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Archivi giornalieri: 11 gennaio 2010

Quando la pratica della comunione nella mano, che doveva essere per pochi, divenne un abuso…

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Quando la pratica della comunione nella mano, che doveva essere per pochi, divenne un abuso, ci fu un grande numero di fedeli che spinse Papa Paolo VI a prendere l’iniziativa di sondare l’opinione dei Vescovi del mondo su questa questione ed essi votarono unicamente per mantenere la pratica tradizionale di ricevere la Santa Comunione sulla lingua. É anche doveroso notare che, a quell’epoca, l’abuso era limitato a pochi Paesi Europei. Non era ancora iniziato negli Stati Uniti e in America Latina. Papa Paolo VI promulgò allora, il 28 maggio 1969, il documento Memoriale Domini in cui affermava testualmente:
1) I Vescovi del mondo sono unanimemente contrari alla Comunione sulla mano.
2) Deve essere osservato questo modo di distribuire la Comunione, ossia il sacerdote deve porre l’Ostia sulla lingua dei comunicandi.
3) La Comunione sulla lingua non toglie dignità in nessun modo a chi si comunica.
4) Ogni innovazione può portare all’irriverenza ed alla profanazione dell’Eucaristia, così come può intaccare gradualmente la dottrina corretta.
Il documento afferma inoltre: Il Supremo Pontefice giudica che il modo tradizionale ed antico di amministrare la Comunione ai fedeli non deve essere cambiato. La Sede Apostolica invita perciò fortemente i Vescovi, i preti ed il popolo ad osservare con zelo questa legge. Ma poiché questa era l’epoca del compromesso ed il documento contiene il germe della sua stessa distruzione poiché l’Istruzione continuò dicendo che, dove l’abuso si era già fortemente consolidato, poteva essere legalizzato con la maggioranza dei due terzi in un ballottaggio segreto della Conferenza Episcopale Nazionale. Ciò finì a vantaggio dei sostenitori della Comunione nella mano.
La propaganda, negli anni ’70, fu usata per proporre la Comunione sulla mano ad un popolo ingenuo , con una campagna di mezze verità che:
1) Davano ai cattolici la falsa impressione che il Vaticano II avesse fornito una disposizione per l’abuso, quando, di fatto, non vi è accenno in nessuno dei documenti del… Concilio.
2) Non dicono al lettore che la pratica fu avviata da un clero di mentalità filoprotestante e filomassone, in spregio alla Legge liturgica stabilita, ma la fanno suonare come una richiesta da parte del laicato.
3) Non chiariscono al lettore che i Vescovi del mondo, quando fu sondata la loro opinione, votarono unanimemente contro la Comunione nella mano.
4) Non fanno riferimento al fatto che il permesso doveva essere solo una tolleranza dell’abuso.
In un certo modo nel prendere la Comunione nella mano, il Santissimo e trattato come un oggetto…. sacro, pero un oggetto; come una cosa…. un po’ speciale, ma sempre una cosa. E’ difficile capire, in questo gesto volgare, l’unione della nostra anima con Dio Altissimo. Quanta audacia nelle nostre mani peccatrici! Senza essere state scelte, consacrate… Madre Teresa di Calcutta disse che il peggior mal nel Mondo e il rito della Comunione nella mano. A detto: si tratta di un rito fuori luogo, causa di profanazione e desacralizzazione. Così si perde la Grazia Divina. “Se la Grazia del Signore vale più della vita” e l’Eucaristia è “la Vita del mondo” questo rito e un male di prima grandezza. Non c’e da stupirsi che dopo aver maneggiato il Santissimo, il comunicante non senta più l’obbligo di adorarlo in ginocchio, la necessita di sentirsi nulla davanti al Creatore…. che e incapace di riconoscere il Mistero della Croce attualizzato nel Sacramento, e che non senta la chiamata ad una rinuncia assoluta, di fronte all’Amore infinito di Dio che si e umiliato per noi nel Sacramento per la nostra Salvezza.
Questo abuso illegittimo si è così ben radicato come una tradizione locale, che anche papa Giovanni Paolo II non ebbe successo, nonostante un suo tentativo per frenare l’abuso. Il Papa Giovanni Paolo II non era un sostenitore della Comunione nella mano. Nella Carta “Domenicae Cenae” il Papa riaffermò gli insegnamenti della Chiesa si diceva infatti: “I1 toccare la Sacra Specie, la sua distribuzione con le proprie mani, e un privilegio dei Consacrati”. Ma, per un qualsivoglia motivo, questo documento del 1980 non conteneva nessuna minaccia di sanzioni contro laici, sacerdoti o vescovi che avessero ignorato la difesa dell’uso della comunione sulla lingua come voleva il Papa. Una legge senza una pena non è una legge, ma bensì un suggerimento. Il documento di Giovanni Paolo II fu accolto da diversi membri del clero dei paesi dell’occidente, come un suggerimento non apprezzato e purtroppo trascurato… Il Papa, inoltre perché nessuno potesse interpretare queste parole in maniera diversa, tre mesi più tardi, davanti le telecamere della televisione francese, negava la Comunione nella mano alla sposa del Primo MJNISTRO, Giscard D’Estaing. Lo stesso anno, dichiaro a Fulda (Germanía) che non era d’accordo con l’autorizzazione concessa della comunione data nelle mani. Perché dopo di questa data si e visto, dare la Comunione nella mano? Perché e stato messo sotto pressione, facendogli credere che, secondo loro, proibire adesso quello che in modo fraudolento era stato autorizzato, o mostrarsi contrario a quello che approvarono alcune Conferenze Episcopali, sarebbe stato scandaloso. Lo stesso Mose permise il divorzio “per la durezza del Cuore degli ebrei”. (Mt. 19, 8). Dobbiamo pregare affinché il maggior numero di preti abbia il coraggio di salvaguardare la riverenza dovuta a questo Sacramento e non venga intrappolato in una falsa ubbidienza che fa sì che essi collaborino alla perdita di sacralità di Cristo nell’Eucaristia. I preti devono trovare il coraggio di combattere questa nuova pratica che fa parte dell’occulta strategia di protestantizzazione del Cattolicesimo, ricordando che Papa Paolo VI, giustamente, predisse che, la Comunione sulla mano, avrebbe portato all’irriverenza e alla profanazione dell’Eucarestia e ad una graduale erosione della dottrina ortodossa.
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Pubblicato da su 11 gennaio 2010 in Uncategorized