RSS

Archivi giornalieri: 29 aprile 2012

il Buon Pastore…

 

QUALE ALLEGRIA…

Questa settimana Gesù si definisce il Buon Pastore…
E noi quindi saremmo delle pecore?
La pecora non è un animale con l’indole che ammiriamo…
Mica avete mai visto una squadra di calcio che nello stemma porta una pecora?
Tutti leoni, aquile, tori, zebre, cavalli…
Vediamo di capirci qualcosa.
Noi non siamo molto abituati agli esempi che Gesù faceva ai suoi discepoli.
Nei luoghi e nei tempi in cui è vissuto Gesù, le attività di tutti i giorni erano l’agricoltura, la pastorizia, la pesca.
Era naturale che Cristo, per farsi capire dai suoi discepoli, facesse degli esempi relativi a quelle attività.
Dobbiamo quindi, per capire il Vangelo, capire bene la realtà del tempo.
Il pastore,ad esempio, non era armato di fucili o pistole o bombe atomiche…e neppure aveva il telefonino per chiamare aiuto…
Aveva unicamente un bastone che in realtà non gli serviva per difendersi ma per guidare meglio il gregge.
Voi capite allora che se il gregge veniva assalito da lupi o da briganti, il pastore doveva intervenire per difenderlo in prima persona, mettendo a rischio la sua vita.
E’ chiaro che se il pastore non era anche il padrone del gregge, di fronte ad una situazione di pericolo, secondo voi che faceva?
Se la svignava!
Sì, scappava lasciando nel pericolo le pecore.
Se invece il pastore è colui che ama le pecore, che le conosce una per una, che le chiama per nome, pur di difendere il suo gregge offre la sua vita.
Se le cose stanno così dobbiamo dire che c’è poco da sentirsi offesi ad essere pecore.
In realtà, peraltro, una vita da pecore spesso la conduciamo… ma, non è colpa di Dio!
La moda che ci impone di vestire tutti in una stessa maniera, griffati:
o siamo di tendenza o non esistiamo…;
magari dimenticando chi, non su un altro pianeta ma a poche centinaia di metri da noi, non ha un tozzo di pane!
La pubblicità che scandisce i ritmi dei nostri desideri.
Vi faccio un esempio:
qualche anno fa tutti con la play station 1;
dopo un po’ tutti con la play station 2 e poi la 3 e così via fra qualche anno avrete tutti la play station 100.
Il mondo ci prende e ci riduce veramente come un gregge anonimo dove tutti quanti noi siamo chiamati a fare sempre di “sì” con la testa, anche alle cose più stupide o, a volte, anche alle più dannose.
“Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore”.
Ragazzi, ma voi ci avete mai pensato che Cristo ci conosce personalmente?
Lui ci conosce per nome, non siamo un numero anonimo in mezzo ad altri miliardi di altri numeri!
Lui ci vede sempre, in ogni istante, in ogni difficoltà, in ogni peccato.
Lui ci conosce!
Conoscere per Dio significa semplicemente che LUI CI AMA!
Questa è la conoscenza che Dio ha per noi.
Questo Vangelo ci fa intendere che non siamo soli, che nelle difficoltà della vita non siamo abbandonati, che nelle amarezze del quotidiano, Dio è con noi!
Chissà quante volte abbiamo fatto questa esperienza con i nostri amici:
Quando le cose vanno bene, quando sei in gamba, quando hai l’ultima novità di telefonino o l’ultimo gioco o magari quando hai qualche euro di più in tasca, hai tanti amici, tante persone che ti stanno intorno, che non ti lasciano mai solo.
Quando invece hai delle difficoltà, quando non puoi permetterti di avere determinati oggetti, quando sei triste e hai bisogno di sfogarti, di parlare di un tuo problema spesso sperimenti la solitudine, l’abbandono.
Una bella notizia:
Cristo ci è accanto sempre, anche e soprattutto quando veniamo attaccati dai lupi.
Dio è sempre con noi, è Lui l’amico che non ti lascia mai solo.
In ogni situazione di vita, anche la più disperata Gesù ti è accanto e ti tiene per mano.
Il Vangelo oggi ci ammaestra, ci invita a confidare in Cristo.
“Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita…”
E’ Gesù che parla, è Gesù che ci dice che ci offre la Sua vita e che Dio, per questo Suo donarsi, lo ama.
Questo versetto ci fa intendere anche come Dio ci vuole:
Dio ama chi si dona, chi si dona all’amico in difficoltà, chi si dona al fratellino, chi si dona ai genitori, chi si dona a chi non lo merita…
A volte la presenza di Dio la possiamo trovare anche nel nostro prossimo quando ci è accanto in momenti tristi.
A volte anche noi possiamo essere presenza di Gesù stando vicino a quell’amico…,
dai, coraggio, mettici tu il nome!
E che, potevo salutarvi senza il raccontino?
Durante una scalata in montagna, a causa di una improvvisa tempesta, uno scalatore rimane senza nessun appiglio di corda a poche decine di metri dalla cima.
Con tutte le sue forze si mantiene alla roccia e comincia a gridare forte “C’è nessuno lassù in cima? Aiutatemi…..”. Per ore le urla dello sventurato risuonano. All’improvviso, come d’incanto, una corda viene calata e l’uomo quasi incredulo si aggrappa e inizia la risalita. Con il cuore colmo di gratitudine aggrappato alla corda chiede allo sconosciuto soccorritore non ancora visibile: “Ma tu chi sei?”.
Risponde una voce dall’alto “Sono tuo padre, ho sempre vegliato su di te, ti ho seguito anche questa volta e anche in futuro ti aiuterò a seguire la via buona, ti sosterrò nel portare la croce, ti spingerò a rinunciare alle comodità della vita per donarti la vera gioia, con me abbandonerai tutti i tuoi peccati…”.
Lo scalatore all’udire questo programma di vita si ferma nella risalita, lascia la corda, si aggrappa alla montagna e ricomincia a gridare: “C’è qualcun altro lassù? Aiutooooooooooooo”.
E’ un Papà a volte scomodo Dio ma con Lui si arriva direttamente in cima cioè, volevo dire, in Paradiso!

servo inutile
Don Michele Cuttano
http://www.novena.it/narrare_la_fede_ai_figli/2012/290412.htm

PREGHIERA A GESU’ BUON PASTORE

Gesù mio, sono anch’io una Tua pecorella; quante volte ho voluto allontanarmi da Te, ho lasciato i pascoli erbosi, le acque tranquille dove Tu mi conducevi, ho rifiutato di seguirTi, di stare dentro il Tuo gregge; ma ho trovato sassi e spine, acque amare e serpenti velenosi; nella solitudine e nel buio ho belato di paura, ho bramato di vedere il Tuo volto, di sentire la Tua voce… E Tu pure hai provato tanta pena per me, mi hai chiamato e cercato, nei fossi e tra i dirupi, infine mi hai raccolto, tremante, fra le Tue braccia, sul Tuo cuore mi hai fatto riposare, hai fasciato il mio piede sanguinante. Ed ora che ci siamo ritrovati, o mio Signore, voglio restare sempre con Te, vicino a Te, non voglio più separarmi, mai più!  Ti amo, Gesù, mio Buon Pastore, mio Signore e mio Dio; fai che possa restare sempre con Te, sempre con Te, in questo mondo e per tutta l’eternità. Grazie, Signore Gesù, mio Signore e mio Dio, mio tutto, ora e sempre. Amen. 

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 29 aprile 2012 in Uncategorized