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Archivio mensile:giugno 2012

Andiamo con DIO.

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Andiamo con Dio…
 Quando si parla di spiritualità si ricorre a parlare in termini di “alta”
 spiritualità, si pensa a una spiritualità “rarefatta”, riservata a pochi
 eletti. Si presenta spesso come unione estatica che si leva in alto o come
 un mare di sofferenze drammatiche più intense dei reali e abituali problemi
 della vita. Il Cristo nudo sulla croce, dalla prospettiva del Padre

 che guarda il suo Figlio crocifisso, evoca qualcosa di troppo distante da noi.
 Cristo, monte di Dio. E la via al monte è ardua.
 Le vie del possesso non raggiungono la vetta; soltanto la via
 del dono di sé porta alla vetta dove Dio è niente e tutto, non una cosa, ma
 ogni cosa! Parlare di spiritualità può sembrare un eroico e persino epico
 viaggio a Dio. Ed è soltanto per gli esperti montanari che osano scalare
 tali vette. Ma se l’ascesa del Monte è un fatto epico, che cosa allora siamo
 chiamati a fare noi cristiani ordinari? Sentiamo di essere talora guardiani
 di una tradizione di cui non abbiamo fatto esperienza? Sentiamo di essere di
 “seconda mano” nella sequela di Cristo, ma mai realmente noi stessi? Nella
 trasformazione dell’amore, con audacia possiamo dire: Diventiamo Dio!…
 Quanto raro è questo far respirare la vita divina in noi!
 rinascere in Cristo, vivere una vitalità nuova,
 risorgere dalle antiche rovine dell’egoismo e del timido ripiegarsi tra le
 proprie cose… Alziamo lo sguardo e andiamo: Lui è con noi, ci ha raggiunto
 
prima ancora che ci mettessimo in cammino!!!

 

 

 

CristoTramontoBig

 
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Pubblicato da su 20 giugno 2012 in Uncategorized

 

La gioia e il dolore…

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Allora una donna disse:


“Parlaci della Gioia e del Dolore”.
E lui rispose:
“La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso,
è stato sovente colmo di lacrime.
E come può essere altrimenti ?
Quanto più a fondo vi scava il dolore,
tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino
non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio ?
E il liuto che rasserena il vostro spirito
non è forse lo stesso legno scavato dal coltello ?
Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore
e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore
e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
Alcuni di voi dicono: “La gioia è più grande del dolore”,
e altri dicono: “No, è più grande il dolore”.
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme,
e se l’una siede con voi alla vostra mensa,
ricordate che l’altro è addormentato nel vostro letto.
In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento,
così la vostra gioia e il vostro dolore
dovranno sollevarsi oppure ricadere”.

(Gibran)

È bello scoprire che per ogni cosa c’è da ringraziare,
in ogni situazione c’è motivo per gioire,
per ogni vita c’è da sperare…

 
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Pubblicato da su 19 giugno 2012 in Uncategorized

 

LA SPIRITUALITA’ DEL SACRO CUORE DI GESU’

LA SPIRITUALITA’ DEL SACRO CUORE DI GESU’

La spiritualità del S. Cuore di Gesù nacque ai piedi della croce, sul Calvario.

L’Evangelista Giovanni, “il discepolo che Gesù amava”, stava lì assieme a Maria e fu il primo a contemplare quel cuore trafitto dalla lancia del soldato e a capire il valore simbolico:

“Uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua…

Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura…

Che dice: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”

(Gv 19, 34-37)

Per Giovanni, è dal Cuore trafitto di Gesù che nasce la nuova umanità, la Chiesa e i Suoi Sacramenti (l’acqua del Battesimo e il Sangue dell’Eucaristia).

L’Evangelista dà grande importanza a questo fatto del Cuore trafitto di Gesù:

“Io ho visto. Io ne sono testimone. Io dico la verità, perché voi crediate”

(Gv 19, 35)

Giovanni in questo fatto scorge la profezia di Zaccaria (Zc 12,10).

