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Archivio mensile:gennaio 2010

Quando la pratica della comunione nella mano, che doveva essere per pochi, divenne un abuso…

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Quando la pratica della comunione nella mano, che doveva essere per pochi, divenne un abuso, ci fu un grande numero di fedeli che spinse Papa Paolo VI a prendere l’iniziativa di sondare l’opinione dei Vescovi del mondo su questa questione ed essi votarono unicamente per mantenere la pratica tradizionale di ricevere la Santa Comunione sulla lingua. É anche doveroso notare che, a quell’epoca, l’abuso era limitato a pochi Paesi Europei. Non era ancora iniziato negli Stati Uniti e in America Latina. Papa Paolo VI promulgò allora, il 28 maggio 1969, il documento Memoriale Domini in cui affermava testualmente:
1) I Vescovi del mondo sono unanimemente contrari alla Comunione sulla mano.
2) Deve essere osservato questo modo di distribuire la Comunione, ossia il sacerdote deve porre l’Ostia sulla lingua dei comunicandi.
3) La Comunione sulla lingua non toglie dignità in nessun modo a chi si comunica.
4) Ogni innovazione può portare all’irriverenza ed alla profanazione dell’Eucaristia, così come può intaccare gradualmente la dottrina corretta.
Il documento afferma inoltre: Il Supremo Pontefice giudica che il modo tradizionale ed antico di amministrare la Comunione ai fedeli non deve essere cambiato. La Sede Apostolica invita perciò fortemente i Vescovi, i preti ed il popolo ad osservare con zelo questa legge. Ma poiché questa era l’epoca del compromesso ed il documento contiene il germe della sua stessa distruzione poiché l’Istruzione continuò dicendo che, dove l’abuso si era già fortemente consolidato, poteva essere legalizzato con la maggioranza dei due terzi in un ballottaggio segreto della Conferenza Episcopale Nazionale. Ciò finì a vantaggio dei sostenitori della Comunione nella mano.
La propaganda, negli anni ’70, fu usata per proporre la Comunione sulla mano ad un popolo ingenuo , con una campagna di mezze verità che:
1) Davano ai cattolici la falsa impressione che il Vaticano II avesse fornito una disposizione per l’abuso, quando, di fatto, non vi è accenno in nessuno dei documenti del… Concilio.
2) Non dicono al lettore che la pratica fu avviata da un clero di mentalità filoprotestante e filomassone, in spregio alla Legge liturgica stabilita, ma la fanno suonare come una richiesta da parte del laicato.
3) Non chiariscono al lettore che i Vescovi del mondo, quando fu sondata la loro opinione, votarono unanimemente contro la Comunione nella mano.
4) Non fanno riferimento al fatto che il permesso doveva essere solo una tolleranza dell’abuso.
In un certo modo nel prendere la Comunione nella mano, il Santissimo e trattato come un oggetto…. sacro, pero un oggetto; come una cosa…. un po’ speciale, ma sempre una cosa. E’ difficile capire, in questo gesto volgare, l’unione della nostra anima con Dio Altissimo. Quanta audacia nelle nostre mani peccatrici! Senza essere state scelte, consacrate… Madre Teresa di Calcutta disse che il peggior mal nel Mondo e il rito della Comunione nella mano. A detto: si tratta di un rito fuori luogo, causa di profanazione e desacralizzazione. Così si perde la Grazia Divina. “Se la Grazia del Signore vale più della vita” e l’Eucaristia è “la Vita del mondo” questo rito e un male di prima grandezza. Non c’e da stupirsi che dopo aver maneggiato il Santissimo, il comunicante non senta più l’obbligo di adorarlo in ginocchio, la necessita di sentirsi nulla davanti al Creatore…. che e incapace di riconoscere il Mistero della Croce attualizzato nel Sacramento, e che non senta la chiamata ad una rinuncia assoluta, di fronte all’Amore infinito di Dio che si e umiliato per noi nel Sacramento per la nostra Salvezza.
Questo abuso illegittimo si è così ben radicato come una tradizione locale, che anche papa Giovanni Paolo II non ebbe successo, nonostante un suo tentativo per frenare l’abuso. Il Papa Giovanni Paolo II non era un sostenitore della Comunione nella mano. Nella Carta “Domenicae Cenae” il Papa riaffermò gli insegnamenti della Chiesa si diceva infatti: “I1 toccare la Sacra Specie, la sua distribuzione con le proprie mani, e un privilegio dei Consacrati”. Ma, per un qualsivoglia motivo, questo documento del 1980 non conteneva nessuna minaccia di sanzioni contro laici, sacerdoti o vescovi che avessero ignorato la difesa dell’uso della comunione sulla lingua come voleva il Papa. Una legge senza una pena non è una legge, ma bensì un suggerimento. Il documento di Giovanni Paolo II fu accolto da diversi membri del clero dei paesi dell’occidente, come un suggerimento non apprezzato e purtroppo trascurato… Il Papa, inoltre perché nessuno potesse interpretare queste parole in maniera diversa, tre mesi più tardi, davanti le telecamere della televisione francese, negava la Comunione nella mano alla sposa del Primo MJNISTRO, Giscard D’Estaing. Lo stesso anno, dichiaro a Fulda (Germanía) che non era d’accordo con l’autorizzazione concessa della comunione data nelle mani. Perché dopo di questa data si e visto, dare la Comunione nella mano? Perché e stato messo sotto pressione, facendogli credere che, secondo loro, proibire adesso quello che in modo fraudolento era stato autorizzato, o mostrarsi contrario a quello che approvarono alcune Conferenze Episcopali, sarebbe stato scandaloso. Lo stesso Mose permise il divorzio “per la durezza del Cuore degli ebrei”. (Mt. 19, 8). Dobbiamo pregare affinché il maggior numero di preti abbia il coraggio di salvaguardare la riverenza dovuta a questo Sacramento e non venga intrappolato in una falsa ubbidienza che fa sì che essi collaborino alla perdita di sacralità di Cristo nell’Eucaristia. I preti devono trovare il coraggio di combattere questa nuova pratica che fa parte dell’occulta strategia di protestantizzazione del Cattolicesimo, ricordando che Papa Paolo VI, giustamente, predisse che, la Comunione sulla mano, avrebbe portato all’irriverenza e alla profanazione dell’Eucarestia e ad una graduale erosione della dottrina ortodossa.
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Pubblicato da su 11 gennaio 2010 in Uncategorized

