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Archivio mensile:aprile 2010

Dammi coraggio


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Dammi coraggio

Ti prego:
non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.

Non calmar le mie pene,
ma aiutami a superarle.

Non darmi alleati nella lotta della vita,
eccetto la forza che mi proviene da te.

Non donarmi salvezza nella paura,
ma pazienza per conquistare la mia libertà.

Concedimi di non essere un vigliacco
usurpando la tua grazia nel successo;
ma non mi manchi la stretta della tua mano
nel mio fallimento.

Quando mi fermo stanco sulla lunga strada
e la sete mi opprime sotto il solleone;
quando mi punge la nostalgia di sera
e lo spettro della notte copre la mia vita,
bramo la tua voce, o Dio,
sospiro la tua mano sulle spalle.

Fatico a camminare per il peso del cuore
carico dei doni che non ti ho donati.

Mi rassicuri la tua mano nella notte,
la voglio riempire di carezze, tenerla stretta:
i palpiti del tuo cuore
segnino i ritmi del mio pellegrinaggio.

(Rabindranath Tagore)

 
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Pubblicato da su 30 aprile 2010 in Uncategorized

 

L' ora delle tenebre

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La tenebra si è diffusa in ogni parte del mondo e gli uomini, mentre si illudono di aver raggiunto il vertice di ogni progresso, camminano nella + profonda oscurità.Così tutto è oscurato dall'ombra della morte che vi uccide, del peccato che v' imprigiona, dell' odio che vi distrugge. La tenebra ha pervaso anche la Chiesa. Si estende sempre di + e ogni giorno miete vittime fra gli stessi suoi figli prediletti.
Sedotti da satana, quanti di essi hanno xrso la luce x camminare sulla strada giusta: quella della verità, della fedeltà,della vita di grazia, dell' amore, della preghiera, del buon esempio, della santità.
Quanti questi miei poveri figli ancora oggi abbandonano la Chiesa, o la criticano, o la contestano,o addirittura la tradiscono e la consegnano nelle mani del suo avversario! "Con un bacio, Giuda, tradisci il Figlio dell' Uomo"? Anche voi oggi con un bacio tradite la Chiesa, figlia della vs Mamma celeste! Ancora ne fa parte e x essa vivete, ne esercitate il ministero, spesso ne siete xersino Pastori.(…)Eppure alcuni di voi la vendono al suo Avversario e la colpiscono al cuore, xché corrompono la verità con l' errore, giustificano il peccato e vivono secondo lo spirito del mondo, che entra così x mezzo vs nel suo interno, minacciandone la sua stessa vita. (La Chiesa)… presto sarà da voi trascinata davanti a chi farà di tutto, xché sia sterminata. Sarà nuovamente condannata e xseguitata. Dovrà ancora versare il suo sangue."
(La Madonna a don Stefano Gobbi il 19 marzo '78)
 
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Pubblicato da su 29 aprile 2010 in Uncategorized

 

LA BIBBIA E IL TELEFONINO

bibbia_ipodPuoi immaginare cosa succederebbe se noi trattassimo la Bibbia nel modo in
cui trattiamo il nostro telefonino?
… se noi trasportassimo la Bibbia nella nostra 24 ore, nella borsetta,
appesa alla cintura, o nel taschino della nostra giacca?
… se le dessimo un colpo d'occhio più volte nella nostra giornata?
… se tornassimo sui nostri passi per cercarla, dopo averla dimenticata a
casa o in ufficio?
… se l'utilizzassimo per mandare dei messaggi ai nostri amici?
… se la trattassimo come se non potessimo vivere senza di lei?
… se la regalassimo ai nostri figli, per essere sempre in contatto con loro?
… se la portassimo con noi in viaggio, nel caso in cui avessimo bisogno di aiuto?
.. se la aprissimo immediatamente in caso di pericolo?
Contrariamente al cellulare, la Bibbia ha sempre 'campo'. Possiamo
connetterci ed essere in contatto con Dio, in qualsiasi luogo (persino in alta montagna, o in mare aperto).
Non dobbiamo preoccuparci della mancanza di credito, perché Gesù ha già pagato per sempre la ricarica, e i crediti sono illimitati.
Ancora meglio: la comunicazione non viene mai interrotta, e la batteria è caricata per tutta una vita.
 

