`illusa, decisi di evitare interiormente Dio, dato che avevo paura delle illusioni. Ma la grazia di Dio m`inseguiva ad ogni passo e quando meno me l`aspettavo, Iddio mi rivolgeva la parola.

 
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Pubblicato da su 22 novembre 2012 in Uncategorized

 

Il cucchiaino

 Una vecchietta serena, sul letto   d’ospedale, parlava con il par­roco che era venuto a visitarla.

“II Signore mi ha donato una vita bellissima. Sono pronta a partire”.

‘Io so” mormorò il parroco.

“C’è una cosa che desidero. Quando mi seppelliranno voglio avere un cucchiaino in mano”.

” Un cucchiaino? “. Il buon parroco si mostrò autenticamente sor­preso. “Perché vuoi essere sepolta con un cucchiaino in mano?”. “Mi è sempre piaciuto partecipare ai pranzi e alla cene delle feste in parrocchia. Quando arrivavo al mio posto guardavo subito se c’era il cucchiaino vicino al piatto. Sa che cosa vole­va dire? Che alla fine sarebbero arrivati il dolce o il gelato”.

“E allora?”. “Significava che il meglio arrivava alla fine! E proprio que­sto che voglio dire al mio funerale. Quando passeranno vici­no alla mia bara si chiederanno: Perché quel cucchiaino? Voglio che lei risponda che io ho il cucchiaino perché sta arri­vando il meglio“.

(Bruno Ferrero, Il segreto dei pesci rossi)

 
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Pubblicato da su 20 novembre 2012 in Uncategorized