 

il paradiso non può attendere! Note da un viaggio alla ricerca della gioia…

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Da 27 anni, “Our Lady”, la Madonna, appare ogni giorno a Medjugorie, un villaggio di campagna nella Bosnia Erzegovina. Era il 24.06.1981, verso le ore 18,00 quando la Madonna, per la prima volta appariva agli 8 bambini veggenti di Medjugorie. Oggi, solo Viska ha apparizioni quotidiane. Il 25 di ogni mese la Madonna dà a Viska un messaggio per tutti noi. Messaggio del 25 ottobre 2008
“Cari figli, vi invito tutti in modo speciale a pregare per le mie intenzioni affinché attraverso le vostre preghiere si fermi il piano di Satana su questa terra, che é ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che é bello e buono nell’anima di ognuno di voi. Per questo, figlioli, armatevi con la preghiera e il digiuno affinché siate consapevoli di quanto Dio vi ama e fate la volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” I messaggi e la storia di Medjugorie sono ampiamente documentate anche sul web. L’esperienza che le persone fanno a Medjugorie, è spirituale, nuova ed ancestrale allo stesso tempo. Riporta all’essenziale. A Medjugorie l’aspirazione alla pace interiore torna alla ribalta, si sente vibrare la forza del divino che è nell’origine dell’uomo. Si assorbe il mood della sapienza. Medjugorie genera emozioni calde come la gioia che appartiene ai bambini. Chi và a Medjugorie ritrova quella gioia, pare che lì sia di casa! Tante grazie si possono ricevere, come quella del saper perdonare: basta chiederle! Al ritorno, alcuni giorni servono per riprendersi dallo shock che deriva dal aver assunto gli stupefacenti spirituali che Medjugorie omaggia a tutti: pace del cuore, l’effetto estatico della preghiera e adorazione, gioia, il saper perdonare, tonicità e fortezza d’animo. Ricalarsi nella quotidianità non è così semplice. Nel post Medjugorie, chi non vuole perdere ciò che ha ricevuto, affronta un lavoro di analisi, integrazione, posizionamento strategico ed applicazione del così tanto ricevuto, con il vivere quotidiano, fatto di regole ancora basate sulla logica del business, del time management e quant’altro. Effettivamente un duro lavoro è passare da bruco a farfalla ( la faralla però poi ha le ali! ). Ogni persona che ha la fortuna di prendersi del tempo per Medjugorie, porta a casa qualcosa di mistico e spirituale che dà pace ed illumina anche le sfere più tortuose del nostro “io” e i pensieri più neri. A volte si risolvono situazioni stagnanti con incredibile, improvvisa e spiazzante lucidità. Medjugorie, a differenza di altri luoghi di culto e di apparizioni, è ancora povera, immersa nella campagna che si percorre a piedi su sentieri di terra rossa, delimitati da filari d’uva e piante di melograno, per arrivare alla chiesa. La parrocchia ha saputo tenere lontano il business da questo luogo sacro. Se il contest è perlopiù campagnolo, l’atmosfera è ultraterrena, un esempio: il cielo di Medjugorie. Quasi sfiora la testa, soprattutto quando è coloratissimo di tramonto, non c’è altro posto al mondo dove si possa ammirare un cielo così basso: a Medjugorie la linea di confine tra terra e cielo non esiste, la sensazione di essere in cielo la provano tutti i pellegrini che portano a casa un personale episodio di origine non proprio terrena. Perché la Madonna ha scelto Medjugorie per le apparizione più continue di tutta la storia? Questa terra è stata provata da guerre e persecuzioni, bagnata dal sangue dei martiri francescani uccisi per ordine del regime comunista. A Medjugorie da sempre c’è grande fede. La Regina della Pace, attraverso le apparizioni, ci fà sapere che esiste ancora una speranza per questo mondo malato. A fronte, cinque sono le richieste: preghiera quotidiana in particolare il S. Rosario; la meditazione di un passo del Vangelo e delle Bibbia ogni giorno; l’ eucarestia; la confessione almeno una volta al mese; il digiuno solo pane e acqua il mercoledì ed il venerdì. Sensazioni polisensoriali di altissimo e sacro spessore invadono il pellegrino che perlopiù è alloggiato nelle case dei fratelli dei veggenti, secondo quel principio di ospitalità che il vangelo insegna ( ospitare, dare alloggio ai pellegrini ). La settimana a cavallo tra luglio ed agosto, la Madonna chiama i giovani da tutto il mondo, al Festival