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Archivio mensile:gennaio 2010

Un Grazie che non merito!!! mad
 
È da tempo che non passo da queste parti….cioè, per essere più precisi è da tempo che non ho nulla da dire in pubblico, quando questo pubblico è formato da persone che nemmeno conosci.
Si…è vero il nostro tempo porta sicuramente a comunicare in modo diverso ma sempre meno a conoscerci, sempre meno a parlare con gli occhi.
Esistono i blog …. Esistono i social network …. Esiste facebook di cui penso la stragrande maggioranza di voi conosce se non altro per la sua inutilità sociale. Non ho mai capito infatti cosa cè di sociale o cosa ci sia di costruttivo in un mondo dove tutti si permettono di dire tutto sapendo dell’impunita garantita.
Ci si offende ci si insulta si minaccia il politico di turno……tutto regolare insomma…peccato che se venisse fatto veramente in pubblico (cioè guardandoci negli occhi scatterebbero come minimo fior di denunce ….. )
Ma non è questo che voglio dirvi….. è una faccenda personalissima che mi fa pensare da un po di tempo che qualcosa sta avvenendo anche in un ladro come me.
Insomma arrivo al dunque.
Una persona a me cara mi spedisce l’invito di segnalare o di tentare di chiudere uno anzi due siti blasfemi…. Insulti di ogni tipo alla figura della Madonna che è meglio non dire qui!!!.
Va beh…..penso rapidamente….. io che sono sempre ai margini di questo mondo…. Cosa poso fare dove non arrivano le istituzioni ….. va beh…..una delle solite inutilità di facebook..dove quello che conta è il numero che compone il branco e non il contenuto.
Inutile rivolgersi con maniere cordiali ai creatori del link…poverini…si sentirebbero offesi di quella loro mancata libertà di espressione. Gente che non sa nemmeno cosa vuole dire la parola libertà…. Ma lasciamo perdere questo argomento.
Ho controllato meglio i sostenitori del gruppo…..insomma chi fa numero….e ho identificato almeno due personaggi anomali.
E ho scritto a loro prima chiedendo quella specie di amicizia di facebook e poi in un misto di inglese e gentilezza facendo notare la situazione.
Bene…..ringraziandomi si sono levati dal gruppo!!!….un “GRAZIE” a me!!!! Ma di che cosa ???.. io che ho dovuto anche imbrogliare l’identità per arrivare a questo….. insomma una bugia per ottenere un risultato non è un modo elegante per presentarsi.
Ho capito che un ladro come me…..un granellino ha spostato un pensiero….. lo ha fatto silenziosamente mentre il mondo continuava a girare e nessuno se né accorto….. nemmeno i creatori dei link.
È forse una delle poche volte che guardandomi allo specchio mi sono detto …..uei!!!.. complimentoni!!!
E stamattina andando in paese……passando davanti alla chiesetta….la Madonna…. sembrava sorridemi ….. le ho fatto l’occhiolino e mi sono allontanato non prima di avere portato a Lei i “grazie” ricevuti dalle due persone che non conosco nemmeno…. Penso che vadano a Lei e a una persona speciale che silenziosamente ha mosso il modo di vedere le cose.
 
Giuro con la mano sul cuore che quello che ho scritto è vero come è vero che il mio nome è “ladro di pensieri”  (L.d.P.)
 
 
 
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Pubblicato da su 24 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Beati i piedi…

Beati i piedi che al sorgere del sole si affrettano a recarsi al lavoro, ansiosi di procurare il pane quotidiano per sé e per la famiglia.
Beati i piedi di colui che, in mezzo alla lotta per la vita, sa trovare il tempo per andare lungo le strade, entrare nelle case, farsi prossimo di tutti con un annuncio di speranza: "Cristo è il vivente!".


