RSS

Archivio mensile:novembre 2009

UN UOMO ATTENDE…

d34f3c137b66a732b1e85e612004838f.jpg

Ero uscito di casa per saziarmi di sole.
Trovai un uomo che si dibatteva
nel dolore della crocifissione.
Mi fermai e gli dissi:
"Permetti che io ti aiuti a staccarti dalla croce".
Rispose: "Lasciami dove sono,
i chiodi nelle mani e nei piedi,
le spine intorno al capo, la lancia nel cuore.
Io dalla croce da solo, non scendo.
Non scendo dalla croce fino a quando sopra
vi spasimano i miei fratelli:
Io dalla  croce non scendo
fino a quando per distaccarmi
non si uniranno tutti gli uomini".
Gli chiesi: "Cosa vuoi che faccia per te?".
Mi rispose: "Và per il mondo e di a coloro che incontrerai
che c’è un Uomo che aspetta inchiodato sulla croce…".
 (Fulton J. Sheen)

 
1 Commento

Pubblicato da su 19 novembre 2009 in Uncategorized

 

15 minuti con Gesù….

pa29img2

Voce di Gesù :

Non è necessario, figlio mio, sapere molto per farmi piacere.

Basta che tu abbia fede e che mi ami con fervore.

Se vuoi farmi piacere ancora di più, confida in Me di più, se vuoi farmi piacere immensamente, confida in Me immensamente.

Allora parlami come parleresti con il più intimo dei tuoi amici, come parleresti con tua madre o tuo fratello.

Vuoi farmi una supplica in favore di qualcuno?

Dimmi il suo nome, sia quello dei tuoi genitori, dei tuoi fratelli o amici, o di qualche persona a te raccomandata

Dimmi subito cosa vuoi che faccia adesso per loro,

L’ho promesso: “chiedete e vi sarà dato. Chi chiede ottiene”.

Chiedi molto, molto. Non esitare nel chiedere. Ma chiedi con fede perché Io ho dato la Mia Parola : “Se aveste fede quanto un granellino di senape potreste dire al monte: levati e gettati nel mare ed esso ascolterebbe. Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”.

Mi piacciono i cuori generosi che in certi momenti sono capaci di dimenticare se stessi per pensare alla necessità degli altri. Così fece Mia Madre a Cana in favore degli sposi quando nella festa dello sposalizio è venuto a mancare il vino. Mi chiese un miracolo e l’ottenne. Così fece anche quella donna Cananea che mi chiese di liberare la figlia dal demonio, ed ottenne questa grazia specialissima.

Parlami dunque, con la semplicità dei poveri, di chi vuoi consolare, dei malati che vedi soffrire, dei traviati che vorresti tornassero sulla retta via, degli amici che si sono allontanati e che vorresti vedere ancora accanto a te, dei matrimoni disuniti per i quali vorresti la pace.

Ricorda Marta e Maria quando mi supplicarono per il fratello Lazzaro ed ottennero la sua risurrezione. Ricorda Santa Monica che, dopo avermi pregato durante trent’anni per la conversione del figlio, grande peccatore, ottenne la sua conversione e diventò il grande Sant’Agostino. Non dimenticare Tobia e sua moglie che con le loro preghiere ottennero fosse loro inviato l’Arcangelo Raffaele per difendere il figlio in viaggio, liberandolo dai pericoli e dal demonio, per poi farlo ritornare ricco e felice affianco dei suoi familiari.

Dimmi anche una sola parola per molte persone, ma che sia una parola d’amico, una parola del cuore e fervente. Ricordami che ho promesso : “Tutto è possibile per chi crede. Il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Tutto quello che chiederete al Padre nel Mio Nome, ve lo concederà”.

E per te hai bisogno di qualche grazia?

