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Archivio mensile:gennaio 2010

ANTONIO SOCCI: L'INFERNO DI HAITI E IL PARADISO

 

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Basta un piccolo starnuto del pianeta, in un minuscolo francobollo di terra come Haiti, e sono spazzati via migliaia di esseri umani. Anche un microscopico virus è in grado di uccidere milioni di persone. Sono tutte manifestazioni di una stessa fragilità, di uno stesso destino. Tutti documenti della nostra misera condizione mortale. C’è una sola “malattia”, trasmessa per via sessuale, che porta inevitabilmente alla morte l’umanità intera e non ha cure possibili. Non è l’Aids. Ne siamo affetti tutti, ad Haiti come qui. Si chiama: vita.
E’ una “malattia” anche stupenda (per questo la scrivo fra virgolette), è una “malattia” che amiamo, a cui stiamo attaccati con le unghie e con i denti. Ma solitamente non riflettiamo sulla sua natura effimera e quindi l’amiamo in modo sbagliato, dimenticando che dobbiamo scendere alla stazione e siamo destinati a un’altra dimora. Quando arrivano grandi tragedie, personali o collettive, apriamo gli occhi sull’estrema fragilità della nostra esistenza e – svegliandoci – ci sentiamo quasi ingannati. Come se non sapessimo che siamo di passaggio. Sì, siamo tutti malati terminali. Ma noi dimentichiamo di essere sulla soglia della morte dal primo istante di vita. Lo rimuoviamo. Anzi, quasi tutto quello che facciamo ogni giorno ha questa segreta ragione: farci dimenticare il nostro destino, esorcizzare la morte, preannunciata dalla decadenza fisica, dalle malattie, dalla sofferenza, dal dolore altrui. Distrarci, come diceva Pascal: il “divertissement”. Ormai la nostra mente è organizzata come un vero e proprio palinsesto televisivo: c’è la mezz’ora dedicata alla tragedia di Haiti dove magari si chiama a parlarne non i missionari, non organizzazioni come l’Avsi che da anni lavorano in quelle povere terre, ma Alba Parietti e Cristiano Malgioglio. Poi, subito dopo, il telecomando passa ai quiz, alle ballerine sgallettanti, alle chiacchiere (politica o sport) eccetera. Tutti modi – si dice – “per ingannare il tempo”. In realtà per ingannare noi stessi, per dimenticare il destino . Perché il nostro insopprimibile desiderio è di vivere sempre, è di essere felici, e ci è insopportabile l’idea della morte e dell’infelicità. Così, anche quando parliamo seriamente di tragedie come quelle di Haiti, con la faccia compunta, tocchiamo tutti i tasti fuorché quello. Parliamo dell’emergenza (e va bene), degli aiuti da mandare (e va benissimo), della miseria di quei luoghi (verissima), poi varie storie e considerazioni, finché uno guarda l’orologio perché deve andare al tennis, un altro sbircia il telefonino e un altro ancora sussurra al vicino “ma quand’è che se magna?”. Ricomincia il tran tran. E gli affanni. E l’ebbrezza di essere padroni della nostra vita. E le illusioni. Eppure il più grande “filosofo” di tutti i tempi chiamò “stolto” colui che riempiva il suo granaio illudendosi di poterne godere all’infinito: “stanotte stessa ti sarà chiesta la tua anima…”. Perché un giorno tutti dovremo rispondere dei nostri atti e di come abbiamo speso il nostro tempo. In quanto la vita è un compito. Anche se ormai gli stessi preti parlano raramente dell’Inferno e del Paradiso a cui siamo destinati. Pensiamo che inferno e paradiso siano da fuggire o cercare qui sulla terra. “Haiti, migliaia in fuga dall’inferno”, titolava ieri la prima pagina della “Stampa”. Altri giornali raccontavano i “paradisi tropicali” dei turisti a pochi passi dall’orrore haitiano. Solo la Chiesa ci dice che c’è un Inferno ben peggiore di Haiti (ed eterno) da cui fuggire. E un Paradiso da raggiungere, di inimmaginabile bellezza e gioia, in cui tutte le lacrime saranno asciugate. Il solo conforto oggi di fronte all’enormità del dolore di tutta quella povera gente e di fronte a tanti morti, è proprio questo: sperarli (e pregare per questo) fra le braccia del Padre, finalmente nella felicità certa, per sempre. Ma noi, davanti alla nostra stessa morte (che è certa, inevitabile), che speranza abbiamo? Proviamo a rifletterci. Per me la sola speranza autentica è in Colui che ha avuto pietà della sorte umana, Colui che ha il potere vero e che ripagherà ogni sofferenza con un felicità senza fine e senza limiti. Per questo la Chiesa c’è sempre, dentro ogni prova dell’umanità, dentro ogni “inferno” terreno com’è Haiti (provate a leggere le testimonianze accorate da là dei missionari). C’è per portare agli uomini la compassione di Dio, la sua carezza, il suo aiuto e soprattutto per aprire le porte del suo Regno. “Ti sei chinato sulle nostre ferite e ci hai guarito” dice un prefazio della liturgia ambrosiana “donandoci una medicina più forte delle nostre piaghe, una misericordia più grande della nostra colpa. Così anche il peccato, in virtù del Tuo invincibile amore, è servito a elevarci alla vita divina”. E la cosa grande che ci porta Gesù, il Salvatore degli uomini, non è solo questa, ma la resurrezione, la vittoria sulla morte, cosicché nulla di ciò che abbiamo amato andrà perduto. Diceva don Giussani: “Cristo risorto è la vittoria di Dio sul mondo. La sua risurrezione dalla morte è il grido che Egli vuole far risentire nell’animo di ognuno di noi: la positività dell’essere delle cose, quella ragionevolezza ultima per cui ciò che nasce non nasce per essere distrutto. ‘Tutto questo è assicurato, te lo assicuro, Io sono risorto per renderti sicuro che tutto quello che è in te, e con te è nato, non perirà’ ”. Come si fa allora a non gioire, anche nelle lacrime? Come si fa a non affidarsi – anche nella tragedia – all’unico che salva?
Voglio dirlo con le parole di san Gregorio Nazianzeno: “Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei una creatura finita. Sono nato e mi sento dissolvere. Mangio, dormo, riposo e cammino, mi ammalo e guarisco, mi assalgono senza numero brame e tormenti, godo del sole e di quanto la terra fruttifica. Poi io muoio e la carne diventa polvere come quella degli animali che non hanno peccati. Ma io cosa ho più di loro? Nulla, se non Dio. Se non fossi tuo, Cristo mio, mi sentirei creatura finita”. 
– Antonio Socci – Libero –
16 Gennaio 2010