Beati i piedi che rispondono ed acconsentono al grido di Gesù: "Andate e predicate il Vangelo ad ogni creatura!".
Beati i piedi che vincono le distanze per ritrovare assieme ai fratelli il senso della festa, per celebrare con essi il Dio dell’Esodo, il Dio di Gesù Cristo.
Beati i piedi che si uniscono attorno all’altare per trarre dall’essere Chiesa la forza di ripartire.
Beati i piedi di colui che esce da se stesso e si dimentica, per confortare chi è ammalato e solo, chi è nel dolore ed è stato visitato dalla morte.
Beati i piedi di colui che condivide il proprio pane con l’affamato; piedi di chi si fa solidale con il povero, piedi di chi testimonia la giustizia e la misericordia.
Beati i piedi che non si stancano mai di donare e di suscitare il bene, di promuovere la verità e la pace, di cercare Dio.
Beati i piedi che non misurano e non calcolano; piedi che tracciano un solco profondo di gratuità.
Beati i piedi costruttori di fraternità e di amicizia, in un mondo di pregiudizi, esclusioni, odio.
Beati i piedi che accettano di perdersi nel dono, che non si rassegnano, non si fermano dinanzi alla fatica della strada, alla delusione, al fallimento.
Beati i piedi consacrati di tanti giovani Missionari del Vangelo; piedi di chi esprime la novità del Regno; piedi di chi si fa accoglienza trasparente di valori.
Beati i piedi messaggeri della profezia dell’Amore, che danno direzione ed unità ai frammenti dispersi dell’esistenza.
Beati i piedi che non abbandonano mai il cammino della Speranza, perché questo è il sentiero di Dio.

 
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Pubblicato da su 23 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Chi non ha pensato alla pocalisse di Giovanni in questi giorni?

Apocalisse 1

Capitolo 1
Argomento del libro.
Pag. 1763 Apocalisse di S. Giovanni 1
1 – Rivelazione di Gesù Cristo, la quale Dio gli diede per indicare ai suoi servi le cose che debbono accadere tra breve, e ch’egli fece conoscere con l’invio del suo angelo al suo servo Giovanni,
2 il quale ha attestato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, [narrando] quanto vide.
3 Beato chi legge e chi ascolta le parole di questa profezia e osserva ciò ch’è scritto in essa. Il tempo infatti è vicino.
Indirizzo e saluti.
4 Giovanni alle sette chiese che sono nell’Asia: grazia a voi e pace da Colui che è e che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono,
5 e da Gesù Cristo, il testimonio fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A Colui che ci ha amato e ci lavò da’ nostri peccati nel suo sangue,
6 e ci ha fatto un popolo regale e sacerdoti del suo Dio e padre, a lui la gloria e la potenza per i secoli de’ secoli. Amen.
7 Ecco ch’egli viene con le nuvole, e lo vedrà ogni occhio e coloro [altresì] che lo trafissero, e faran cordoglio per lui tutte le tribù della terra. Sì, amen!
8 Io son l’alfa e l’omega, il principio e la fine, dice il Signore Iddio, colui che è e che era e che viene, l’Onnipotente.

Visione del Cristo risorto e incarico a Giovanni di scrivere.
9 Io Giovanni, vostro fratello, compartecipe nella tribolazione e nel regno e nell’aspettazione in Gesù, mi trovai nell’isola chiamata Patmos a motivo della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.
S. Giovanni a Patmos
10 Fui [rapito] in spirito nel giorno del Signore; e udii dietro a me una gran voce come di tromba,
11 che diceva: «Ciò che tu vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese, che sono in Asia, ad Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea».
12 E mi voltai per veder la voce che parlava con me, e voltatomi vidi sette candelabri d’oro,
13 e in mezzo ai candelabri [qualcuno] simile a un figliuolo d’uomo, vestito di tunica talare e cinto presso alle mammelle d’una fascia d’oro.
14 La sua testa e i capelli eran bianchi come la candida lana, come la neve; e i suoi occhi come fiamma di fuoco;
15 e i suoi piedi simili a oricalco, arroventato in fornace; e la sua voce come lo strepito di molte acque;
16 e aveva nella mano destra sette stelle, e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli; e la sua faccia come il sole [allorchè] splende nella sua potenza.
17 E quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto; ed egli pose su me la sua destra, dicendo: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo,
18 e il Vivente: e fui morto, ed ecco son vivo per i secoli de’ secoli, e ho le chiavi della morte e degli Inferi.
19 Scrivi dunque le cose che hai veduto, e quelle che son [già] e quelle che son per accadere in appresso.
20 Il mistero delle sette stelle, che hai viste nella mia destra, e [de] i sette candelabri d’oro, [eccolo]: le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri son le sette chiese.