Se vuoi farmi una lista delle tue necessità e vieni a leggerle in mia presenza; ricorda il caso del mio servo Salomone, mi chiese la saggezza e gli fu concessa in abbondanza. Non dimenticare Giuditta che implorò grande coraggio e l’ottenne. Tieni presente Giacobbe che mi chiese prosperità (promettendomi di dare in opere buone la decima parte di quanto avesse avuto) e gli fu concesso molto, generosamente, tutto quello che desiderava e ancor di più. Sara mi pregò ed io allontanai il demonio che la tormentava. Magdalena pregò con fede e la liberai dalle brutte abitudini. Zaccheo con la preghiera si liberò dal dannoso attaccamento al denaro e si trasformò in un uomo generoso. E tu… cosa vuoi che ti conceda?

Dimmi sinceramente se sei orgoglioso, se ami la sensualità e la pigrizia. Che sei egoista, incostante. Che trascuri i tuoi doveri. Che giudichi severamente il tuo prossimo, dimenticando la mia proibizione : “non giudicate per non essere giudicati; non condannate e non sarete condannati”.

Dimmi se parli senza carità degli altri. Che ti preoccupi di più di quello che pensano gli altri di te che di quello che “pensa Dio”. Che ti lasci dominare dalla tristezza e dal malumore. Che rifiuti la tua vita, la tua povertà, i tuoi mali, il tuo lavoro, il modo come ti trattano, dimenticando quello che dice il Libro Santo : “ Dio dispone tutte le cose per il bene di quelli che lo amano”.

Dimmi se hai l’abitudine di dire bugie, che non domini il tuo sguardo né la tua immaginazione, che preghi poco senza fervore, che le tue confessioni sono fatte senza dolore e senza l’intenzione di evitare poi le occasioni di peccato, e per questo cadi sempre nelle stesse mancanze. Che la messa la segui male e le comunioni le fai senza preparazione e con poche azioni di grazia. Che sei pigro ed hai paura dell’apostolato. Che qualche volta passi alcuni giorni senza leggere neanche una pagina della Bibbia…

Ed Io ti ricorderò i Miei insegnamenti che porteranno una trasformazione totale nella tua vita. Ti dirò ancora: “ Dio umilia gli orgogliosi ma gli umili colma di grazie…”.” Se trascuri i piccoli doveri trascurerai anche quelli grandi. Di ogni parola dannosa che uscirà dalla vostra bocca dovrete renderne conto il giorno del giudizio. Beati quelli che ascoltano la Parola del Signore e la mettono in pratica “.

Non ti vergognare, povera anima! Ci sono in cielo molti giusti e tanti santi di prim’ordine che hanno avuto gli stessi tuoi difetti. Ma pregarono con umiltà e poco a poco si sono liberati di essi. Perché “non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” e perché “ Dio non rifiuta mai un cuore umiliato e pentito. Il miglior dono per Dio è un cuore pentito”.

E non esitare neanche nel chiedermi beni spirituali e materiali. Salute, memoria, simpatia, successo nel lavoro, negli studi e negli affari. Andare d’accordo con tutte le persone. Nuove idee per i tuoi affari, amicizie che ti siano utili, buon carattere, pazienza, allegria, generosità, amore per Dio, odio al peccato… Tutto questo posso darti e ti do, e desidero che tu Mi chieda, sempre e quando favorisca ed aiuti la tua santità e non si opponga ad essa. Ma in tutto devi sempre ripetere la mia preghiera nell’orto : “ Padre, non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi Tu”. Perché molte volte quel che chiede una persona non conviene alla sua salvezza, ed allora nostro Padre gli concede altri doni che gli faranno maggior bene.

E per oggi?

Che ti occorre?

Cosa posso fare per il tuo bene?

Se tu sapessi il desiderio che ho di favorirti. Ho dato da mangiare a cinquemila persone con solo cinque pani, perché ho visto che ne avevano bisogno. Ho calmato la tempesta quando gli apostoli mi svegliarono. Ho risuscitato la figlia di Giairo quando suo padre mi chiese di farlo. Anche tu dovrai ripetere col profeta : “ Chi si è rivolto al Signore e non è stato ascoltato?”.

Hai adesso fra le mani qualche progetto?

Raccontami nei dettagli.

Cosa ti preoccupa?

Cosa pensi di fare?

Cosa vuoi?

Come posso aiutarti?