 

 
 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Ciascuno di noi riceve quello che hà già dato?

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Un bicchiere di latte.

 

Un giorno, un ragazzo in difficolta’ economiche che vendeva prodotti
porta a porta per pagarsi gli studi all’universita’, si trovo’ in tasca
soltanto una moneta da 10 cents, e una gran fame.
Decise che avrebbe chiesto qualcosa da mangiare nella prossima casa. Ma i
suoi nervi lo tradirono quando gli apri’ la porta una donna stupenda. Al
posto di qualcosa da mangiare chiese soltanto un bicchiere d’acqua.
Lei penso’ che il giovane gli sembrava piu’ affamato che assetato, e
dunque gli porto’ un bel bicchiere di latte.
Lui lo bevve piano, e allora chiese:
– Quanto le devo?-
– Non mi devi niente   rispose lei – Mia madre ci ha insegnato che
dobbiamo essere sempre caritatevoli con coloro che hanno bisogno di noi..
E lui rispose…   Allora, la ringrazio di cuore…!-
Quando Howard Kelly ando’ via da quella casa, non soltano si senti’ piu’
sollevato, ma anche la sua fede in Dio e negli uomini era diventata piu’
forte. Era stato sul punto di arrendersi e di lasciare gli studi a causa
della sua difficolta’ economica.
Qualche anno dopo la donna si ammalo’ gravemente di cuore.
I medici del paese erano preoccupati. Alla fine, la inviarono presso un
centro della vicina citta’. Chiamarono il Dott. Howard Kelly per un
consulto. Quando lui senti’ il nome del paese da dove proveniva la
paziente, senti’ negli occhi una luce particolare e provo’ una gradevole
sensazione.
Immediatamente il Dott. Kelly sali’ dalla hall dell’ospedale fino alla
stanza di lei, e vestito con il suo grembiule da dottore, entro’ a
visitarla. Capricci della vita, era proprio lei, la riconobbe subito.
Ritorno’ nel suo studio medico determinato a fare tutto il possibile per
salvarle la vita. Da quel giorno segui’ quel caso con attenzione molto
particolare. Lei subi’ un’operazione a cuore aperto, che riusci’
perfettamente e lentamente comincio’ il periodo del recupero