Apocalisse 5

Capitolo 5
Il libro dai sette sigilli.
Pag. 1767 Apocalisse di S. Giovanni 5
1 – E vidi nella destra di colui che sedeva sul trono un libro scritto di dentro e di fuori, sigillato con sette sigilli.
2 E vidi un angelo potente, che bandiva a gran voce: «Chi è degno d’aprire il libro e sciogliere i suoi sigilli?».
3 E nessuno nel cielo nè sulla terra nè sotto la terra poteva aprire il libro nè guardarlo.
4 E io piangevo molto, che nessuno s’era trovato degno di aprire il libro nè di guardarlo.
5 E uno de’ vecchi mi disse: «Non piangere! Ecco, ha vinto il leone della tribù di Giuda, il rampollo di David, sì da aprire il libro e sciogliere i suoi sette sigilli».
6 E in mezzo al trono dei quattro animali e in mezzo ai vecchi, ecco, io vidi un agnello in piedi, come sgozzato, il quale aveva sette corna e sette occhi, che sono i sette spiriti di Dio mandati per tutta la terra.
7 E venne e prese il libro dalla destra di colui che sedeva sul trono.
8 E quando ebbe preso il libro, i quattro animali e i ventiquattro vecchi si prostrarono al cospetto dell’agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi.
9 E cantavano un inno nuovo, dicendo: «Degno tu sei, o Signore, di prendere il libro e di aprire i suoi sigilli, perchè sei stato sgozzato e col tuo sangue hai comprato a Dio [uomini] da ogni tribù e lingua e popolo e nazione,
10 e li hai fatti per il nostro Dio popolo regale e sacerdote, e regneranno sulla terra».
11 E vidi e udii una voce di molti angeli intorno al trono e agli animali, e ai vecchi ed era il loro numero miriadi di miriadi, migliaia di migliaia,
12 che dicevano a gran voce: «Degno l’agnello, che è stato sgozzato, di ricever la potenza e la ricchezza e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione».
13 E ogni creatura ch’è nel cielo e sulla terra e sotto la terra e sul mare, e tutte le cose in essi contenute, udii che dicevano: «A colui che siede sul trono e all’agnello, la benedizione e l’onore e la gloria e il potere per i secoli de’ secoli!».
14 E i quattro animali dicevano: «Amen!». E i ventiquattro vecchi caddero bocconi e adorarono il Vivente per i secoli de’ secoli.

Primo sigillo :       Cavallo Bianco Apocalisse 6:2

Secondo sigillo :  Cavallo Rosso, portatore di guerra Apocalisse 6:3

Terzo sigillo :       Cavallo Nero, portatore di un disatro economico Apocalisse 6:5

Quarto sigillo :     Cavallo Giallastro, portatore di morte Apocalisse 6:8

Quinto sigillo :     Grido delle anime dei martiri, ad essi viene data una veste bianca, e devono aspettare ancora che i tempi si compiano Apocalisse 6:9 e seguenti

Sesto sigillo :       Terremoto, il sole diventa nero (eclissi) , la luna rossa come sangue, le stelle cascano, il cielo si ritira, i monti e le isole vengono smosse.  Apocallisse 6:12 e seguenti

Settimo sigillo :  Dio dà agli angeli le sette trombe Apocalisse 7:3

Nessuno può aprire i sigilli meno che L’Agnello Apocalisse 5,2

Il numero sette compare più volte nei capitoli 5 e 8 dell’Apocalisse : 7 sigilli, 7
 

 

 
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Pubblicato da su 20 gennaio 2010 in Uncategorized

 

ANTONIO SOCCI: L'INFERNO DI HAITI E IL PARADISO

 