Magari ricordi sempre la frase del salmista : “ Quel che ci porta al successo non sono i nostri affanni. Quel che ci porta al successo è la benedizione di Dio: Raccomandati a Dio nelle tue preoccupazioni e vedrai realizzarsi i tuoi desideri”. Gli israeliti desideravano occupare la terra promessa. Mi supplicarono e lo concessi; David voleva vincere Golia, Mi pregò e l’ottenne; i miei apostoli volevano che aumentassi la loro fede, Mi chiesero questo favore e lo concessi con enorme generosità. E tu…cosa vuoi che ti conceda? La pace che deriva dal percorrere la strada giusta!

Cosa posso fare per i tuoi amici?

Cosa posso fare per i tuoi superiori, per le persone che vivono nella tua casa, nel tuo quartiere, che trovi nel tuo cammino, per le persone delle quali dovrai rendere conto il giorno del giudizio?

Geremia pregò per la città di Gerusalemme e Dio la colmò di benedizioni, Daniele pregava per i suoi connazionali ed ottenne che diminuissero molte loro pene.

E tu, cosa mi chiedi per i tuoi vicini di casa, per il tuo quartiere, per la tua regione, per la tua patria…?

E per i tuoi genitori?

Se sono già morti ricorda che “è una opera santa e buona pregare Dio per i morti, perché riposino dalle loro pene”.

E se sono ancora viventi, cosa vuoi per loro? Più pazienza nelle loro pene, nei loro problemi di salute? Un carattere piacevole? Comprensione in famiglia? Le preghiere di un figlio non possono essere respinte da chi, a Nazareth, per trent’anni è stato esempio di amore filiale.

C’è qualche familiare che ha bisogno di qualche favore?

Prega per lui o per lei e Io farò della tua famiglia un tempio d’amore e conforto, e verserò a mani piene sui tuoi familiari le grazie e gli aiuti necessari per essere felici nel tempo e nell’eternità.

E per Me? Vorrei stare sempre nell’orto dei Gezemani!

Non desideri da Me grazia e amicizia? Magari! Non vorresti fare del bene al tuo prossimo, ai tuoi amici, a chi ami forse molto, ma che vivono lontani dalla religione o non la praticano nel modo giusto?

Sono padrone dei cuori che, rispettando la loro libertà, porto dolcemente verso la santità e l’amore di Dio. Ma ho bisogno di persone che preghino per loro. Nel Vangelo ho lasciato questa promessa : “Il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glieli chiedono”. Chiedimi per i tuoi familiari quel buon Spirito, che si ricordino dell’eternità che li aspetta, di prepararsi un buon tesoro in cielo facendo in questa vita moltissime opere buone e pregando ininterrottamente. Lavorando per la salvezza della tua famiglia e degli altri non dimenticare mai la stupenda promessa del profeta : “coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre“.

Sei forse triste o di malumore?

Raccontami. Raccontami, anima sconsolata, le tue tristezze in ogni dettaglio.

Chi ti ha ferito?

Chi ha ferito il tuo amor proprio?

Chi ti ha disprezzato?

Dimmi se ti va male nel tuo lavoro e Io ti dirò le cause del tuo insuccesso. Non vorresti che Mi occupassi di qualcosa per te?

Avvicinati al Mio Cuore che ha un balsamo efficace per tutte le ferite del tuo. Raccontami tutto e in breve mi dirai che, come Me, tutto perdoni e tutto dimentichi, perché “ le pene di questa vita non sono comparabili con l’immensa gioia che ci attende quale premio nell’eternità”. Senti l’indifferenza di persone che prima tu hanno voluto bene, ma che ora ti dimenticano e si allontanano da te senza motivo? Prega per loro. Il mio amico Giobbe pregò per quelli che con lui sono stati ingrati, e la bontà divina li perdonò, e li fece tornare alla sua amicizia.

Vuoi raccontarmi qualche gioia?

Perché non mi fai partecipe di essa, come buon amico? Raccontami quello che da ieri o dalla tua ultima visita a Me ha consolato e ha fatto sorridere il tuo cuore. Forse hai avuto gradevoli sorprese.

Magari sono sparite certe angosce o paure per il futuro.

Hai superato qualche ostacolo, oppure, sei uscito da qualche difficoltà impellente?