Dopo una lunga lotta, lei vinse la battaglia..!  Era finalmente guarita..!
Giacche’ la paziente era fuori pericolo, il Dott. Kelly chiese
all’ufficio amministrativo dell’ospedale che gl’inviassero la fattura con
il totale delle spese, per apporre la sua approvazione. La controllo’ e la
firmo’.  Inoltre scrisse qualcosa sui margini della fattura e la invio’
alla stanza della paziente.
La fattura arrivo’ alla stanza della paziente, ma lei aveva paura di
aprirla, perche’ sapeva che avrebbedovuto lavorare per il resto della sua
vita per pagare il conto di un intervento cosi’ complicato
Quando la apri’, qualcosa attiro’ la sua attenzione; Sui margini della
fattura, lesse queste parole…
Pagata completamente molti anni fa, con un bicchiere di latte
(Firmato) Dott. Howard Kelly
I suoi occhi si riempirono di lacrime di gioia, e il suo cuore fu
felice, e benedisse il dottore per averle ridato la vita.

Non dubitare mai, perche’ raccoglierai sempre quello che di buono semini.

 

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Una volta avevo un gran desiderio di accostarmi alla S. Comunione, ma avevo un certo dubbio e non mi accostai. Per questo motivo soffrii tremendamente. Mi sembrava che il cuore mi si spezzasse dal dolore. Quando mi dedicai ai miei impegni col cuore pieno d'amarezza, Gesù apparve improvvisamente accanto a me e mi disse: «Figlia Mia, non tralasciare la S. Comunione, se non quando sei ben consapevole di essere caduta gravemente. All'infuori di ciò non ti trattenga alcun dubbio dall'unirti a Me nel Mio mistero d'amore. I tuoi piccoli difetti spariranno nel Mio amore, come una pagliuzza gettata in un grande incendio. Sappi questo, che Mi rattristi molto quando ometti di riceverMi nella S. Comunione».Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –70-

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Sembra assurdo che i media di tutto il mondo abbiano snobbato un evento così eclatante ..

L’apparizione della Vergine Maria è durata per ben tre ore ed è stata filmata e fotografata dai presenti in festa.

Sembra assurdo che i media di tutto il mondo abbiano snobbato un evento così eclatante da coinvolgere migliaia di persone per ben tre ore, tanto da poter essere stato filmato e fotografato. Eppure, a parte qualche sporadico articoletto, in occidente della cosa non si è parlato affatto.
A togliere ogni dubbio sulla possibilità che si sia trattato di una festa organizzata (con relativi giochi di luce), nella Chiesa copta ortodossa dedicata alla Vergine Maria e a San Michele Arcangelo nel quartiere povero di Al Warraq al Cairo, un comunicato ufficiale del Vescovo di Giza, Anba Theodosius, che afferma:

La Diocesi di Giza rende noto che la Vergine Maria è apparsa in trasfigurazione presso la Chiesa a lei dedicata in Warraq al-Hadar, Giza, nelle prime ore di venerdì 11 dicembre 2009 alle 1.00 del mattino.
La Santa Vergine è apparsa a figura intera con vesti luminose, sopra alla cupola centrale della chiesa, con un vestito bianchissimo e una cintura regale blu. Aveva una corona sulla testa al di sopra della quale appariva la croce posta sulla cupola centrale. Anche le croci sulle cupole della chiesa e della torre si sono illuminate di luce.
La Santa Vergine si è mossa tra le cupole e sul cancello della chiesa tra le due torri gemelle. I residenti locali l’hanno vista. L’apparizione è durata dalle 1.00 di mattina fino alle 4.00 di mattina di venerdì ed è stata ripresa da macchine fotografiche e cellulari. Circa 3.000 persone del quartiere e delle aree circostanti e visitatori si sono affollati nella strada davanti alla chiesa per vedere l’apparizione.

Da venerdì, la grande folla che si raduna nei pressi della chiesa ha potuto osservare colombe luminose sorvolare la chiesa a varie ore della notte e stelle apparire dal nulla nel cielo, viaggiare 200 metri e poi sparire. La grande folla radunata intorno alla chiesa non smette di cantare lodi e invocazioni alla Santa Vergine.

Questa è una grande benedizione per la Chiesa e per tutti gli abitanti dell’Egitto.
Possa la sua benedizione e intercessione far del bene a tutti noi.

