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Archivio mensile:agosto 2009

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2009 in Uncategorized

 

 

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2009 in Uncategorized

 

Un anno di blog!!!

 

gg

Il mio blog compie un anno di età. Il 27 agosto 2008 mi affacciavo timidamente nel mondo dei blog. 

 oggi il contatore è arrivato a .5967….i visitatori sono stati tanti !!!

 ringrazio anche chi a partecipato a tenere vivo il mio blog con i loro post, come lara e ladrodipensieri nei momenti che non riuscivo ascrivere qual’cosa, o ero lontano.

qui su splinder ho incontrato anche persone
speciali, sensibili, e amiche.

Persone che mi hanno regalato un pensiero, un commento, strappato un sorriso.

Siete voi ad aver animato quest’anno di blog insieme a me, e a voi
che va il mio vero grazie.

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2009 in Uncategorized

 

LA VERA BELLEZZA…..eee

La vera bellezza di una persona 
non è nei vestiti che si indossano,
ne’ in un fisico perfetto 
o nel modo di pettinarsi…
La vera bellezza di una persona
deve potersi leggere nei suoi occhi,
un’universo infinito di emozioni
e di sentimenti 
perchè è negli occhi
che si trova la porta del cuore…
dove risiede l’amore,
dove si rispecchia
l’essenza dell’anima…

(white Angel 2009)

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2009 in Uncategorized

 

Che cos’è la fede?

uomo-di-fede-prega-dioL’altra sera in televisione qui in America hanno trasmesso un episodio di Bones, il popolare show televisivo che ha protagonista l’antropologa legale Temperance Brennan, la quale ha un grande talento nel risolvere misteriosi omicidi in base alle tracce lasciate sulle ossa delle vittime.

In questo episodio vi è uno scambio interessante tra Brennan e l’entomologo Jack Hodgins, entrambi intrappolati in una macchina sotto terra, e con poca aria rimasta. Le prospettive non sembrano buone:

H: Se avessero pagato il riscatto, saremmo già fuori. Perché prolungare l’inevitabile?
B: Booth ci troverà
H: Hai un sacco di fede in Booth.
B: No, la fede è una convinzione irrazionale in qualcosa che è logicamente impossibile. Io ho visto quello che Booth può fare. Non è fede.

Brennan esprime un comune malinteso sul significato della parola fede: fede intesa come l’opposto di razionalità, logica o conoscenza. In realtà la fede è l’opposto non della razionalità, ma della vista. Ironicamente Brennan stessa, nonostante fraintenda il concetto di fede, proprio in questa scena ne dà un’eccellente dimostrazione; non può infatti vedere Booth mentre cerca di salvarla, ma sa che la salverà perché conosce Booth e quello che è in grado di fare. Non vi è niente di illogico in questa sua convinzione.

Allo stesso modo, nella fede cristiana, l’uomo si affida a Dio in base a quello che sa di Dio. In altre parole, l’uomo di fede guarda a quello che Dio ha fatto in passato ed ha fiducia nelle promesse che Dio ha fatto riguardo al futuro.

La Bibbia stessa in Ebrei 11 ci dà la definizione della fede intesa in questo modo:

Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono; infatti per mezzo di essa gli antichi ricevettero testimonianza.
Per fede intendiamo che l’universo è stato formato per mezzo della parola di Dio, sí che le cose che si vedono non vennero all’esistenza da cose apparenti.
Per fede Abele offrí a Dio un sacrificio piú eccellente di quello di Caino; per essa egli ricevette la testimonianza che era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa benché morto, egli parla ancora.
Per fede Enok fu trasferito in cielo perché non vedesse la morte, e non fu piú trovato perché Dio lo aveva trasferito; prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio.
Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano.
Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano e mosso da santo timore, preparò per la salvezza della sua famiglia l’arca, mediante la quale condannò il mondo e divenne erede della giustizia che si ottiene mediante la fede.
Per fede Abrahamo, quando fu chiamato, ubbidí per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità; e partí non sapendo dove andava.
Per fede Abrahamo dimorò nella terra promessa, come in paese straniero, abitando in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha i fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio.
Per fede anche Sara stessa, benché avesse oltrepassato l’età, ricevette forza per concepire il seme e partorì perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa.
Perciò da un sol uomo, e questi come fosse morto, sono nati discendenti numerosi come le stelle del cielo e come la sabbia lungo la riva del mare, che non si può contare.
Tutti costoro sono morti nella fede, senza aver ricevuto le cose promesse ma, vedutele da lontano, essi ne furono persuasi e le accolsero con gioia, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.
Coloro infatti che dicono tali cose dimostrano che cercano una patria.
E se avessero veramente avuto in mente quella da cui erano usciti, avrebbero avuto il tempo per ritornarvi.
Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, perché ha preparato loro una città.
Per fede Abrahamo, messo alla prova, offrí Isacco e colui che aveva ricevuto le promesse offrí il suo unigenito anche se Dio gli aveva detto «In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome»,
perché Abrahamo riteneva che Dio era potente da risuscitarlo anche dai morti; per cui lo riebbe come per una specie di risurrezione.
Per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esaù, riguardo a cose future.
Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e adorò, appoggiato alla sommità del suo bastone.
Per fede Giuseppe, quando stava per morire, fece menzione dell’esodo dei figli d’Israele e diede ordini riguardo alle sue ossa.
Per fede Mosé, quando nacque, fu nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché essi videro che il bambino era bello e non temettero l’ordine del re.
Per fede Mosé, divenuto adulto, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del Faraone scegliendo piuttosto di essere maltrattato col popolo di Dio che di godere per breve tempo i piaceri del peccato,
stimando il vituperio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori di Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa.
Per fede lasciò l’Egitto senza temere l’ira del re, perché rimase fermo come se vedesse colui che è invisibile.
Per fede celebrò la Pasqua e fece l’aspersione del sangue, affinché colui che distruggeva i primogeniti non toccasse quelli d’Israele.
Per fede passarono il Mar Rosso come se attraversassero una terra asciutta, quando invece gli Egiziani tentarono di fare ciò, furono inghiottiti.
Per fede caddero le mura di Gerico, dopo che vi avevano girato attorno per sette giorni.
Per fede Rahab, la prostituta, non perí con gli increduli, perché aveva accolto in pace le spie.
E che dirò di piú? Infatti mi mancherebbe il tempo se volessi raccontare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, i quali per fede vinsero regni, praticarono la giustizia, conseguirono le promesse, turarono le gole dei leoni, spensero la forza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla debolezza, divennero forti in guerra, misero in fuga gli eserciti stranieri.
Le donne riebbero per risurrezione i loro morti altri invece furono distesi sulla ruota e martoriati, non accettando la liberazione, per ottenere una migliore risurrezione.
Altri ancora subirono scherni e flagelli, e anche catene e prigionia.
Furono lapidati, segati, tentati, morirono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, afflitti, maltrattati
(il mondo non era degno di loro), erranti per deserti e monti, in spelonche e grotte della terra.
Eppure tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza mediante la fede, non ottennero la promessa, perché Dio aveva provveduto per noi qualcosa di meglio, affinché essi non giungessero alla perfezione senza di noi. (Ebrei 11, ND)

 
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Pubblicato da su 22 agosto 2009 in Uncategorized

 

 
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Pubblicato da su 21 agosto 2009 in Uncategorized

 

 
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Pubblicato da su 20 agosto 2009 in Uncategorized

 

 
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Pubblicato da su 18 agosto 2009 in Uncategorized

 

 
Il mio orizzonte….
 