*NUMERI DA DIGITARE in caso di PERICOLO*:
• Se sei triste componi * Giovanni 14 *
• Se la gente mormora contro di te componi * Salmo 27 *
• Se sei innervosito o stressato componi * Salmo 51 *
• Se sei ansioso componi * Matteo 6:19-24 *
• Se sei in pericolo componi * Salmo 63 *
• Se la tua fede ha bisogno di essere fortificata componi * Ebrei 11 *
• Se ti senti solo e hai paura componi * Salmo 22 *
• Se sei duro e critico componi * 1 Corinzi 13 *
• Per conoscere il segreto della felicità componi * Colossesi 3:12-17 *
• Se ti senti triste e solo componi * Romani 8:31-39 *
• Se desideri la pace e il riposo componi * Matteo 11:25-30 *
• Se il mondo ti sembra più grande di Dio componi * Salmo 90 *.

Annota questi numeri nella tua agenda (magari in quella del tuo cellulare!).

Forse, se ne farai uso, saranno importanti in alcuni momenti della tua vita!
Ci sono momenti in cui è meglio avere un numero biblico da comporre(per trovare l'aiuto di Dio)
che avere un numero di telefono da comporre (per Trovare l'aiuto di un uomo)

 
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Pubblicato da su 28 aprile 2010 in Uncategorized

 

Il giorno in cui Gesù scrisse sulla polvere…

 Marthe Robin.

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Marthe Robin (1902-1981), sesta figlia di modesti contadini di Chateauneuf-de-Galaure (Drome, Francia), all'età di 16 anni é colta da un male misterioso che in poco tempo la riduce alla paralisi, fino alla morte. Totalmente paralizzata, al buio (perché ipersensibile alla luce), senza poter dormire, mangiare, bere, suo unico cibo sarà l'ostia consacrata. Alla fine del settembre 1930 Marthe vede il Cristo che le chiede:

"Vuoi essere come me?"

 

Marthe risponde con l'accettazione. Riceverà le stigmate e, da quel momento, ogni venerdì rivivrà la Passione di Cristo.

Un giorno Marthe Robin  l'ha supplicato il suo parroco di predicare instancabilmente la Misericordia di Dio e di accogliere i peccatori con particolare bontà. Poi gli ha raccontato l'episodio della donna adultera (Cfr. Giovanni 8,1) come l'aveva visto, perché nelle sue estasi assisteva a volte ad alcune scene della vita di Gesù.

Ecco la sintesi di quello che Lui mi ha raccontato disse Marthe…

"Di fronte alle accuse degli scribi e dei farisei contro questa donna Gesù stava in silenzio. 

Sembrava ignorarli e teneva lo sguardo fisso a terra. Non guardava neppure la donna, messa ben in vista per sua vergogna. Poi si è messo a scrivere per terra con il dito. Innervositi dal silenzio di Gesù e incuriositi nel vederlo tracciare segni, alcuni si sono fatti coraggio e si sono avvicinati a Lui. Che cosa stava scrivendo? Il primo dei farisei, arrivato vicino a lui, ha scoperto con stupore che Gesù conosceva i suoi peccati più segreti che erano scritti a grandi lettere per terra! Confuso e spaventato ha guardato Gesù che poteva con una sola parola distruggerlo davanti agli altri. 

Ma al contrario, con grande bontà e umile maestà, il Salvatore ha cancellato con la mano il peccato dell'uomo. Finito! Sparito! L'uomo ha letto il perdono negli occhi di Gesù ed è ripartito in silenzio. Poi si è avvicinato un altro, che non poteva evidentemente conoscere i torti del primo. Gesù ha scritto allora il peccato del secondo che, dopo aver letto, se ne è andato anche lui sconvolto. 

Tutti si sono avvicendati in questo modo presso Gesù. Così gli accusatori della donna confusi fino in fondo all'anima, ma rispettati nella loro intimità, hanno abbandonato la scena uno dopo l'altro. La maldicenza e le intenzioni perverse, sono state lasciate sul posto, insieme alle pietre destinate alla peccatrice".

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La più grande gioia dell'Agnello di Dio è di cancellare il peccato dal mondo!.

A Cana, Gesù, ha cambiato l'acqua in vino, ma non è forse cosa ancora più grande assorbire il nostro aceto, con l'aggiunta dei nostri veleni e delle nostre amarezze, come Lui ha fatto sulla Croce, per lasciar sgorgare il Sangue del Suo Cuore? E Lui sogna di fare questo miracolo ogni giorno per noi, purché accettiamo di abbandonargli i veleni che stanno ancora in noi e che uccidono l'amore. Chi sa se c'e più gioia in cielo per un solo calunniatore pentito che per 99 prostitute che non hanno…. sì, sì! che hanno bisogno anch'esse di pentimento! Perché per prenderci con Lui nel suo Regno, Gesù ha preparato una sola porta per tutti, i veri peccatori così come i falsi giusti, quella della sua divina, regale, insondabile misericordia.