Firmato
Anba Theodosius
Bishop-General of Giza
http://www.wataninet.com/ArticleDetails.aspx?A=25232

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E’ da escludere categoricamente quindi, come si sarebbe potuto pensare osservando i video così eclatanti e l’aria di festa, che si sia trattato di un evento organizzato dalla diocesi locale.
D’altra parte la zona non è nuova a manifestazioni divine di questa portata. Basti pensare che il 2 aprile 1968 a Zeitun un altro quartiere del Cairo, un’ora e mezza dopo il tramonto la Madonna è apparsa vestita di bianco a figura intera sulle cupole della Chiesa del quartiere. I primi a vederla sono stati dei meccanici musulmani e dei passanti che al momento pensarono che quella ragazza volesse gettarsi dai tetti della chiesa e gli urlarono di fare attenzione e di aspettare.

Dato che si trattava di cupole, per un essere umano non sarebbe stato facile se non addirittura impossibile camminare in quella posizione ed è così che alcuni tra i più arguti hanno realizzato che non si trattava di una suicida e hanno cominciato ad urlare "la Vergine Maria, la Vergine Maria". L’apparizione si è quindi spostata rimanendo sempre sulla cupola e si è inchinata e poi inginocchiata davanti alla croce. Il traffico nel quartiere è collassato immediatamente e una grande folla si è radunata davanti alla chiesa. Lei ha benedetto la folla. Le apparizioni a Zeitun, così come i miracoli ad esse collegati, si sono susseguite fino al 28 maggio del 1972 e sono state testimoniate da milioni di persone, riuscendo a radunare in una singola notte fino a 250.000 tra Cristiani, Ebrei, Musulmani e non credenti.

Tra agosto e novembre del 1982 la Vergine è apparsa sulla chiesa a lei dedicata nella città di Edfu.
E’ stata poi la volta di Shentena Al-Hagar tra l’agosto e il settembre 1997 dove l’apparizione della Madonna è stata preceduta dall’avvistamento di luci rosse e di oggetti bianco-argento che sorvolavano il tetto della chiesa locale.
E ancora tra agosto 2000 e gennaio 2001 ad Assiut, nell’alto Egitto sempre con le stesse modalità.
Il 12 luglio del 2002 sempre nella diocesi di Giza a Omrania Gharbia sono stati testimoniati fenomeni di figure luminose e colombe di luce, intorno alla Chiesa ortodossa dedicata alla Vergine.

Quanto accaduto venerdì 11 dicembre nel quartiere di Al Warraq, affonda quindi radici ben più lontane nel tempo. Apparizioni non a singoli veggenti, ma a folle intere, spesso protrattesi per mesi o anni e quasi sempre documentate anche da materiale fotografico.

L’apparizione di Al Warraq ha coinciso con l’inizio del mese Copto di Kiahk, meglio conosciuto come “il mese di Maria”, le cui celebrazioni termineranno il 7 gennaio 2010.

Il primo ad accorgersi dell’apparizione è stato un musulmano, Hassan, che era seduto nel suo bar quando intorno alle 20.30 ha visto una forte luce venire dalla chiesa. Anche altre persone dalla strada hanno notato la luce e hanno visto una colomba volare in cerchio sopra alla chiesa. Poi alle 1.00 di notte l’apparizione si è manifestata a figura intera spostandosi in vari punti dei tetti della chiesa. Non sono mancate le guarigioni miracolose (ndr. anche se forse la cosa ancora più miracolosa è stata vedere riunite in festa, animate dalla speranza, persone di differenti religioni) tra cui quella di una donna rimasta cieca ad un occhio per una retinopatia avanzata dovuta al diabete.

Anche in questo caso, durante la notte o nei giorni immediatamente successivi, come affermato in parte anche nel comunicato ufficiale della diocesi di Giza, si sono manifestati tutta una serie di eventi associati anche alle precedenti apparizioni, alcuni dei quali spesso assimilati alla casistica ufologica con cui il fenomeno ha molti punti in comune:

1. Le "colombe": a differenza delle normali colombe queste sono in grado di volare di notte, hanno forme diverse, spesso luminose, sono più grandi e volano senza battere le ali
2. Le stelle: sono più grandi delle normali stelle. Spesso hanno forma sferica e discendono sulla chiesa designata per l’apparizione per poi sparire.
3. Luci di vari colori, dall’arancione al celeste che circondano la chiesa come una specie di aura spirituale.
4. Le croci montate sulle chiese iniziano a brillare di una luce fosforescente oppure una croce bianchissima appare sul capo della Madonna.
5. L’incenso: si diffonde con un piacevole odore come un fumo bianco.
6. Nubi, anche luminose, che appaiono nei luoghi dell’apparizione e poi si trasformano nella Vergine Maria.
7. I miracoli di guarigione.