dei Giovani. Sono giorni di gioia, preghiera, celebrazioni eucaristiche, adorazione e testimonianze di persone convertite ( gente semplice ma anche manager, attori, ex rock stars, ect. ), esibizioni di cantanti del calibro di Andrea Bocelli, testimonianze da parte dei ragazzi ospiti nelle comunità di recupero sorte a Medjugorie, guariti dalle dipendenze e dagli idoli, grazie alla gioia che regala la fede, la preghiera e la vicinanza di Maria. Hanno trovato la luce! Queste le parole di Sergio di Novara, ospite della comunità Il Cenacolo di suor Elvira: “ le ferite che mi trascinavo dall’infanzia, mi hanno portato alla tossicodipendenza, avevo solo eroina e musica cattiva in camera, arrivo qui e trovo un angelo custode che mi aiuta in tutto anche ad amare! Sono guarito grazie alla preghiera. Qui siamo di tante nazioni, croati, bosniaci, serbi, sino a qualche anno fa ci sparavamo, ora grazie alla preghiera siamo insieme.” Tra le motivazioni che spingono le persone ad andare a Medjugorie, una è assistere ai discorsi di padre Jozo, il frate parroco di Medjugorie al tempo delle prime apparizioni. Duro è stato per Lui il percorso da quando ha capito che i ragazzi veggenti non mentivano e che Maria realmente scendeva ogni giorno in terra per parlarci e, prendendoci per mano come fà una vera mamma, insegnarci a crescere nella luce. Padre Jozo subirà persecuzioni dal parte del regime comunista, carcerazione e lavori forzati nonché tortura. Il calvario in terra di padre Jozo, pare non essere terminato… Padre Jozo è convinto che la Chiesa deve essere riparata ( aggiustata ) e rinnovata. Aggiunge: “ La Madonna, attraverso le apparizioni, chiede il nostro aiuto per questo, come Gesù lo chiese a San Francesco.” Sentire parlare padre Jozo è una grande esperienza curativa anche delle ferite più profonde che l’uomo per sua natura facilmente attira. Quando Lui impone le mani facendo scendere lo Spirito Santo sulle persone, può capitare che improvvisamente queste caschino a terra, si tratta del “ riposo dello spirito “. Quando le ferite di un individuo sono così profonde, lo Spirito Santo lo addormenta letteralmente, come sotto anestesia per operare, donandogli al risveglio la guarigione spirituale e la pace interiore che cercava. Perché prendersi una settimana di tempo per Medjugorie? La risposta è nelle parole di Mons. Segalini, ospite al 19° festival dei giovani (Medjugorie 31/07 – 07/08 2008 )
“ Questo mondo crede di stare meglio senza Dio e Maria…. Abbiamo calcolato tutto ma poi una sorpresa ci ha ribaltato le cose! Un giorno è scoppiato l’amore! Lo spirito di Dio è il segreto del tutto. Quel Gesù vicino che consola, artista che ci modella e tiene pulita l’immagine di Dio in noi. Lo Spirito Santo è fuoco che brucia: portiamogli le nostre ferite da cauterizzare, per non stare tutta la vita a leccarcele. A Medjugorie si sente la presenza di Maria e lo Spirito brucia e guarisce le ferite con forza. La gente sente i muscoli rattrappiti ogni giorno e fà le cose senza slancio, lo Spirito dà forza che fa scattare l’energia. Lo Spirito Santo è amore che genera. Ci dà il perché di ogni sete e passione. Se manca l’amore, tutto è senza senso… è illusione. Lo spirito Santo è sapienza che illumina. Il problema è che non abbiamo saggezza! Conosciamo tutto però siamo una lavagna dove chiunque arrivi, ci può scrivere sopra qualcosa. Si esce da Medjugorie con la gioia di conoscere il senso delle cose. Lo Spirito Santo è luce che orienta. Le altre luci “della ribalta” abbagliano, percui non vediamo! Lo Spirito Santo illumina, non acceca e inganna! E’ discernimento che dà sicurezza. Il nostro “io” si inorgoglisce sempre di più, allora siamo sempre alla ricerca di maggior benessere, così costruiamo confini, sbarramenti per difendere il nostro avere, anziché ponti e strade che uniscono! Lo SS ci aiuta a fare chiarezza e a scegliere, toglie la confusione con dolcezza che rasserena. Siamo amati. Ci stiamo abituando troppo alla routine dei nostri giorni e alla grinta abbiamo sostituito la smorfia! Ci lasciamo andare perché non abbiamo più speranza. Lo SS è rispetto che definisce. E’ pietà che solleva. Facciamo fatica ad accettarci per quel che siamo e facciamo fatica a guardare gli altri con sguardo di accoglienza. Lo SS è Spirito di pietà, ci accoglie come siamo senza che noi lo sappiamo! “

