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Quando amo il mio Dio.

28 Ago

 

Che ti amo, Signore, non ho alcun dubbio;

anzi ne sono certo.

Con la tua parola hai toccato il mio cuore,

e io ho cominciato ad amarti…

Ma che cosa amo amandoti?

Non una bellezza corporea né una grazia transitoria,

non lo splendore di una luce così cara a questi miei occhi;

non dolci melodie di svariate cantilene;

non un profumo di fiori, di unguenti e di aromi;

non manna né miele;

non membra invitanti ad amplessi carnali.

Amando il mio Dio, non amo queste cose.

E tuttavia nell’amare lui amo una certa luce,

una voce, un profumo, un cibo

e un amplesso che sono la luce, la voce, il profumo,

il cibo, l’amplesso dell’uomo interiore che è in me,

dove splende alla mia anima una luce

che nessun fluire di secoli può portar via,

dove si espande un profumo

che nessuna ventata può disperdere,

dove si gusta un sapore

che nessuna voracità può sminuire,

dove si intreccia un rapporto

che nessuna sazietà può spezzare.

Tutto questo io amo quando amo il mio Dio.

 

( Quando amo il mio Dio.  Agostino d’Ippona, Le Confessioni, 10,6 )

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2012 in Uncategorized

 

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