In allegato alcuni video dell’evento ripresi con i telefoni cellulari e foto di alcune delle apparizioni degli anni passati che abbiamo menzionato.

Altre informazioni su questo evento su:
http://www.zeitun-eg.org/warraq.htm

E per le apparizioni passate su:
http://www.zeitun-eg.org

 
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Pubblicato da su 13 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Quando la pratica della comunione nella mano, che doveva essere per pochi, divenne un abuso…

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Quando la pratica della comunione nella mano, che doveva essere per pochi, divenne un abuso, ci fu un grande numero di fedeli che spinse Papa Paolo VI a prendere l’iniziativa di sondare l’opinione dei Vescovi del mondo su questa questione ed essi votarono unicamente per mantenere la pratica tradizionale di ricevere la Santa Comunione sulla lingua. É anche doveroso notare che, a quell’epoca, l’abuso era limitato a pochi Paesi Europei. Non era ancora iniziato negli Stati Uniti e in America Latina. Papa Paolo VI promulgò allora, il 28 maggio 1969, il documento Memoriale Domini in cui affermava testualmente:
1) I Vescovi del mondo sono unanimemente contrari alla Comunione sulla mano.
2) Deve essere osservato questo modo di distribuire la Comunione, ossia il sacerdote deve porre l’Ostia sulla lingua dei comunicandi.
3) La Comunione sulla lingua non toglie dignità in nessun modo a chi si comunica.
4) Ogni innovazione può portare all’irriverenza ed alla profanazione dell’Eucaristia, così come può intaccare gradualmente la dottrina corretta.
Il documento afferma inoltre: Il Supremo Pontefice giudica che il modo tradizionale ed antico di amministrare la Comunione ai fedeli non deve essere cambiato. La Sede Apostolica invita perciò fortemente i Vescovi, i preti ed il popolo ad osservare con zelo questa legge. Ma poiché questa era l’epoca del compromesso ed il documento contiene il germe della sua stessa distruzione poiché l’Istruzione continuò dicendo che, dove l’abuso si era già fortemente consolidato, poteva essere legalizzato con la maggioranza dei due terzi in un ballottaggio segreto della Conferenza Episcopale Nazionale. Ciò finì a vantaggio dei sostenitori della Comunione nella mano.
La propaganda, negli anni ’70, fu usata per proporre la Comunione sulla mano ad un popolo ingenuo , con una campagna di mezze verità che:
1) Davano ai cattolici la falsa impressione che il Vaticano II avesse fornito una disposizione per l’abuso, quando, di fatto, non vi è accenno in nessuno dei documenti del… Concilio.
2) Non dicono al lettore che la pratica fu avviata da un clero di mentalità filoprotestante e filomassone, in spregio alla Legge liturgica stabilita, ma la fanno suonare come una richiesta da parte del laicato.
3) Non chiariscono al lettore che i Vescovi del mondo, quando fu sondata la loro opinione, votarono unanimemente contro la Comunione nella mano.
4) Non fanno riferimento al fatto che il permesso doveva essere solo una tolleranza dell’abuso.
In un certo modo nel prendere la Comunione nella mano, il Santissimo e trattato come un oggetto…. sacro, pero un oggetto; come una cosa…. un po’ speciale, ma sempre una cosa. E’ difficile capire, in questo gesto volgare, l’unione della nostra anima con Dio Altissimo. Quanta audacia nelle nostre mani peccatrici! Senza essere state scelte, consacrate… Madre Teresa di Calcutta disse che il peggior mal nel Mondo e il rito della Comunione nella mano. A detto: si tratta di un rito fuori luogo, causa di profanazione e desacralizzazione. Così si perde la Grazia Divina. “Se la Grazia del Signore vale più della vita” e l’Eucaristia è “la Vita del mondo” questo rito e un male di prima grandezza. Non c’e da stupirsi che dopo aver maneggiato il Santissimo, il comunicante non senta più l’obbligo di adorarlo in ginocchio, la necessita di sentirsi nulla davanti al Creatore…. che e incapace di riconoscere il Mistero della Croce attualizzato nel Sacramento, e che non senta la chiamata ad una rinuncia assoluta, di fronte all’Amore infinito di Dio che si e umiliato per noi nel Sacramento per la nostra Salvezza.
Questo abuso illegittimo si è così ben radicato come una tradizione locale, che anche papa Giovanni Paolo II non ebbe successo, nonostante un suo tentativo per frenare l’abuso. Il Papa Giovanni Paolo II non era un sostenitore della Comunione nella mano. Nella Carta “Domenicae Cenae” il Papa riaffermò gli insegnamenti della Chiesa si diceva infatti: “I1 toccare la Sacra Specie, la sua distribuzione con le proprie mani, e un privilegio dei Consacrati”. Ma, per un qualsivoglia motivo, questo documento del 1980 non conteneva nessuna minaccia di sanzioni contro laici, sacerdoti o vescovi che avessero ignorato la difesa dell’uso della comunione sulla lingua come voleva il Papa. Una legge senza una pena non è una legge, ma bensì un suggerimento. Il documento di Giovanni Paolo II fu accolto da diversi membri del clero dei paesi dell’occidente, come un suggerimento non apprezzato e purtroppo trascurato… Il Papa, inoltre perché nessuno potesse interpretare queste parole in maniera diversa, tre mesi più tardi, davanti le telecamere della televisione francese, negava la Comunione nella mano alla sposa del Primo MJNISTRO, Giscard D’Estaing. Lo stesso anno, dichiaro a Fulda (Germanía) che non era d’accordo con l’autorizzazione concessa della comunione data nelle mani. Perché dopo di questa data si e visto, dare la Comunione nella mano? Perché e stato messo sotto pressione, facendogli credere che, secondo loro, proibire adesso quello che in modo fraudolento era stato autorizzato, o mostrarsi contrario a quello che approvarono alcune Conferenze Episcopali, sarebbe stato scandaloso. Lo stesso Mose permise il divorzio “per la durezza del Cuore degli ebrei”. (Mt. 19, 8). Dobbiamo pregare affinché il maggior numero di preti abbia il coraggio di salvaguardare la riverenza dovuta a questo Sacramento e non venga intrappolato in una falsa ubbidienza che fa sì che essi collaborino alla perdita di sacralità di Cristo nell’Eucaristia. I preti devono trovare il coraggio di combattere questa nuova pratica che fa parte dell’occulta strategia di protestantizzazione del Cattolicesimo, ricordando che Papa Paolo VI, giustamente, predisse che, la Comunione sulla mano, avrebbe portato all’irriverenza e alla profanazione dell’Eucarestia e ad una graduale erosione della dottrina ortodossa.
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Pubblicato da su 11 gennaio 2010 in Uncategorized