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Basta un piccolo starnuto del pianeta, in un minuscolo francobollo di terra come Haiti, e sono spazzati via migliaia di esseri umani. Anche un microscopico virus è in grado di uccidere milioni di persone. Sono tutte manifestazioni di una stessa fragilità, di uno stesso destino. Tutti documenti della nostra misera condizione mortale. C’è una sola “malattia”, trasmessa per via sessuale, che porta inevitabilmente alla morte l’umanità intera e non ha cure possibili. Non è l’Aids. Ne siamo affetti tutti, ad Haiti come qui. Si chiama: vita.
E’ una “malattia” anche stupenda (per questo la scrivo fra virgolette), è una “malattia” che amiamo, a cui stiamo attaccati con le unghie e con i denti. Ma solitamente non riflettiamo sulla sua natura effimera e quindi l’amiamo in modo sbagliato, dimenticando che dobbiamo scendere alla stazione e siamo destinati a un’altra dimora. Quando arrivano grandi tragedie, personali o collettive, apriamo gli occhi sull’estrema fragilità della nostra esistenza e – svegliandoci – ci sentiamo quasi ingannati. Come se non sapessimo che siamo di passaggio. Sì, siamo tutti malati terminali. Ma noi dimentichiamo di essere sulla soglia della morte dal primo istante di vita. Lo rimuoviamo. Anzi, quasi tutto quello che facciamo ogni giorno ha questa segreta ragione: farci dimenticare il nostro destino, esorcizzare la morte, preannunciata dalla decadenza fisica, dalle malattie, dalla sofferenza, dal dolore altrui. Distrarci, come diceva Pascal: il “divertissement”. Ormai la nostra mente è organizzata come un vero e proprio palinsesto televisivo: c’è la mezz’ora dedicata alla tragedia di Haiti dove magari si chiama a parlarne non i missionari, non organizzazioni come l’Avsi che da anni lavorano in quelle povere terre, ma Alba Parietti e Cristiano Malgioglio. Poi, subito dopo, il telecomando passa ai quiz, alle ballerine sgallettanti, alle chiacchiere (politica o sport) eccetera. Tutti modi – si dice – “per ingannare il tempo”. In realtà per ingannare noi stessi, per dimenticare il destino . Perché il nostro insopprimibile desiderio è di vivere sempre, è di essere felici, e ci è insopportabile l’idea della morte e dell’infelicità. Così, anche quando parliamo seriamente di tragedie come quelle di Haiti, con la faccia compunta, tocchiamo tutti i tasti fuorché quello. Parliamo dell’emergenza (e va bene), degli aiuti da mandare (e va benissimo), della miseria di quei luoghi (verissima), poi varie storie e considerazioni, finché uno guarda l’orologio perché deve andare al tennis, un altro sbircia il telefonino e un altro ancora sussurra al vicino “ma quand’è che se magna?”. Ricomincia il tran tran. E gli affanni. E l’ebbrezza di essere padroni della nostra vita. E le illusioni. Eppure il più grande “filosofo” di tutti i tempi chiamò “stolto” colui che riempiva il suo granaio illudendosi di poterne godere all’infinito: “stanotte stessa ti sarà chiesta la tua anima…”. Perché un giorno tutti dovremo rispondere dei nostri atti e di come abbiamo speso il nostro tempo. In quanto la vita è un compito. Anche se ormai gli stessi preti parlano raramente dell’Inferno e del Paradiso a cui siamo destinati. Pensiamo che inferno e paradiso siano da fuggire o cercare qui sulla terra. “Haiti, migliaia in fuga dall’inferno”, titolava ieri la prima pagina della “Stampa”. Altri giornali raccontavano i “paradisi tropicali” dei turisti a pochi passi dall’orrore haitiano. Solo la Chiesa ci dice che c’è un Inferno ben peggiore di Haiti (ed eterno) da cui fuggire. E un Paradiso da raggiungere, di inimmaginabile bellezza e gioia, in cui tutte le lacrime saranno asciugate. Il solo conforto oggi di fronte all’enormità del dolore di tutta quella povera gente e di fronte a tanti morti, è proprio questo: sperarli (e pregare per questo) fra le braccia del Padre, finalmente nella felicità certa, per sempre. Ma noi, davanti alla nostra stessa morte (che è certa, inevitabile), che speranza abbiamo? Proviamo a rifletterci. Per me la sola speranza autentica è in Colui che ha avuto pietà della sorte umana, Colui che ha il potere vero e che ripagherà ogni sofferenza con un felicità senza fine e senza limiti. Per questo la Chiesa c’è sempre, dentro ogni prova dell’umanità, dentro ogni “inferno” terreno com’è Haiti (provate a leggere le testimonianze accorate da là dei missionari). C’è per portare agli uomini la compassione di Dio, la sua carezza, il suo aiuto e soprattutto per aprire le porte del suo Regno. “Ti sei chinato sulle nostre ferite e ci hai guarito” dice un prefazio della liturgia ambrosiana “donandoci una medicina più forte delle nostre piaghe, una misericordia più grande della nostra colpa. Così anche il peccato, in virtù del Tuo invincibile amore, è servito a elevarci alla vita divina”. E la cosa grande che ci porta Gesù, il Salvatore degli uomini, non è solo questa, ma la resurrezione, la vittoria sulla morte, cosicché nulla di ciò che abbiamo amato andrà perduto. Diceva don Giussani: “Cristo risorto è la vittoria di Dio sul mondo. La sua risurrezione dalla morte è il grido che Egli vuole far risentire nell’animo di ognuno di noi: la positività dell’essere delle cose, quella ragionevolezza ultima per cui ciò che nasce non nasce per essere distrutto. ‘Tutto questo è assicurato, te lo assicuro, Io sono risorto per renderti sicuro che tutto quello che è in te, e con te è nato, non perirà’ ”. Come si fa allora a non gioire, anche nelle lacrime? Come si fa a non affidarsi – anche nella tragedia – all’unico che salva?
Voglio dirlo con le parole di san Gregorio Nazianzeno: “Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei una creatura finita. Sono nato e mi sento dissolvere. Mangio, dormo, riposo e cammino, mi ammalo e guarisco, mi assalgono senza numero brame e tormenti, godo del sole e di quanto la terra fruttifica. Poi io muoio e la carne diventa polvere come quella degli animali che non hanno peccati. Ma io cosa ho più di loro? Nulla, se non Dio. Se non fossi tuo, Cristo mio, mi sentirei creatura finita”. 
– Antonio Socci – Libero –
16 Gennaio 2010