“Accadde questo, perché si realizzasse il passo della Scrittura che dice: Guarderanno a colui che hanno trafitto”

(Gv 19, 36-37)

Contemplando Gesù sulla Croce e il Suo Cuore trafitto, Giovanni deve essersi ricordato di quel giorno nel Tempio di Gerusalemme, quando Gesù disse, in forma solenne, in piedi:

“Chi ha sete venga a me

e beva chi crede in me!

Come dice la Scrittura! Fiumi di acqua viva

sgorgheranno dal mio seno”

(Gv 7,37-38)

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2012 in Uncategorized

 

Da questo Cuore…

“Il ricordo vivo dell’amore di Cristo per noi ha trovato un’espressione nella devozione al suo Cuore.

Da questo Cuore squarciato viene a noi tutto: l’amore infinito del Padre, la grazia e la salvezza.

Quante consolazioni possiamo provare, quando pensiamo che siamo infinitamente amati dal Cuore del Dio Salvatore; che in ogni momento è pronto ad ascoltare le nostre suppliche; che in ogni istante prega per noi; e che ci invita ad andare da Lui, a riposare sul suo Cuore!

Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi ed io vi darò ristoro” (Mt 11,28).

Apriamo dunque il cuore alla confidenza e alla fiducia, poiché non c’è un bene e una gioia più grande che abitare in questo Cuore.

( IL SACRO CUORE NEGLI SCRITTI DI SAN BONAVENTURA )

 
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Pubblicato da su 17 giugno 2012 in Uncategorized

 

FESTA DEL SACRO CUORE DI MARIA

 

La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce nel cuore.
“Cari figli, ogni mattina dedicate almeno cinque minuti di preghiera al Sacro Cuore di Gesù e al Mio Cuore Immacolato perchè vi riempiano di Sè. Il mondo si è dimenticato di venerare i Sacri Cuori di Gesù e Maria. In ogni casa siano poste le immagini dei Sacri Cuori e ogni famiglia Li veneri. Supplicate ardentemente il Mio Cuore e il Cuore di Mio Figlio e riceverete tutte le grazie. Consacratevi a Noi. Non è necessario ricorrere a particolari preghiere di consacrazione. Potete farlo anche con parole vostre, secondo quello che sentite.”

(Messaggio della Regina della Pace del 2 Luglio 1983 – Medjugorje)

 

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA –

Dettata dalla Madonna a Jelena Vasilj il 28 novembre 1983. (MEDUGORJE).

“O Cuore Immacolato di Maria, ardente di bontà, mostra il Tuo amore verso di noi.
La fiamma del Tuo cuore, o Maria, scenda su tutti gli uomini. Noi Ti amiamo tanto. Imprimi nei nostri cuori il vero amore così da avere u…n continuo desiderio di Te. O Maria, umile e mite di cuore, ricordaTi di noi quando siamo nel peccato. Tu sai che tutti gli uomini peccano. Donaci, per mezzo del Tuo Cuore Immacolato la salute spirituale. Fa’ che sempre possiamo guardare alla bontà del Tuo Cuore materno e che ci convertiamo per mezzo della fiamma del Tuo Cuore. Amen. Dettata dalla Madonna a Jelena Vasilj il 28 novembre 1983.”

 
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Pubblicato da su 16 giugno 2012 in Uncategorized

 

Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù

Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il quale, mite e umile di cuore, esaltato sulla croce, è divenuto fonte di vita e di amore, a cui tutti i popoli attingeranno.

Sacro Cuore di Gesù, confido in Te!;
Dolce Cuore del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più!;
O Gesù di amore acceso, non Ti avessi mai offeso!.