Tutto questo è opera mia, Io ti ho procurato tutto questo.

Quanto mi rallegrano i cuori grati che, come il lebbroso guarito, tornano per ringraziare, ma molto mi rattristano gli ingrati che, come i nove lebbrosi del Vangelo, non tornano per ringraziare per i benefici ricevuti. Ricorda che “chi ringrazia per un beneficio ottiene che gli si concedano degli altri”. Dimmi sempre un “grazie” con tutto il cuore.

E poi… non hai qualche promessa da farmi?

Già lo sai che leggo nel fondo del tuo cuore. Gli umani si ingannano facilmente. Dio no. Parlami allora con sincerità. Hai il fermo proposito di non esporti più a quella occasione di peccato? Di privarti di quel giornale, rivista, film, programma televisivo che danneggia la tua anima? Di non leggere quel libro che ha eccitato la tua immaginazione? Di non trattare quella persona che ha turbato la pace della tua anima? Di stare in silenzio quando senti che arriva la collera? Perché “ gli imprudenti dicono quello che sentono dentro di sé quando sono di malumore, ma i prudenti rimangono in silenzio quando sono di malumore, e sanno dissimulare le offese ricevute”.

Vuoi fare il buon proposito di non parlare male di nessuno, anche quando credi che quel che dici è verità? Di non lamentarti perché è dura la vita? Di offrirmi le tue sofferenze in silenzio invece di andare in giro rinnegando le tue pene? Di lasciare ogni giorno un piccolo spazio per leggere qualche cosa che ti sia di profitto, specialmente la Bibbia? Così diranno anche di te: “ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica, sarà come una casa costruita sulla roccia, non crollerà”.

Sarai ancora amabile con le persone che ti hanno trattato male? Avrai da ora in poi un volto allegro ed un sorriso amabile? Anche con quelli che non hanno molta simpatia per te?

Ricorda le Mie Parole : “Se saluti solo quelli che ti amano, che merito ne hai? Anche i cattivi fanno così. Perdona e sarai perdonato. Un volto amabile rallegra i cuori degli altri”.

E adesso ritorna alle tue occupazioni…

Ma non dimenticare questi quindici minuti di gradevole conversazione che abbiamo avuto qui nella solitudine del santuario. Conserva più che puoi il silenzio, la modestia e la carità con il prossimo.

Ama mia Madre, che è anche Madre tua. Ricorda che essere buon devoto della Vergine Maria è segno di sicura salvezza

.

 
1 Commento

Pubblicato da su 18 novembre 2009 in Uncategorized

 