 

il paradiso non può attendere! Note da un viaggio alla ricerca della gioia…

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Da 27 anni, “Our Lady”, la Madonna, appare ogni giorno a Medjugorie, un villaggio di campagna nella Bosnia Erzegovina. Era il 24.06.1981, verso le ore 18,00 quando la Madonna, per la prima volta appariva agli 8 bambini veggenti di Medjugorie. Oggi, solo Viska ha apparizioni quotidiane. Il 25 di ogni mese la Madonna dà a Viska un messaggio per tutti noi. Messaggio del 25 ottobre 2008
“Cari figli, vi invito tutti in modo speciale a pregare per le mie intenzioni affinché attraverso le vostre preghiere si fermi il piano di Satana su questa terra, che é ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che é bello e buono nell’anima di ognuno di voi. Per questo, figlioli, armatevi con la preghiera e il digiuno affinché siate consapevoli di quanto Dio vi ama e fate la volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” I messaggi e la storia di Medjugorie sono ampiamente documentate anche sul web. L’esperienza che le persone fanno a Medjugorie, è spirituale, nuova ed ancestrale allo stesso tempo. Riporta all’essenziale. A Medjugorie l’aspirazione alla pace interiore torna alla ribalta, si sente vibrare la forza del divino che è nell’origine dell’uomo. Si assorbe il mood della sapienza. Medjugorie genera emozioni calde come la gioia che appartiene ai bambini. Chi và a Medjugorie ritrova quella gioia, pare che lì sia di casa! Tante grazie si possono ricevere, come quella del saper perdonare: basta chiederle! Al ritorno, alcuni giorni servono per riprendersi dallo shock che deriva dal aver assunto gli stupefacenti spirituali che Medjugorie omaggia a tutti: pace del cuore, l’effetto estatico della preghiera e adorazione, gioia, il saper perdonare, tonicità e fortezza d’animo. Ricalarsi nella quotidianità non è così semplice. Nel post Medjugorie, chi non vuole perdere ciò che ha ricevuto, affronta un lavoro di analisi, integrazione, posizionamento strategico ed applicazione del così tanto ricevuto, con il vivere quotidiano, fatto di regole ancora basate sulla logica del business, del time management e quant’altro. Effettivamente un duro lavoro è passare da bruco a farfalla ( la faralla però poi ha le ali! ). Ogni persona che ha la fortuna di prendersi del tempo per Medjugorie, porta a casa qualcosa di mistico e spirituale che dà pace ed illumina anche le sfere più tortuose del nostro “io” e i pensieri più neri. A volte si risolvono situazioni stagnanti con incredibile, improvvisa e spiazzante lucidità. Medjugorie, a differenza di altri luoghi di culto e di apparizioni, è ancora povera, immersa nella campagna che si percorre a piedi su sentieri di terra rossa, delimitati da filari d’uva e piante di melograno, per arrivare alla chiesa. La parrocchia ha saputo tenere lontano il business da questo luogo sacro. Se il contest è perlopiù campagnolo, l’atmosfera è ultraterrena, un esempio: il cielo di Medjugorie. Quasi sfiora la testa, soprattutto quando è coloratissimo di tramonto, non c’è altro posto al mondo dove si possa ammirare un cielo così basso: a Medjugorie la linea di confine tra terra e cielo non esiste, la sensazione di essere in cielo la provano tutti i pellegrini che portano a casa un personale episodio di origine non proprio terrena. Perché la Madonna ha scelto Medjugorie per le apparizione più continue di tutta la storia? Questa terra è stata provata da guerre e persecuzioni, bagnata dal sangue dei martiri francescani uccisi per ordine del regime comunista. A Medjugorie da sempre c’è grande fede. La Regina della Pace, attraverso le apparizioni, ci fà sapere che esiste ancora una speranza per questo mondo malato. A fronte, cinque sono le richieste: preghiera quotidiana in particolare il S. Rosario; la meditazione di un passo del Vangelo e delle Bibbia ogni giorno; l’ eucarestia; la confessione almeno una volta al mese; il digiuno solo pane e acqua il mercoledì ed il venerdì. Sensazioni polisensoriali di altissimo e sacro spessore invadono il pellegrino che perlopiù è alloggiato nelle case dei fratelli dei veggenti, secondo quel principio di ospitalità che il vangelo insegna ( ospitare, dare alloggio ai pellegrini ). La settimana a cavallo tra luglio ed agosto, la Madonna chiama i giovani da tutto il mondo, al Festival