Tratto dal libro:"Medjugorje:il trionfo del cuore", di suor Emmanuel. Edizioni Shalom

 

 
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Pubblicato da su 27 aprile 2010 in Uncategorized

 

I peccati che regalano più clienti all'inferno

  tentazione


INSIDIE IN AGGUATO
È particolarmente importante tener presente la prima insidia diabolica, che trattiene tante anime nella schiavitù di Satana: è la mancanza di riflessione, che fa perdere di vista il fine della vita.
II demonio grida alle sue prede: "La vita è un piacere; dovete cogliere tutte le gioie che la vita vi regala".
Gesù invece sussurra al tuo cuore: 'Beati quelli che piangono." (cfr. Mt 5, 4)… "Per entrare in cielo bisogna farsi violenza." (cfr. Mt 11, 12)… "Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua." (Lc 9, 23).
Il nemico infernale ci suggerisce: "Pensate al presente, perché con la morte tutto finisce!".
II Signore invece ti esorta: "Ricordati dei novissimi (la morte, il giudizio, l'inferno e il paradiso) e non peccherai".
L'uomo impiega buona parte del suo tempo in tanti affari e dimostra intelligenza e scaltrezza nell'acquistare e conservare i beni terreni, ma poi non impiega neppure le briciole del suo tempo per riflettere sulle necessità molto più importanti della sua anima, per cui vive in un'assurda, incomprensibile e pericolosissima superficialità, che può avere conseguenze spaventose.
II demonio porta a pensare: "Meditare non serve a niente: tempo perso!". Se oggi tanti vivono in peccato è perché non riflettono seriamente e non meditano mai sulle verità rivelate da Dio.
II pesce che è già finito nella rete del pescatore, finché è ancora nell'acqua non sospetta di essere stato catturato, quando però la rete esce dal mare, si dibatte perché sente vicina la sua fine; ma ormai è troppo tardi. Così i peccatori…! Finché sono in questo mondo se la spassano allegramente e non sospettano nemmeno di essere nella rete diabolica; se ne accorgeranno quando ormai non potranno più rimediarvi… appena entrati nell'eternità!
Se potessero ritornare in questo mondo tanti trapassati che vissero senza pensare all'eternità, come cambierebbe la loro vita!
 
SPRECO DI BENI
Da quanto esposto finora e specialmente dal racconto di certi fatti, appare chiaro quali siano i principali peccati che portano alla dannazione eterna, ma si tenga presente che non sono solo questi peccati a spedire gente all'inferno: ce ne sono molti altri.
Per quale peccato il ricco epulone è finito all'inferno? Aveva tanti beni e li sprecava in banchetti (sperpero e peccato di gola); e inoltre si manteneva ostinatamente insensibile ai bisogni dei poveri (mancanza di amore e avarizia). Tremino dunque certi ricchi che non vogliono esercitare la carità: anche a loro, se non cambiano vita, è riservata la sorte del ricco epulone.
 
L'IMPURITÀ
Il peccato che più facilmente porta all'inferno è l'impurità. Dice Sant'Alfonso: "Si va all'inferno anche solo per questo peccato, o comunque non senza di esso".
Ricordo le parole del demonio riportate nel primo capitolo: 'Tutti quelli che sono là dentro, nessuno escluso, ci sono con questo peccato o anche solo per questo peccato". Qualche volta, se costretto, anche il diavolo dice la verità!
Gesù ci ha detto: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Mt 5, 8). Ciò significa che gli impuri non solo non vedranno Dio nell'altra vita, ma neanche in questa vita riescono a sentirne il fascino, per cui perdono il gusto della preghiera, pian piano perdono la fede anche senza accorgersene e… senza fede e senza preghiera non percepiscono più per quale motivo dovrebbero fare il bene e fuggire il male. Così ridotti, sono attratti da ogni peccato.
Questo vizio indurisce il cuore e, senza una grazia speciale, trascina all'impenitenza finale e… all'inferno.
 
MATRIMONI IRREGOLARI
Dio perdona qualunque colpa, purché ci sia il vero pentimento e cioè la volontà di mettere fine ai propri peccati e di cambiare vita.
Fra mille matrimoni irregolari (divorziati risposati, conviventi) forse solo qualcuno sfuggirà all'inferno, perché normalmente non si pentono neanche in punto di morte; infatti, se campassero ancora continuerebbero a vivere nella stessa situazione irregolare.
C'è da tremare al pensiero che quasi tutti oggi, anche quelli che divorziati non sono, considerano il divorzio come una cosa normale! Purtroppo, molti ormai ragionano come vuole il mondo e non più come vuole Dio.
 