Signore…….(penso che si inizi così!!)gesu
Questa sera mi ritrovo a pregare.
Sai…lo sai bene che non ho pregato molto nella mia vita e quando l’ho fatto era perché ero disperato o perché volevo che mi restituissi una persona ……e con la pretesa di uno a cui gli è stato rubato qualcosa…..
Forse, non sono nemmeno capace di pregare, ma sai, non è l’unica cosa che non so fare bene….e va beh….
Questa sera però voglio dirti qualcosa…Tranquillo, non voglio annoiarti con la mia storia, la conosci bene, molto bene e poi, non mi va di ripeterla con tutti i “perché” e i “percome” ….proverei ancora del rammarico e lo ammetto, stenta a diventare un “pentimento”.
La mia storia…non sembra nemmeno fatta da me o meglio mi vedo come un protagonista diverso ogni volta.
Di sicuro stento a riconoscermi in quell’io, brillante e presuntuoso di molti anni fa dove, con una buona dose di fortuna e poco per “merito” si buttava nel “lavoro” e nelle “passioni” con poca testa e poco cuore, dove tra “carriera” e “istinto” c’èra poco posto per Te.
Di sicuro ho avuto tante cose di cui oggi ne farei volentieri a meno ma che paradossalmente non riesco a scaricarmi, come prezzo di una stupidità di allora distribuita a gratis.
Signore……
Non sono sicuramente qui a giudicare anche perché ho capito che è facile trovare consensi quando hai da criticare qualcosa o qualcuno.
Non rivendico diritti ma sai…da un pezzo ho cominciato a pregarti in modo diverso ma nello stesso tempo ammetto di non essere capace e forse è per questo che non mi senti.
Sono entrato nella tua Casa…..con forte imbarazzo. Quell’imbarazzo di essere “fuori posto” e poi, penso che sicuramente ci saranno persone con più diritti e motivi di me e che meritano di essere ascoltati.
Mi dispiace anche di “parlarti” così e ogni secondo che passa mi chiedo cosa sto facendo…..non ricevo da Te nessun segno….figuriamoci se mi ritrovi in un “Blog”…
Lo so che sarai pronto a farmi il Tuo “predicozzo” appena staccherò l’ultimo biglietto ma sai…io ho una cosa da chiederti…..
Signore….
Di pasticci ne ho combinati tanti e quando ti servivo…..sono scappato. So che dovrò rendere conto anche di questo perché non penso proprio che tra me e Te finisca in “pari e patta”.
Scusa se ti parlo così….ma io con le Tue preghiere non mi ci trovo….e poi, te l’ho detto, non sono capace di pregare.
Insomma, dai….te lo dico anche perché lo so che hai cose più importanti da fare che dare retta a me.
Ti sussurro…..che nella mia vita è entrata una persona a cui tengo moltissimo…..OK!…OK!! non urlare…lo so che sei furioso…..caspita…io al tuo posto avrei già preso provvedimenti seri e avrei rimesso a posto la situazione…..ma quaggiù, ti assicuro che si soffre parecchio e non ci si diverte per questa faccenda.
Senti Signore…..è qui il punto….e lo so che te lo devo dire seriamente ma per ora accontentati del “Blog”…..
Signore…..ti prego…quando prenderai in mano la situazione e dovrai prendere quei “provvedimenti seri” …..ti prego….chiama solo me davanti al banco degli imputati…ti prego.
Tu che hai il potere di giudicare, dammi pure il massimo della pena……lo so che anche se ti dico che l’ho fatto per Amore non avrò cenno del tuo perdono.
Signore…come dire…va che lei è dalla tua parte….e non immagini nemmeno che menate si fa …e le chiama “crisi”
Io sono un testardo lo sai e le mie “crisi” si chiamano “tristezze” quando poi mi chiudo a riccio e pungo tutti.
Tristezza perché lei non è “mia”…..tristezza perché non riesco a volerle bene come vorrei…tristezza perché io l’amo….mentre per tutti amo un’altra persona che vive con me di cui in realtà è poco più che un abitudine a vedersi, a stare insieme e a fare la presenza o la foto per i parenti, amici, vicini, colleghi, ecc, ecc.
Io non so come questa donna possa trovare in me qualcosa di interessante da amarmi….sono un uomo un po’ perso nei propri pensieri, a volte depresso…..mediocre e con un passato che lo insegue.
Di sicuro non la merito ma la sento così vicino a me che non ne posso fare a meno….si Signore…io l’amo!!!
So che me la leverai…mi hai tolto altre persone ma non è questo che voglio dirti…..non ho nessun rancore per il passato e forse penso anche di avere fatto pace con Te.
Sono qui per ringraziarTi perché sento che mi stai dando dei segnali forti per avvicinarmi a Te e “lei” mi sta aiutando moltissimo anche se non glielo dirò mai…..e per questo che ti chiedo….quando sarà,…..di mandare il conto solo a me.
Bhè dai….diciamo insieme una preghiera…..l’unica che conosco….
Ave o Maria…….”
Ciao Signore……..
 