 

 
 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Ciascuno di noi riceve quello che hà già dato?

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Un bicchiere di latte.

 

Un giorno, un ragazzo in difficolta’ economiche che vendeva prodotti
porta a porta per pagarsi gli studi all’universita’, si trovo’ in tasca
soltanto una moneta da 10 cents, e una gran fame.
Decise che avrebbe chiesto qualcosa da mangiare nella prossima casa. Ma i
suoi nervi lo tradirono quando gli apri’ la porta una donna stupenda. Al
posto di qualcosa da mangiare chiese soltanto un bicchiere d’acqua.
Lei penso’ che il giovane gli sembrava piu’ affamato che assetato, e
dunque gli porto’ un bel bicchiere di latte.
Lui lo bevve piano, e allora chiese:
– Quanto le devo?-
– Non mi devi niente   rispose lei – Mia madre ci ha insegnato che
dobbiamo essere sempre caritatevoli con coloro che hanno bisogno di noi..
E lui rispose…   Allora, la ringrazio di cuore…!-
Quando Howard Kelly ando’ via da quella casa, non soltano si senti’ piu’
sollevato, ma anche la sua fede in Dio e negli uomini era diventata piu’
forte. Era stato sul punto di arrendersi e di lasciare gli studi a causa
della sua difficolta’ economica.
Qualche anno dopo la donna si ammalo’ gravemente di cuore.
I medici del paese erano preoccupati. Alla fine, la inviarono presso un
centro della vicina citta’. Chiamarono il Dott. Howard Kelly per un
consulto. Quando lui senti’ il nome del paese da dove proveniva la
paziente, senti’ negli occhi una luce particolare e provo’ una gradevole
sensazione.
Immediatamente il Dott. Kelly sali’ dalla hall dell’ospedale fino alla
stanza di lei, e vestito con il suo grembiule da dottore, entro’ a
visitarla. Capricci della vita, era proprio lei, la riconobbe subito.
Ritorno’ nel suo studio medico determinato a fare tutto il possibile per
salvarle la vita. Da quel giorno segui’ quel caso con attenzione molto
particolare. Lei subi’ un’operazione a cuore aperto, che riusci’
perfettamente e lentamente comincio’ il periodo del recupero

Dopo una lunga lotta, lei vinse la battaglia..!  Era finalmente guarita..!
Giacche’ la paziente era fuori pericolo, il Dott. Kelly chiese
all’ufficio amministrativo dell’ospedale che gl’inviassero la fattura con
il totale delle spese, per apporre la sua approvazione. La controllo’ e la
firmo’.  Inoltre scrisse qualcosa sui margini della fattura e la invio’
alla stanza della paziente.
La fattura arrivo’ alla stanza della paziente, ma lei aveva paura di
aprirla, perche’ sapeva che avrebbedovuto lavorare per il resto della sua
vita per pagare il conto di un intervento cosi’ complicato
Quando la apri’, qualcosa attiro’ la sua attenzione; Sui margini della
fattura, lesse queste parole…
Pagata completamente molti anni fa, con un bicchiere di latte
(Firmato) Dott. Howard Kelly
I suoi occhi si riempirono di lacrime di gioia, e il suo cuore fu
felice, e benedisse il dottore per averle ridato la vita.