IL SACRILEGIO
Un peccato che può condurre alla dannazione eterna è il sacrilegio. Disgraziato colui che si mette su questa strada! Commette sacrilegio chi volontariamente nasconde in Confessione qualche peccato mortale, oppure si confessa senza la volontà di lasciare il peccato o di fuggirne le occasioni prossime. Quasi sempre chi si confessa in modo sacrilego compie anche il sacrilegio eucaristico, perché poi riceve la Comunione in peccato mortale.
Racconta San Giovanni Bosco…
"Mi trovai con la mia guida (l'Angelo custode) in fondo a un precipizio che finiva in una valle oscura. Ed ecco comparire un edificio immenso con una porta altissima che era chiusa. Toccammo il fondo del precipizio; un caldo soffocante mi opprimeva; un fumo grasso, quasi verde e guizzi di fiamme sanguigne si innalzavano sui muraglioni dell'edificio.
Domandai: 'Dove ci troviamo?'. 'Leggi l'iscrizione che c'è sulla porta'. mi rispose la guida. Guardai e vidi scritto: 'Ubi non est redemptio! , cioè: `Dove non c'è redenzione!', Intanto vidi precipitare dentro quel baratro… prima un giovane, poi un altro e poi altri ancora; tutti avevano scritto in fronte il proprio peccato.
Mi disse la guida: 'Ecco la causa prevalente di queste dannazioni: i compagni cattivi, i libri cattivi e le perverse abitudini'.
Quei poveri ragazzi erano giovani che io conoscevo. Domandai alla mia guida: “Ma dunque è inutile lavorare tra i giovani se poi tanti fanno questa fine! Come impedire tutta questa rovina?” – “Quelli che hai visto sono ancora in vita; questo però è lo stato attuale delle loro anime, se morissero in questo momento verrebbero senz'altro qui!” disse l'Angelo.
Dopo entrammo nell'edificio; si correva con la velocità di un baleno. Sboccammo in un vasto e tetro cortile. Lessi questa iscrizione: 'Ibunt impii in ignem aetemum! ; cioè: `Gli empi andranno nel fuoco eterno!'.
Vieni con me – soggiunse la guida. Mi prese per una mano e mi condusse davanti a uno sportello che aperse. Mi si presentò allo sguardo una specie di caverna, immensa e piena di un fuoco terrificante, che sorpassava di molto il fuoco della terra. Questa spelonca non ve la posso descrivere, con parole umane, in tutta la sua spaventosa realtà.
All'improvviso cominciai a vedere dei giovani che cadevano nella caverna ardente. La guida mi disse: 'L'impurità è la causa della rovina eterna di tanti giovani!'.
– Ma se hanno peccato si sono poi anche confessati.
– Si sono confessati, ma le colpe contro la virtù della purezza le hanno confessate male o del tutto taciute. Ad esempio, uno aveva commesso quattro o cinque di questi peccati, ma ne ha detto solo due o tre. Ve ne sono alcuni che ne hanno commesso uno nella fanciullezza e per vergogna non l'hanno mai confessato o l'hanno confessato male. Altri non hanno avuto il dolore e il proposito di cambiare. Qualcuno invece di fare l'esame di coscienza cercava le parole adatte per ingannare il confessore. E chi muore in questo stato, decide di collocarsi tra i colpevoli non pentiti e tale resterà per tutta l'eternità. Ed ora vuoi vedere perché la misericordia di Dio ti ha portato qui? – La guida sollevò un velo e vidi un gruppo di giovani di questo oratorio che conoscevo bene: tutti condannati per questa colpa. Fra questi ce n'erano alcuni che in apparenza avevano una buona condotta.
La guida mi disse ancora: 'Predica sempre e ovunque contro l'impurità! :. Poi parlammo per circa mezz'ora sulle condizioni necessarie per fare una buona confessione e si concluse: 'Bisogna cambiar vita… Bisogna cambiar vita'.
– Ora che hai visto i tormenti dei dannati, bisogna che anche tu provi un poco l'inferno!
Usciti da quell'orribile edificio, la guida afferrò la mia mano e toccò l'ultimo muro esterno. Io emisi un grido di dolore. Cessata la visione, notai che la mia mano era realmente gonfia e per una settimana portai la fasciatura."
Padre Giovan Battista Ubanni, gesuita, racconta che una donna per anni, confessandosi, aveva taciuto un peccato di impurità. Arrivati in quel luogo due sacerdoti domenicani, lei che da tempo aspettava un confessore forestiero, pregò uno di questi di ascoltare la sua confessione.