Autore ( ladrodipensieri)
 
1 Commento

Pubblicato da su 17 novembre 2009 in Uncategorized

 

LA RADICE DELLE VIRTU': UMILTA'

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 17 novembre 2009 in Uncategorized

 

PAOLO BROSIO: ADDIO ALLE DONNE E ALLA COCAINA. ORA SONO IL MEGAFONO DELLA MADONNA

brosio

Sul primo ripiano ci sono i Telegatti, uno vicino all’altro, gialli e brutti. Più in alto le coppe vinte giocando a tennis da ragazzo o nelle partite di calcio tra gente dello spettacolo. L’immagine della Madonna sta in mezzo, tra la laurea in legge appesa al muro e le foto del padrone di casa, abbronzato e con la bandana all’Isola, incravattato in qualche occasione ufficiale, sorridente sotto la scritta «Paolo Brosio uomo di Dio». Il salotto di casa Brosio a Forte dei Marmi è un formicaio impazzito. Amici conosciuti a Medjugorje venuti a comprar casa in Versilia, segretari che spostano casse piene di posta, parroci e pie donne appena sbarcati dalla Bosnia, un giovane con la faccia da bravo ragazzo che sussurra: «Dicono che è matto, ma lo facevano anche con San Francesco. Paolo, ormai, è in odore di santità…». Sul tavolo «A un passo del baratro», l’autobiografia che non ti aspetti: le dirette con Fede ai tempi di Tangentopoli, i successi con la Ventura o a Stranamore, i reportage di Linea Verde. Ma anche un matrimonio finito malissimo, la cocaina, le orge «con altre persone che entravano e uscivano» dalla camera da letto e «le calze da donna appese dappertutto», l’aborto «senza rimorso» di una ragazza di 16 anni.

Brosio, che cosa le è successo?
«Stavo sull’abisso e Dio mi ha tirato fuori. Mio padre era morto dopo 50 giorni d’agonia, mi avevano bruciato il locale, mia moglie era incinta di un altro, uno che conoscevo, che vedevo tutti i giorni sulla spiaggia. Sulla mia spiaggia, capisci?».
Capisco, lei era depresso. Ma che cosa c’entra Dio in tutto questo?
«Dio c’entra sempre. E poi io non ero depresso, ero disperato. E la disperazione porta ad atti scellerati: potevo prendere un bastone e spaccare la testa a quello là, e invece ho preferito fare male a me stesso».

Ha pensato al suicidio?
«E quando mai? Amo troppo la vita. Mi sono fatto male con il divertimento: l’unica donna che ho amato mi umilia? E io mi vendico con decine di ragazze, senza neppure chiedere come si chiamano. E con loro è arrivato il resto: l’alcol, lo stordimento, la droga. La coca è terribile: ti fa sembrare possibili cose che non potresti neanche immaginare».

Le rifaccio la domanda: che cosa c’entra Dio?
«Ti dico che Dio c’entra sempre. Ascolta: una notte a Torino mi è come esploso il petto, sentivo il cuore che pompava da matto. Solo che non era il cuore, era la coscienza: una voce, dentro, diceva "prega, di’ l’Ave Maria". Ero sconvolto, anche perché tutto succedeva in un momento di divertimento esasperato».

Era in mezzo a un’orgia?
«Beh, diciamo di sì».

E lei in mezzo a un’orgia si è messo a recitare l’Ave Maria?
«Già, pensa tu la faccia degli altri. Sono scappato urlando che la festa era finita. Il giorno dopo ho chiesto in albergo qual era il santuario più famoso di Torino. Mi hanno mandato alla Consolata, dove ho incontrato Don Ferruccio: uno degli strumenti che Dio ha regalato alla mia salvezza. Mi sono confessato e gli ho raccontato la mia vita. Tutta».

E lui?
«Uno choc. Si agitava nel confessionale: vedevo la tendina tremare. "No, basta. Non puoi aver fatto questo". Gli ho parlato della droga, delle donne. Gli ho rivelato di quando al liceo avevo portato la mia ragazza ad abortire. Non lo sapeva nessuno, neanche mia mamma. Alla Consolata ho capito che la preghiera è il Toradol dell’anima, fa sparire il dolore. E lì ho riscoperto la Madonna: era il 3 gennaio del 2009. Il 2 febbraio sono andato per la prima volta a Medjugorje».

