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Archivi giornalieri: 1 febbraio 2010

IL VALORE DELLE PICCOLE COSE…

La vita quotidiana offre innumerevoli occasioni di agire in modo attento e consapevole nei confronti degli altri e della vita. I nostri valori vanno messi alla prova e trasformati inazione con l’impegno nel "qui e ora".

L’idea più bella, il valore più alto, il proposito più nobile, hanno meno forza di una palla di neve al sole se non sanno esprimersi nella vita quotidiana con gesti concreti. Vale più una mano che tiene aperta la porta allo sconosciuto che sta passando pieno di pacchi che mille parole roboanti sull’amore per il prossimo a cui fa seguito una completo disinteresse per le persone più vicine. Se amo l’umanità ma tratto male le persone della mia famiglia, c’è qualche cosa che non va nella mia scala di valori.

E’ vero, "tra dire e il fare c’è di mezzo il mare", ma i mari oggi si solcano, con barche, piroscafi e transatlantici. Non ci sono scuse, se non la pigrizia o l’ignavia, per non impegnarsi in prima persona nel tradurre in azioni e comportamenti quelli che sono gli ideali che animano i nostri pensieri e, magari, anche i nostri discorsi.

Queste è l’epoca delle piccole cose. Proprio perché tutto sembra convincerci che occorre farne di grandi e che è difficile, anzi impossibile, per ogni piccolo individuo cambiare davvero il mondo, proprio per questo possiamo invece sottolineare e affermare il potere dimostrativo di tutto quanto di concreto può essere fatto nel quotidiano, attraverso un sorriso, un gesto, una telefonata, una scelta, una firma.

La realtà quotidiana va intrisa di valori, va intessuta di piccole azioni che testimoniano l’orientamento di un pensiero, di un anelito, che danno ancora più potere a una alta visione perché questa si aggancia concretamente alla realtà. Alla fine sono le idee che cambiano il mondo, ma solo quelle che col mondo sanno trovare un collegamento concreto e costruttivo, solo quelle che sanno incidere sulla realtà. E’ nel tradurre un ideale in azione che diamo potere alla forza dell’idea che ci anima, che onoriamo la nostra più vera natura di liberi pensatori e di creatori del mondo.

Come ogni artista lavora con tre elementi – la tecnica, l’ispirazione e il supporto materiale – così la nostra materia prima sono le situazioni reali che la vita propone: un amico in difficoltà, un impegno necessario per la salvaguardia di un parco, un gesto di attenzione nei confronti di una categoria di persone svantaggiate, una scelta etica sul proprio posto di lavoro; l’ispirazione è il valore che vogliamo esprimere e la tecnica diventa il modo concreto con cui possiamo incidere sul reale.

Non c’è soddisfazione più grande dello scoprire che, grazie a quello che abbiamo fatto, qualcuno ha sorriso, qualcuno ha mangiato, qualcuno si è salvato. L’idea diventa così più forte, più luminosa, più potente. L’esempio fa da cassa di risonanza e, grazie al riscontro pratico, allarga il suo campo d’azione, contagiando altri e diffondendo il suo effetto trasformativo. Possiamo incidere sulla realtà, per nessuna ragione dobbiamo rinunciare a questo potere! Tra il dire e il fare, c’è di mezzo, non il mare, ma l’esserci, davvero, e il riboccarsi le maniche: essere e agire!

Indagare sullo scopo della vita

Non si tratta di trovare risposte, quanto di porsi domande, di uscire dall’indifferenza, dalla estenuante sensazione che tutto ormai sia noto e scontato, dalla passiva accettazione di visioni della vita indotte da altri – dalla televisione, dalla pubblicità, dalla moda – per ritrovare la capacità di chiedersi "che cosa è davvero importante nella vita", provando a rispondersi in prima persona, valutando autonomamente idee e stili di vita, confrontando diverse proposte e scegliendo quello che davvero risuona dentro, con autenticità.

Riaprire gli occhi sul mondo

Si acquista così la capacità di vedere la realtà nella sua unicità, momento per momento, e di provare stupore e meraviglia per il miracolo quotidiano dell’ avere un tetto sulla testa, una tavola sempre imbandita, libertà di parola, salvaguardia dei diritti fondamentali… o anche semplicemente di avere gli occhi per vedere il colore dei fiori, la pelle per sentire la carezza del vento, un linguaggio comune per condividere emozioni ed esperienze. Tutte conquiste che la vita ha fatto per noi in centinaia di migliaia di anni!

Crearsi una scala di valori

Quando la visione si allarga, quando scopriamo di non essere soli, di non essere isolati dal resto dell’umanità e dal resto della creazione, avviene una riorganizzazione spontanea dei valori, si comincia a cogliere l’importanza dei piccoli gesti, dimostrazione concreta e immediata del senso di compartecipazione, della fratellanza e sorellanza implicita nel fatto stesso di essere "qui e ora" in questo tempo e in questo spazio. Chiedetevi quali sono i vostro valori e metteteli in graduatoria. Poi aggiornate l’elenco ogni sei mesi.

Coltivare la gentilezza amorevole

"Metta" la chiama la tradizione buddista, un atteggiamento di premurosità, benevolenza e affetto nei confronti di sé e degli altri che può essere sviluppato attraverso l’esercizio e la meditazione e che predispone la mente a vedersi in relazione agli altri e creare con gli altri interazioni armoniche e collaborative. Si sviluppa a partire dalla memoria, ricordando le sensazioni e le emozioni di gratitudine, gioia e affetto provate nei momenti migliori della propria vita e vivificando ed espandendo quello stato interiore attraverso il ricordo.

Marcella Danon

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Pubblicato da su 1 febbraio 2010 in Uncategorized