Non dubitare mai, perche’ raccoglierai sempre quello che di buono semini.

 

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Una volta avevo un gran desiderio di accostarmi alla S. Comunione, ma avevo un certo dubbio e non mi accostai. Per questo motivo soffrii tremendamente. Mi sembrava che il cuore mi si spezzasse dal dolore. Quando mi dedicai ai miei impegni col cuore pieno d'amarezza, Gesù apparve improvvisamente accanto a me e mi disse: «Figlia Mia, non tralasciare la S. Comunione, se non quando sei ben consapevole di essere caduta gravemente. All'infuori di ciò non ti trattenga alcun dubbio dall'unirti a Me nel Mio mistero d'amore. I tuoi piccoli difetti spariranno nel Mio amore, come una pagliuzza gettata in un grande incendio. Sappi questo, che Mi rattristi molto quando ometti di riceverMi nella S. Comunione».Ritagli dal ‘Diario’ di S. Faustina Kowalska –70-

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2010 in Uncategorized

 

Sembra assurdo che i media di tutto il mondo abbiano snobbato un evento così eclatante ..

L’apparizione della Vergine Maria è durata per ben tre ore ed è stata filmata e fotografata dai presenti in festa.

Sembra assurdo che i media di tutto il mondo abbiano snobbato un evento così eclatante da coinvolgere migliaia di persone per ben tre ore, tanto da poter essere stato filmato e fotografato. Eppure, a parte qualche sporadico articoletto, in occidente della cosa non si è parlato affatto.
A togliere ogni dubbio sulla possibilità che si sia trattato di una festa organizzata (con relativi giochi di luce), nella Chiesa copta ortodossa dedicata alla Vergine Maria e a San Michele Arcangelo nel quartiere povero di Al Warraq al Cairo, un comunicato ufficiale del Vescovo di Giza, Anba Theodosius, che afferma:

La Diocesi di Giza rende noto che la Vergine Maria è apparsa in trasfigurazione presso la Chiesa a lei dedicata in Warraq al-Hadar, Giza, nelle prime ore di venerdì 11 dicembre 2009 alle 1.00 del mattino.
La Santa Vergine è apparsa a figura intera con vesti luminose, sopra alla cupola centrale della chiesa, con un vestito bianchissimo e una cintura regale blu. Aveva una corona sulla testa al di sopra della quale appariva la croce posta sulla cupola centrale. Anche le croci sulle cupole della chiesa e della torre si sono illuminate di luce.
La Santa Vergine si è mossa tra le cupole e sul cancello della chiesa tra le due torri gemelle. I residenti locali l’hanno vista. L’apparizione è durata dalle 1.00 di mattina fino alle 4.00 di mattina di venerdì ed è stata ripresa da macchine fotografiche e cellulari. Circa 3.000 persone del quartiere e delle aree circostanti e visitatori si sono affollati nella strada davanti alla chiesa per vedere l’apparizione.

Da venerdì, la grande folla che si raduna nei pressi della chiesa ha potuto osservare colombe luminose sorvolare la chiesa a varie ore della notte e stelle apparire dal nulla nel cielo, viaggiare 200 metri e poi sparire. La grande folla radunata intorno alla chiesa non smette di cantare lodi e invocazioni alla Santa Vergine.

Questa è una grande benedizione per la Chiesa e per tutti gli abitanti dell’Egitto.
Possa la sua benedizione e intercessione far del bene a tutti noi.

Firmato
Anba Theodosius
Bishop-General of Giza
http://www.wataninet.com/ArticleDetails.aspx?A=25232

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E’ da escludere categoricamente quindi, come si sarebbe potuto pensare osservando i video così eclatanti e l’aria di festa, che si sia trattato di un evento organizzato dalla diocesi locale.
D’altra parte la zona non è nuova a manifestazioni divine di questa portata. Basti pensare che il 2 aprile 1968 a Zeitun un altro quartiere del Cairo, un’ora e mezza dopo il tramonto la Madonna è apparsa vestita di bianco a figura intera sulle cupole della Chiesa del quartiere. I primi a vederla sono stati dei meccanici musulmani e dei passanti che al momento pensarono che quella ragazza volesse gettarsi dai tetti della chiesa e gli urlarono di fare attenzione e di aspettare.