Qualche mese dopo ci è tornato con un aereo pieno di gente famosa. Ora ha scritto un libro. Perché le conversioni dei vip non sono mai un fatto intimo, riservato?
«Io sono un ex peccatore, le mie preghiere valgono poco. Ma sono anche un uomo di comunicazione, sono simpatico, posso convincere la gente a dare il suo aiuto. Sono un megafono, utile perché per fare la carità servono i soldi: un giorno, in Bosnia, sono andato da Gesù in croce e gli ho fatto una promessa: tua madre mi ha salvato, e voglio ringraziarla. Tornerò con 70 mila euro per suor Kornelya e per quelle sante religiose che lavorano qui. Poi mi sono spaventato e gli ho detto: possiamo fare 40 mila?».

Ha chiesto uno sconto al crocifisso?
«Beh, tolte le tasse era una cifra enorme, però sono riuscito a raccoglierla fino all’ultimo euro, grazie alla Madonna che ha fatto di tutto perché potessi mantenere la promessa. Pensa al mio lavoro: dovevo andare in India, per la Tribù di Mediaset, e invece il programma è stato cancellato a contratto già firmato. Ora sono come Mancini per l’Inter: mi pagano per non lavorare. Così posso tornare a Medjugorje, andare in giro a far promozione al libro. Il lavoro è sempre strumento della volontà di Dio, ma vuoi mettere il libro con un reality?».

Ma non si sente presuntuoso nel considerare ogni cosa che le succede come un segno della volontà divina?
«Dio ha un progetto per ognuno di noi. Ha voluto che cadessi quando ero al top del successo, e poi ha voluto salvarmi. Era tutto scritto: e adesso ogni giorno c’è qualcuno che bussa alla mia porta. Lo sai perché?».

Perché lei è un personaggio della tv…
«No. Perché pensano che se ce l’ho fatta io a fuggire dal Male, allora possono farcela anche loro».

Lo sa, vero, che molti pensano che Paolo Brosio sia impazzito?
«Certo che lo so. È normale che quando uno come
 me si espone ci sia qualcuno che lo insulta, ma forse ero pazzo prima, e ora sono guarito. Scusa, guarda i fatti: l’8 dicembre porto duecento persone a Medjugorje. E porto altri 30 mila euro per suor Kornelya e il suo progetto: una casa per gli orfani e i vecchi abbandonati, dove gli anziani leggono le favole e fanno i compiti insieme ai bambini. Un posto magico dove gli orfani diventano nipotini e i vecchi soli diventano nonni: una cosa bellissima. Matto io? Preferisco considerarmi uno strumento nelle mani della Madonna. E la Madonna, credimi, non è scema».
Fonte: La Stampa

 
1 Commento

Pubblicato da su 16 novembre 2009 in Uncategorized

 

IL CROCIFISSO

crocifisso

(…) Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. E’ muto e silenzioso. C’è stato sempre. Per i cattolici, è un simbolo religioso. Per altri, può essere niente, una parte dei muro. E infine per qualcuno, per una minoranza minima, o magari per un solo bambino, può essere qualcosa dì particolare, che suscita pensieri contrastanti. I diritti delle minoranze vanno rispettati. Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi, evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e dei prossimo. Chi è ateo, cancella l’idea di Dio ma conserva l’idea del prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. E’ vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini. E di esser venduti, traditi e martoriati e ammazzati per la propria fede, nella vita può succedere a tutti. A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola. Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero. Tutti, cattolici e laici portiamo o porteremo il peso, di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, mica solo ai cattolici. (…) Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde dei mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre. Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla. E’ tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri. 
Natalia Ginzburg, «Quella croce rappresenta tutti», pubblicato ne L’Unità del 22 marzo 1988.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 14 novembre 2009 in Uncategorized

 

IN ITALIA IL TRIONFO DELLA CROCE

crocifisso_jpg_370468210

 