Usciti di chiesa, il compagno narrò al confessore di aver osservato che, mentre quella donna si confessava, uscivano dalla sua bocca molti serpenti, però un serpente più grosso era uscito solo col capo, ma poi era rientrato di nuovo. Allora anche tutti i serpenti che erano usciti rientrarono.
Ovviamente il confessore non parlò di ciò che aveva udito in Confessione, ma sospettando quel che poteva essere successo fece di tutto per ritrovare quella donna. Quando arrivò presso la sua abitazione, venne a sapere che era morta appena rientrata in casa. Saputa la cosa, quel buon sacerdote si rattristò e pregò per la defunta. Questa gli apparve in mezzo alle fiamme e gli disse: "lo sono quella donna che si è confessata questa mattina; ma ho fatto un sacrilegio. Avevo un peccato che non mi sentivo di confessare al sacerdote del mio paese; Dio mi mandò te, ma anche con te mi lasciai vincere dalla vergogna e subito la Divina Giustizia mi ha colpito con la morte mentre entravo in casa. Giustamente sono condannata all'inferno!". Dopo queste parole si aprì la terra e fu vista precipitare e sparire.
Scrive il Padre Francesco Rivignez (l'episodio è riportato anche da Sant'Alfonso) che in Inghilterra, quando c'era la religione cattolica, il re Anguberto aveva una figlia di rara bellezza che era stata chiesta in sposa da diversi principi.
Interrogata dal padre se accettasse di sposarsi, rispose che non poteva perché aveva fatto il voto di perpetua verginità.
II padre ottenne dal Papa la dispensa, ma lei rimase ferma nel suo proposito di non servirsene e di vivere ritirata in casa. II padre l'accontentò.
Cominciò a fare una vita santa: preghiere, digiuni e varie altre penitenze; riceveva i Sacramenti e andava spesso a servire gli infermi in un ospedale. In tale stato di vita si ammalò e morì.
Una donna che era stata sua educatrice, trovandosi una notte in preghiera, sentì nella stanza un gran fracasso e subito dopo vide un'anima con l'aspetto di donna in mezzo a un gran fuoco e incatenata tra molti demoni…
– lo sono l'infelice figlia del re Anguberto.
– Ma come, tu dannata con una vita così santa?
– Giustamente sono dannata… per colpa mia. Da bambina io caddi in un peccato contro la purezza. Andai a confessarmi, ma la vergogna mi chiuse la bocca: invece di accusare umilmente il mio peccato, lo coprii in modo che il confessore non capisse nulla. Il sacrilegio si è ripetuto molte volte. Sul letto di morte io dissi al confessore, vagamente, che ero stata una grande peccatrice, ma il confessore, ignorando il vero stato della mia anima, mi impose di scacciare questo pensiero come una tentazione. Poco dopo spirai e fui condannata per tutta l'eternità alle fiamme dell'inferno.
Detto questo disparve, ma con così tanto strepito che sembrava trascinasse il mondo e lasciando in quella camera un odore ributtante che durò parecchi giorni.
 
L'inferno è la testimonianza del rispetto che Dio ha per la nostra libertà. L'inferno grida il pericolo continuo in cui si trova la nostra vita; e grida in modo tale da escludere ogni leggerezza, grida in modo costante da escludere ogni frettolosità, ogni superficialità, perché siamo sempre in pericolo. Quando mi annunciarono l'episcopato, la prima parola che dissi fu questa: "Ma io ho paura di andare all'inferno?
". (Card. Giuseppe Siri)

 
 
 
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Pubblicato da su 26 aprile 2010 in Uncategorized

 

Messaggio della Madonna a Medjugorje – 25 Aplile 2010

AveMaria
" Cari figli, in questo tempo quando in modo particolare pregate e chiedete la mia intercessione, vi invito figlioli, pregate perchè attraverso le vostre preghiere possa aiutare quanti più cuori possibili ad aprirsi ai miei messaggi. Pregate per le mie intenzioni. Io sono con voi e intercedo presso mio Figlio per ciascuno di voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

 
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Pubblicato da su 25 aprile 2010 in Uncategorized

 

io credo in te gesù

 
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Pubblicato da su 24 aprile 2010 in Uncategorized