dei Giovani. Sono giorni di gioia, preghiera, celebrazioni eucaristiche, adorazione e testimonianze di persone convertite ( gente semplice ma anche manager, attori, ex rock stars, ect. ), esibizioni di cantanti del calibro di Andrea Bocelli, testimonianze da parte dei ragazzi ospiti nelle comunità di recupero sorte a Medjugorie, guariti dalle dipendenze e dagli idoli, grazie alla gioia che regala la fede, la preghiera e la vicinanza di Maria. Hanno trovato la luce! Queste le parole di Sergio di Novara, ospite della comunità Il Cenacolo di suor Elvira: “ le ferite che mi trascinavo dall’infanzia, mi hanno portato alla tossicodipendenza, avevo solo eroina e musica cattiva in camera, arrivo qui e trovo un angelo custode che mi aiuta in tutto anche ad amare! Sono guarito grazie alla preghiera. Qui siamo di tante nazioni, croati, bosniaci, serbi, sino a qualche anno fa ci sparavamo, ora grazie alla preghiera siamo insieme.” Tra le motivazioni che spingono le persone ad andare a Medjugorie, una è assistere ai discorsi di padre Jozo, il frate parroco di Medjugorie al tempo delle prime apparizioni. Duro è stato per Lui il percorso da quando ha capito che i ragazzi veggenti non mentivano e che Maria realmente scendeva ogni giorno in terra per parlarci e, prendendoci per mano come fà una vera mamma, insegnarci a crescere nella luce. Padre Jozo subirà persecuzioni dal parte del regime comunista, carcerazione e lavori forzati nonché tortura. Il calvario in terra di padre Jozo, pare non essere terminato… Padre Jozo è convinto che la Chiesa deve essere riparata ( aggiustata ) e rinnovata. Aggiunge: “ La Madonna, attraverso le apparizioni, chiede il nostro aiuto per questo, come Gesù lo chiese a San Francesco.” Sentire parlare padre Jozo è una grande esperienza curativa anche delle ferite più profonde che l’uomo per sua natura facilmente attira. Quando Lui impone le mani facendo scendere lo Spirito Santo sulle persone, può capitare che improvvisamente queste caschino a terra, si tratta del “ riposo dello spirito “. Quando le ferite di un individuo sono così profonde, lo Spirito Santo lo addormenta letteralmente, come sotto anestesia per operare, donandogli al risveglio la guarigione spirituale e la pace interiore che cercava. Perché prendersi una settimana di tempo per Medjugorie? La risposta è nelle parole di Mons. Segalini, ospite al 19° festival dei giovani (Medjugorie 31/07 – 07/08 2008 )
“ Questo mondo crede di stare meglio senza Dio e Maria…. Abbiamo calcolato tutto ma poi una sorpresa ci ha ribaltato le cose! Un giorno è scoppiato l’amore! Lo spirito di Dio è il segreto del tutto. Quel Gesù vicino che consola, artista che ci modella e tiene pulita l’immagine di Dio in noi. Lo Spirito Santo è fuoco che brucia: portiamogli le nostre ferite da cauterizzare, per non stare tutta la vita a leccarcele. A Medjugorie si sente la presenza di Maria e lo Spirito brucia e guarisce le ferite con forza. La gente sente i muscoli rattrappiti ogni giorno e fà le cose senza slancio, lo Spirito dà forza che fa scattare l’energia. Lo Spirito Santo è amore che genera. Ci dà il perché di ogni sete e passione. Se manca l’amore, tutto è senza senso… è illusione. Lo spirito Santo è sapienza che illumina. Il problema è che non abbiamo saggezza! Conosciamo tutto però siamo una lavagna dove chiunque arrivi, ci può scrivere sopra qualcosa. Si esce da Medjugorie con la gioia di conoscere il senso delle cose. Lo Spirito Santo è luce che orienta. Le altre luci “della ribalta” abbagliano, percui non vediamo! Lo Spirito Santo illumina, non acceca e inganna! E’ discernimento che dà sicurezza. Il nostro “io” si inorgoglisce sempre di più, allora siamo sempre alla ricerca di maggior benessere, così costruiamo confini, sbarramenti per difendere il nostro avere, anziché ponti e strade che uniscono! Lo SS ci aiuta a fare chiarezza e a scegliere, toglie la confusione con dolcezza che rasserena. Siamo amati. Ci stiamo abituando troppo alla routine dei nostri giorni e alla grinta abbiamo sostituito la smorfia! Ci lasciamo andare perché non abbiamo più speranza. Lo SS è rispetto che definisce. E’ pietà che solleva. Facciamo fatica ad accettarci per quel che siamo e facciamo fatica a guardare gli altri con sguardo di accoglienza. Lo SS è Spirito di pietà, ci accoglie come siamo senza che noi lo sappiamo! “