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo in cui si chiede la rimozione dei crocifissi dalla aule scolastiche ha scatenato una rivolta popolare in tutta l’Italia.
Rivolta con finalità benefiche visto che adesso si stanno appendendo crocifissi dove non c’erano e si stanno promuovendo iniziative e manifestazioni in favore della Croce.
Da quando è stata resa nota la sentenza della Corte, è iniziato un tam tam di lettere ai giornali, interpellanze nei consigli comunali, messaggi via mail, telefonate alle radio, discussioni in ogni luogo, messe e incontri di preghiera, per difendere e sostenere la presenza del crocifisso, non solo nelle aule scolastiche ma in tutti i luoghi pubblici.
A conferma di quanto il popolo italiano abbia radicato nel cuore l’identità con il crocifisso basta osservare cosa stanno facendo sindaci, presidi, consigli comunali, direttori di giornali, ministri, deputati, senatori, parroci, vescovi, insegnanti, province, teatri, associazioni di imprenditori, cittadini tutti.
Un enorme numero di presidi ha chiesto di provvedere affinché tutte le aule abbiano il crocifisso. Nelle scuole di Parma c’è stata una vera e propria mobilitazione, nelle scuole elementari, alle medie ed alle superiori, i crocifissi sono stati appesi anche nelle aule che ne erano sprovvisti.
I presidi concordano: nessuno si è mai lamentato e il crocifisso non si toglie.
In una scuola di Roma, in una classe elementare dove erano stati fatti lavori di pittura, i bambini hanno chiesto alla maestra di appendere il crocifisso più in alto, dove nessuno potrà mai toglierlo.
A Imperia come a Sanremo e decine di altre città le amministrazioni comunali hanno dato ordine di portare il crocefisso anche nelle aule che ne sono sprovviste.
A Sassuolo, in provincia di Modena, il sindaco ha acquistato 50 crocifissi per gli istituti scolastici che ne fossero sprovvisti.
A Trapani il presidente e gli assessori della giunta provinciale hanno pagato di tasca loro 72 crocifissi da portare nelle aule scolastiche dove il crocefisso manca.
A Trieste il sindaco Roberto Dipiazza ha dichiarato "fintanto che sarò io il sindaco di Trieste nessun crocifisso verrà rimosso da alcuna scuola comunale, né tantomeno dagli uffici municipali".
Il sindaco di Galzignano Terme in provincia di Padova ha emanato l’obbligo di affissione del crocifisso in tutti gli edifici pubblici, con tanto di multa di 500 per i trasgressori.
Ad Assisi il sindaco ha proposto di esporre nelle aule pubbliche non solo il crocifisso ma anche il presepe.
A Busto Arsizio in provincia di Varese, l’amministrazione comunale ha protestato con la sentenza della Corte di Strasburgo, mettendo a mezz’asta la bandiera europea.
Il sindaco di Loreto, in provincia di Ancona, qualora la sentenza di Strasburgo diventasse esecutiva, ha già pronta un’ordinanza per impedire la rimozione dei crocifissi.
L’amministrazione comunale di Montegrotto Terme (Padova), sta utilizzando i tabelloni per una campagna dove compare un crocifisso con la scritta “Noi non lo togliamo”.
In rete sul social network Facebook il nuovo gruppo “Sì al crocifisso nelle scuole”, (sialcrocifis­so@gmail.com) ha raccolto più di 27mila adesioni.
Ed un altro gruppo “Riportiamo il crocifisso nelle scuole”, in pochissimo tempo ha raccolto 8.872 adesioni.
Nella capitale la Confcommercio di Roma ha chiesto a tutti gli associati di esporlo nei propri negozi, aggiungendo: “Se vogliono togliere i crocifissi dalle nostre scuole, vuol dire che li metteremo nelle nostre aziende”.
Il quotidiano romano “Il tempo” ha lanciato un appello pubblico (appello@iltempo.it) al Governo e al Parlamento per controbattere alla sentenza di Strasburgo contro l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.
Secondo quanto riportato da “Avvenire” ad Abano Terme, dove è iniziata la protesta della signora Soile Lauti, il parroco del Duomo, don Antonio Toigo, ha detto che la “laicità non è sottrazione ma moltiplicazione. Protesta chi il crocifisso non lo ha dentro”.
Mentre il preside dell’Istituto “Vittorino da Feltre”, fre­quentato dai figli della signora Soile Lauti sottolinea che, dal 2002, anno del primo ricorso, nessun’altra famiglia ha chiesto di togliere i crocifissi dalle aule a dimostrazione che “l’integrazione e l’inserimento promossi dalla scuola hanno funzionato”. -di Antonio Gaspari – Zenit –

 

 
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 13 novembre 2009 in Uncategorized