Dato che si trattava di cupole, per un essere umano non sarebbe stato facile se non addirittura impossibile camminare in quella posizione ed è così che alcuni tra i più arguti hanno realizzato che non si trattava di una suicida e hanno cominciato ad urlare "la Vergine Maria, la Vergine Maria". L’apparizione si è quindi spostata rimanendo sempre sulla cupola e si è inchinata e poi inginocchiata davanti alla croce. Il traffico nel quartiere è collassato immediatamente e una grande folla si è radunata davanti alla chiesa. Lei ha benedetto la folla. Le apparizioni a Zeitun, così come i miracoli ad esse collegati, si sono susseguite fino al 28 maggio del 1972 e sono state testimoniate da milioni di persone, riuscendo a radunare in una singola notte fino a 250.000 tra Cristiani, Ebrei, Musulmani e non credenti.

Tra agosto e novembre del 1982 la Vergine è apparsa sulla chiesa a lei dedicata nella città di Edfu.
E’ stata poi la volta di Shentena Al-Hagar tra l’agosto e il settembre 1997 dove l’apparizione della Madonna è stata preceduta dall’avvistamento di luci rosse e di oggetti bianco-argento che sorvolavano il tetto della chiesa locale.
E ancora tra agosto 2000 e gennaio 2001 ad Assiut, nell’alto Egitto sempre con le stesse modalità.
Il 12 luglio del 2002 sempre nella diocesi di Giza a Omrania Gharbia sono stati testimoniati fenomeni di figure luminose e colombe di luce, intorno alla Chiesa ortodossa dedicata alla Vergine.

Quanto accaduto venerdì 11 dicembre nel quartiere di Al Warraq, affonda quindi radici ben più lontane nel tempo. Apparizioni non a singoli veggenti, ma a folle intere, spesso protrattesi per mesi o anni e quasi sempre documentate anche da materiale fotografico.

L’apparizione di Al Warraq ha coinciso con l’inizio del mese Copto di Kiahk, meglio conosciuto come “il mese di Maria”, le cui celebrazioni termineranno il 7 gennaio 2010.

Il primo ad accorgersi dell’apparizione è stato un musulmano, Hassan, che era seduto nel suo bar quando intorno alle 20.30 ha visto una forte luce venire dalla chiesa. Anche altre persone dalla strada hanno notato la luce e hanno visto una colomba volare in cerchio sopra alla chiesa. Poi alle 1.00 di notte l’apparizione si è manifestata a figura intera spostandosi in vari punti dei tetti della chiesa. Non sono mancate le guarigioni miracolose (ndr. anche se forse la cosa ancora più miracolosa è stata vedere riunite in festa, animate dalla speranza, persone di differenti religioni) tra cui quella di una donna rimasta cieca ad un occhio per una retinopatia avanzata dovuta al diabete.

Anche in questo caso, durante la notte o nei giorni immediatamente successivi, come affermato in parte anche nel comunicato ufficiale della diocesi di Giza, si sono manifestati tutta una serie di eventi associati anche alle precedenti apparizioni, alcuni dei quali spesso assimilati alla casistica ufologica con cui il fenomeno ha molti punti in comune:

1. Le "colombe": a differenza delle normali colombe queste sono in grado di volare di notte, hanno forme diverse, spesso luminose, sono più grandi e volano senza battere le ali
2. Le stelle: sono più grandi delle normali stelle. Spesso hanno forma sferica e discendono sulla chiesa designata per l’apparizione per poi sparire.
3. Luci di vari colori, dall’arancione al celeste che circondano la chiesa come una specie di aura spirituale.
4. Le croci montate sulle chiese iniziano a brillare di una luce fosforescente oppure una croce bianchissima appare sul capo della Madonna.
5. L’incenso: si diffonde con un piacevole odore come un fumo bianco.
6. Nubi, anche luminose, che appaiono nei luoghi dell’apparizione e poi si trasformano nella Vergine Maria.
7. I miracoli di guarigione.

In allegato alcuni video dell’evento ripresi con i telefoni cellulari e foto di alcune delle apparizioni degli anni passati che abbiamo menzionato.

Altre informazioni su questo evento su:
http://www.zeitun-eg.org/warraq.htm

E per le apparizioni passate su:
http://www.zeitun-eg.org

 
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Pubblicato da su 13 gennaio 2010 in Uncategorized