(Alpes dic 2008)Di Annarita Acquistapace

 
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Pubblicato da su 10 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Il sorriso di Dio

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Guarigione a Medjugorje

 

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Messaggio del 2 Gennaio 2010 ( Mirjana )

cielo_Maria

Cari figli, oggi vi invito a venire con me con totale fiducia, perché io desidero farvi conoscere mio Figlio. Non abbiate paura, figli miei. Io sono con voi, sono accanto a voi. Vi mostro la strada come perdonare voi stessi, perdonare gli altri e, con pentimento sincero nel cuore, inginocchiarvi davanti al Padre. Fate sì che muoia in voi tutto ciò che vi impedisce di amare e salvare, di essere con Lui e in Lui. Decidetevi per un nuovo inizio, l’inizio dell’amore sincero di Dio stesso. Vi ringrazio.

 

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2010 in Uncategorized

 

1 gennaio 2010 giornata mondiale per la pace nel mondo..

PREGHIERA PER LA PACE del Santo Padre Giovanni Paolo II

 

Dio dei nostri Padri,

grande e misericordioso,

Signore della pace e della vita,

Padre di tutti.

Tu hai progetti di pace e non di afflizione,

condanni le guerre

e abbatti l’ orgoglio dei violenti.

Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù

ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani,

a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe

in una sola famiglia.

Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,

supplica accorata di tutta l’umanità:

mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza;

minaccia per le tue creature

in cielo, in terra e in mare.

In comunione con Maria, la Madre di Gesù,

ancora ti supplichiamo:

parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli,

ferma la logica della ritorsione e della vendetta,

suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove,

gesti generosi ed onorevoli,

spazi di dialogo e di paziente attesa

più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.

Concedi al nostro tempo giorni di pace.

Mai più la guerra.

 

 
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Pubblicato da su 1 gennaio 2010 in Uncategorized