(Alpes dic 2008)Di Annarita Acquistapace

 
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Pubblicato da su 10 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Il sorriso di Dio

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Guarigione a Medjugorje

 

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Messaggio del 2 Gennaio 2010 ( Mirjana )

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Cari figli, oggi vi invito a venire con me con totale fiducia, perché io desidero farvi conoscere mio Figlio. Non abbiate paura, figli miei. Io sono con voi, sono accanto a voi. Vi mostro la strada come perdonare voi stessi, perdonare gli altri e, con pentimento sincero nel cuore, inginocchiarvi davanti al Padre. Fate sì che muoia in voi tutto ciò che vi impedisce di amare e salvare, di essere con Lui e in Lui. Decidetevi per un nuovo inizio, l’inizio dell’amore sincero di Dio stesso. Vi ringrazio.

 

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2010 in Uncategorized

 

1 gennaio 2010 giornata mondiale per la pace nel mondo..

PREGHIERA PER LA PACE del Santo Padre Giovanni Paolo II

 

Dio dei nostri Padri,

grande e misericordioso,

Signore della pace e della vita,

Padre di tutti.

Tu hai progetti di pace e non di afflizione,

condanni le guerre

e abbatti l’ orgoglio dei violenti.

Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù

ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani,

a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe

in una sola famiglia.

Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,

supplica accorata di tutta l’umanità:

mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza;

minaccia per le tue creature

in cielo, in terra e in mare.

In comunione con Maria, la Madre di Gesù,

ancora ti supplichiamo:

parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli,

ferma la logica della ritorsione e della vendetta,

suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove,

gesti generosi ed onorevoli,

spazi di dialogo e di paziente attesa

più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.

Concedi al nostro tempo giorni di pace.

Mai più la guerra.

 

 
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Pubblicato da su 1 gennaio 2010 in Uncategorized