Queste sono alcune delle tante amorose e devote giaculatorie, che nei secoli sono state e sono pronunciate dai cattolici in onore del Sacro Cuore di Gesù, che nella loro semplice poesia, esprimono la riconoscenza per l’amore infinito di Gesù dato all’umanità e nello stesso tempo la volontà di ricambiare, delle tante anime infiammate e innamorate di Cristo. Al Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa Cattolica, rende un culto di “latria” (adorazione solo a Dio, Gesù Cristo, l’Eucaristia), intendendo così onorare: I – il Cuore di Gesù Cristo, uno degli organi simboleggianti la sua umanità, che per l’intima unione con la Divinità, ha diritto all’adorazione; II – l’amore del Salvatore per gli uomini, di cui è simbolo il Suo Cuore. Questa devozione già praticata nell’antichità cristiana e nel Medioevo, si diffuse nel secolo XVII ad opera di S. Giovanni Eudes (1601-1680) e soprattutto di S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690). La festa del Sacro Cuore fu celebrata per la prima volta in Francia, probabilmente nel 1685.  Santa Margherita Maria Alacoque, suora francese, entrò il 20 giugno 1671 nel convento delle Visitandine di Paray-le-Monial (Saone-et-Loire), visse con grande semplicità e misticismo la sua esperienza di religiosa e morì il 17 ottobre 1690 ad appena 43 anni. Sotto questa apparente uniformità, si nascondeva però una di quelle grandi vite del secolo XVII, infatti nel semplice ambiente del chiostro della Visitazione, si svolsero le principali tappe dell’ascesa spirituale di Margherita, diventata la messaggera del Cuore di Gesù nell’epoca moderna. Ella già prima di entrare nel convento, era dotata di doni mistici che si accentuarono con la sua nuova condizione di religiosa; ebbe numerose manifestazioni mistiche, ma nel 1673 cominciarono le grandi visioni che resero famoso il suo nome; esse furono quattro rivelazioni principali, oltre numerose altre di minore importanza.
La prima visione avvenne il 27 dicembre 1673, festa di s. Giovanni Evangelista, Gesù le apparve e Margherita si sentì “tutta investita della divina presenza”; la invitò a prendere il posto che s. Giovanni aveva occupato durante l’Ultima Cena e le disse: “Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me”. Una seconda visione le apparve agli inizi del 1674, forse un venerdì; il divin Cuore si manifestò su un trono di fiamme, più raggiante del sole e trasparente come cristallo, circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce, perché dal primo istante che era stato formato, era già pieno d’ogni amarezza. Sempre nel 1674 le apparve la terza visione, anche questa volta un venerdì dopo la festa del Corpus Domini; Gesù si presentò alla santa tutto sfolgorante di gloria, con le sue cinque piaghe, brillanti come soli e da quella sacra umanità uscivano fiamme da ogni parte, ma soprattutto dal suo mirabile petto che rassomigliava ad una fornace e essendosi aperto, ella scoprì l’amabile e amante Cuore, la vera sorgente di quelle fiamme. Poi Gesù lamentando l’ingratitudine degli uomini e la noncuranza rispetto ai suoi sforzi per far loro del bene, le chiese di supplire a questo. Gesù la sollecitò a fare la Comunione al primo venerdì di ogni mese e di prosternarsi con la faccia a terra dalle undici a mezzanotte, nella notte tra il giovedì e il venerdì. Vennero così indicate le due principali devozioni, la Comunione al primo venerdì di ogni mese e l’ora santa di adorazione. La quarta rivelazione più meravigliosa e decisiva, ebbe luogo il 16 giugno 1675 durante l’ottava del Corpus Domini. Nostro Signore le disse che si sentiva ferito dalle irriverenze dei fedeli e dai sacrilegi degli empi, aggiungendo: “Ciò che mi è ancor più sensibile è che sono i cuori a me consacrati che fanno questo”. Gesù chiese ancora che il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, fosse dedicato a una festa particolare per onorare il suo Cuore e con Comunioni per riparare alle offese da lui ricevute.

