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Quando Gesù parlava

14 Giu

Quando Gesù parlava, intorno a Lui si faceva silenzio perché il mondo intero si fermava ad ascoltare.

Semplice e gioiosa era la Sua parola, il suono della Sua voce era come una fonte di acqua fresca in mezzo al deserto.

E in quelle Sue parole udii la voce del mare, e la voce del vento e degli alberi, udii.

Quando le pronunciò, dentro di me la vita parlò alla morte.

Perché io ero morto.

Un uomo che aveva divorziato dalla propria anima, io ero.

Nessun altro uomo non camminò mai come Lui camminava.

Era un alito nato nel mio giardino che soffiava verso l’oriente?

Oppure era una tempesta che avrebbe agitato fin nel loro intimo tutte le cose?

Non lo sapevo, ma in quel giorno il tramonto che era nei Suoi occhi uccise in me il serpente, ed io divenni uomo.

Era come un sorriso di bimbo, e ci amava di un amore nel quale la dolcezza e la tenerezza non conoscevano confini.

Ci ha amati con la follia propria dell’amore, mettendo alla prova il nostro amore fino alla follia.

Egli era una montagna che brucia nella notte, ed un tenue bagliore oltre le colline.

Era un tuono del cielo, e insieme era sussurro nella dolce foschia dello spuntar del giorno.

Ed era una cascata, Egli era, una cascata che si riversa con fragore dalla vetta al piano travolgendo tutto ciò che incontra lungo il Suo cammino.

K. Gibran

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2012 in Uncategorized

 

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