Ho sempre pensato che noi tutti abbiamo bisogno, ogni tanto, di “spostare il nostro orizzonte” e ritrovare quella sensazione di “nomadismo” abbandonata ormai dalle nostre generazioni civilizzate o più semplicemente necessitiamo di “tornare nel tempo” rivisitando un posto familiare o dove conserviamo un ricordo anche se triste.
Ho associato questa necessità moderna con una esigenza dei “Cristiani”…..quella del pellegrinaggio trovandone diverse analogie forse osservando le numerose rievocazioni di processioni, tipiche di questo periodo di Agosto.
Non per nulla i primi Cristiani erano chiamati “quelli della via”…..per loro ogni terra straniera è patria e ogni patria è terra straniera…in un cammino che troverà fine solo nel “faccia a faccia” con Dio.
Nel viaggio non si attraversa solo lo spazio ma anche il tempo. Si scopre la non contemporaneità delle diverse culture. Si tocca con mano che, anche se il calendario indica la stessa data, i tempi restano diversi e a volte inconciliabili. Differenze di approccio alla realtà, di costumi, di memoria storica e di tradizione.
I Cristiani nel “viaggio” prima di fissare una nuova dimora, sperimentavano quella che i padri del deserto chiamavano la “xeniteria” cioè la estraneità….
Il Cristianesimo era straniero senza nessuna protezione sociale, in balia di leggi e costumi di altri con linguaggi e paesaggi sconosciuti.
Così anche quando questo cammino incessante assumeva la concretezza di una strada da percorrere per giungere in un luogo “santo” diverso dal nostro quotidiano, ci accorgiamo che il mettersi in movimento è già preparazione a vivere in modo diverso il “tempo e lo spazio”.
Pensiamo al pellegrinaggio ai luoghi santi per eccellenza come il Monte Sinai o Gerusalemme….ma anche a tappe più “nostrane” ….
Nulla di magico, niente che possa catturare o obbligare Dio a “sconti” o “grazie”…..nessuna garanzia di un posto privilegiato, ma sicuramente una capacità di evocare un evento, di richiamare l’uomo, di invitarlo a sollevare lo sguardo verso l’alto e di indicargli attraverso l’evento, colui che l’evento lo ha operato.
Non a caso il pellegrinaggio è divenuto metafora della nostra vita aperto verso un futuro diverso.
In fondo, anche noi, come i nostri padri, non siamo altro che “nomadi” in cerca di Dio e come i nomadi abbiamo la necessità di “spostare i nostri orizzonti”.
In una visione positiva e romantica del nomadismo, quasi a soffrire di un “mondo perduto” si accosta però quella visione negativa secondo cui il nomadismo sarebbe un “residuo” del passato e queste due contraddizioni li vediamo nei “rom” delle nostre strade.
E tutto questo mentre la nostra società esalta la mobilità…(mi sono sempre chiesto se ho percorso più strada io nel recarmi al lavoro o un nomade “peul” del Niger…)
Ma il problema non è nella strada percorsa ma nel modo di pensarla…il nomade porta con sé, sempre, il suo passato e il suo presente e non lo delega a beni o oggetti da conservare ed inoltre è un modello di “leggerezza”. La società nomade infatti è fondata su un investimento minimo, elemento, questo che ha permesso loro la sopravvivenza sfruttando gli interstizi del sistema dei “sedentari”.
E domani, quando mi recherò nei luoghi dove ero bambino o in quel posto dove ho lasciato la mia anima…lo farò con un altro spirito…spostando il “mio orizzonte” e con esso il “tempo e lo spazio” anche se temo che per me…..quel “faccia a faccia” con Dio non potrà avvenire…….
 
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Pubblicato da su 17 agosto 2009 in Uncategorized

 

ormeyi9

Questa notte ho fatto un sogno:
Ho sognato che ho camminato sulla sabbia accompagnato dal Signore e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni giorno della mia vita proiettato nel film apparivano orme sulla sabbia: una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti, finchè, tutti i miei giorni si esaurirono. Allora mi fermai guardando indietro, notando che in certi posti c’era solo un’orma….
Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita: i giorni di maggiore angustia, di maggiore paura e di maggiore dolore….
Ho domandato allora: Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con Te, ma perché, mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita?
Ed il Signore mi ha risposto: Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciato solo neppure per un attimo, ebbene non ti ho lasciato…..
I giorni in cui tu hai visto solo un’orma sulla sabbia, sono stati i giorni in cui io ti ho portato in braccio.
Anonimo
 
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Pubblicato da su 16 agosto 2009 in Uncategorized