 

Atto di riparazione al Sacro Cuore, composto da Pio XI

Gesù dolcissimo,
il cui immenso amore per gli uomini
viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio,
di trascuratezza, di disprezzo,
ecco che noi,
prostrati innanzi a te,
intendiamo riparare
con particolari attestazioni di onore
una così indegna freddezza
e le ingiurie con le quali da ogni parte
viene ferito dagli uomini
l’amantissimo tuo Cuore

Memori però che noi pure
altre volte ci macchiammo di tanta indegnità,
e provandone vivissimo dolore,
imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia,

pronti a riparare con volontaria espiazione,
non solo i peccati commessi da noi,

ma anche quelli di coloro che,
errando lontano dalla via della salute,
ricusano di seguire te come pastore e guida,
ostinandosi nella loro infedeltà,
o calpestando le promesse del battesimo,
hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge

E mentre intendiamo espiare
tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti,
ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento,
le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti,
la profanazione dei giorni festivi,
le ingiurie esecrande scagliate contro te e i tuoi santi,
gli insulti lanciati contro il tuo Vicario
e l’ordine sacerdotale,
le negligenze e gli orribili sacrilegi onde è profanato
lo stesso sacramento dell’amore divino,
e infine le colpe pubbliche delle nazioni
che osteggiano i diritti
e il magistero della Chiesa da te fondata.

Ed oh potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti!

Intanto come riparazione dell’onore divino conculcato,
noi ti presentiamo, accompagnandola con le espiazioni
della Vergine tua madre, di tutti i santi
e delle anime pie,
quella soddisfazione che tu stesso un giorno
offristi sulla croce al Padre
e che ogni giorno rinnovi sugli altari,
promettendo con tutto il cuore
di voler riparare, per quanto sarà in noi
e con l’aiuto della tua grazia,
i peccati commessi da noi e dagli altri
e l’indifferenza verso sì grande amore
con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica,
specialmente della carità,
e di impedire inoltre con tutte le nostre forze
le ingiurie contro di te,
e di attrarre quanti più potremo alla tua sequela.

Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù,
per l’intercessione della beata Vergine Maria riparatrice,
questo volontario ossequio di riparazione,
e conservaci fedelissimi nella tua obbedienza
e nel tuo servizio fino alla morte
con il gran dono della perseveranza,
mediante il quale possiamo tutti un giorno
pervenire a quella patria,
dove tu col Padre e con lo Spirito Santo
vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

 

 
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Pubblicato da su 15 giugno 2012 in Uncategorized

 

Quando Gesù parlava

Quando Gesù parlava, intorno a Lui si faceva silenzio perché il mondo intero si fermava ad ascoltare.

Semplice e gioiosa era la Sua parola, il suono della Sua voce era come una fonte di acqua fresca in mezzo al deserto.

E in quelle Sue parole udii la voce del mare, e la voce del vento e degli alberi, udii.

Quando le pronunciò, dentro di me la vita parlò alla morte.

Perché io ero morto.

Un uomo che aveva divorziato dalla propria anima, io ero.

Nessun altro uomo non camminò mai come Lui camminava.

Era un alito nato nel mio giardino che soffiava verso l’oriente?

Oppure era una tempesta che avrebbe agitato fin nel loro intimo tutte le cose?

Non lo sapevo, ma in quel giorno il tramonto che era nei Suoi occhi uccise in me il serpente, ed io divenni uomo.

Era come un sorriso di bimbo, e ci amava di un amore nel quale la dolcezza e la tenerezza non conoscevano confini.

Ci ha amati con la follia propria dell’amore, mettendo alla prova il nostro amore fino alla follia.

Egli era una montagna che brucia nella notte, ed un tenue bagliore oltre le colline.

Era un tuono del cielo, e insieme era sussurro nella dolce foschia dello spuntar del giorno.

Ed era una cascata, Egli era, una cascata che si riversa con fragore dalla vetta al piano travolgendo tutto ciò che incontra lungo il Suo cammino.

K. Gibran

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2012 in Uncategorized

 

Nei momenti tristi…

 

DIO ti dice…

Se nessuno ti ama, sarà mia gioia amarti.

Se piangi, desidero consolarti.

Se sei debole, ti darò la mia forza e la mia energia.

Se nessuno ha bisogno di te, io ti cerco.

Se sei inutile, io non posso fare a meno di te.

Se ti senti vuoto, la mia tenerezza ti colmerà.

Se hai paura, ti porto sulle mie braccia.

Se vuoi camminare, verrò con te.

Se mi chiami, vengo sempre.

Se ti perderai, non dormirò finché non ti avrò trovato.

Se sei stanco, sarò il tuo riposo.

Se pecchi, sarò il tuo perdono.

Se mi parli, dammi del tu.

Se mi chiedi, io sono un dono per te.

Se hai bisogno di me, ti dico: sono qui, dentro di te.

Se mi resisti, non voglio farti far nulla per forza.

Se sei nell’oscurità, sono lampada per i tuoi passi.

Se hai fame, sono pane di vita per te.

Se sei infedele, io ti sono fedele.

Se vuoi parlare, io ti ascolto sempre.

Se mi guarderai, vedrai la verità nel tuo cuore.

Se vuoi vedere il mio volto, guarda un fiore, una fonte, un bambino.

Se tutti ti dimenticano, mi commuovo fin nelle viscere ricordandoti.

Se non hai nulla, hai me.

Se sei silenzio, la mia parola abiterà nel tuo cuore.

 
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Pubblicato da su 13 giugno 2012 in Uncategorized

 

Benedirò quei luoghi dove sarà esposta e onorata l’immagine del mio Cuore…

 

 

 

 

 

O Sacro Cuore,

ti prendo per l’unico oggetto del mio amore,

per protettore della mia vita,

come sicurezza della mia salvezza,

rimedio alla mia fragilità e incostanza,

riparatore di tutte le colpe della mia vita

e asilo sicuro nell’ora della mia morte.

Santa Margherita Maria Alacoque

 

 
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Pubblicato da su 11 giugno 2012 in Uncategorized

 

CUORE DOLCISSIMO DI GESU’ ,

Re di bontà e di amore, con piacere, con gratitudine e con piena deliberazione del mio animo, accetto questo soavissimo patto DI AVER TU CURA DI ME ED IO DI TE. Vo­glio che il mio sia tuo; tutto metto nel­le tue mani benefiche:

LA MIA ANIMA , la salvezza eter­na, la libertà, il progresso interiore, le stesse miserie.

IL MIO CORPO , la vita e la salu­te, TUTTO QUEL POCO DI BENE Che io posso e che per me offriranno altri in vita e dopo morte, nel caso che possa servir­ti.

Ti consacro LA MIA FAMIGLIA , i miei beni, i miei affari, le mie occupa­zioni, ecc. ecc. Quantunque io desideri fare in tutto meglio che posso, tutta­via, voglio che Tu sia il Re che dispone, a suo piacere, d’ogni cosa; ed io mi sfor­zerò d’essere sempre d’accordo, anche se mi dovrà costare, con ciò che di­sporrà il tuo Cuore amante, sempre desideroso, in tutto, del mio bene.

Desidero, in cambio, o Cuore ama­bilissimo, che la vita che mi resta non sia vissuta inutilmente. Voglio far qual­che cosa, anzi vorrei far molto, perchè tu possa regnare nel mondo. Voglio con preghiere prolungate o giaculatorie, con le azioni di ogni giorno, con le pene accettate con gioia, con le piccole vit­torie su me stesso ed infine, con la pro­paganda, non restare, se è possibile, un solo momento senza fare qualche cosa per Te.

Fa’ che tutto porti il sigillo del tuo re­gno e della tua gloria fino all’ultimo mio respiro. Fa’ che esso sia il ferma­glio d’oro, l’atto d’amore che chiuda tutta una vita di apostolato fervente. Così sia.

 
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Pubblicato da su 10 giugno 2012 in Uncategorized